Il disagio di non riconoscersi nel proprio corpo

«La bruttezza mi ha insegnato quanto brutta sia la vita, quanto brutti siano anche quelli che dovrebbero starti vicino».

 Ti accorgi della bruttezza quando gli altri ti guardano e quanto incida pesantemente nella tua esistenza. Sono nata brutta e per questo il mio corpo non attrae, non suscita amore, semmai compassione. E’ una condanna sociale e fraterna. Non conquisterò mai la congregazione, la scuola, il lavoro, la mia famiglia, i fratelli e le sorelle spirituali. Tanti luoghi comuni da sfatare, da combattere. Giudizi e silenzi legati fin troppo alle apparenze e mai al mio essere.

Nelle stanze segrete del mio cuore mi chiedo chi sono e perché sono nata così brutta. Sono nata difettosa nel corpo e nello spirito. Una pioggia scrosciante accompagna la mia vita. Piovevano gocce di lacrime il giorno in cui sono nata. Ti accorgi subito che non sei normale. Gli sguardi dei tuoi genitori, di chi si vergogna delle tue imperfezioni. Non sei una bambina normale, non lo sei all’asilo, a scuola, in congregazione. Occhi che scrutano con vergogna. Vivi sempre sotto la pioggia. Non vedi mai la luce del sole.

Troppa bellezza in giro. Falsa, omologata, impersonale. Una bellezza prefabbricata, fatta di sorrisi finti, di capelli svolazzanti, di volti ambigui. Io sono un difetto della natura, brutta, deforme, una vera disgrazia. Piove continuamente nella mia anima. Impari a convivere nella pioggia. Pochi mi hanno preso in braccio, mi hanno coccolata, baciata. Affetti mancati sin dall’inizio. Poi ti ci abitui. Non ricordi più la tenerezza di una carezza, di un abbraccio, di un bacio. Ti senti sola, malata, distante dalla vita.

Impari a vivere il rifiuto degli altri. Ti chiedi quale sia il senso della vita. Cerchi una ragione per vivere. Non chiedi più, non ti esponi, non impari cos’è l’amore, quello vero. Esisti in punta di piedi, sui bordi pericolosi del mondo. La bruttezza è una maledizione. Un destino crudele è non sapersi amare. Sai che non meriti attenzione, amore. Un pregiudizio estetico che mi inchioda in questo corpo deforme. Il mio nemico è lo specchio. Lo specchio sono gli occhi degli altri. Ti guardi e non versi più una lacrima. Anche trovare lavoro è difficile, bella presenza è un requisito obbligatorio, più della competenza, dell’intelligenza, di un nobile animo. Abbagli pubblicitari, fragilità, sfruttamento, inadeguatezza. Una vita senza illusioni, senza speranza.

Non riesci più a sentire il dolore del corpo, il mondo è degli altri. In congregazione non hanno il coraggio di abbandonarmi, ma nemmeno di uscire in predicazione con me. Troppo brutta per le persone del territorio. Il mondo è colorato e grigio allo stesso tempo, ed io continuo a guardare un mondo sconosciuto, senza che la luce del sole sfiori il mio viso. Persino il sole è lontano da me. Non fingo più, non parlo più, un mondo visto dalla finestra. Parole senza senso la tristezza, la felicità, la gioia. Cos’è l’amore?

Brutta di natura, brutta spirituale, asimettria, sfiguramento, disarmonia, debolezza, dissonanza, banalità, sgraziata. E’ vivere questo? Un difetto del creato. Adolescenza di prese in giro e di scherzi cattivi. Ore intere distesa sul letto. Persistenti insonnie e stati febbrili. Sogni spezzati da sobbalzi notturni, scene vertiginose, precipitare nel fondo di un abisso. Nevrosi assopita da psicofarmaci, trionfante e veemente in altri momenti. Sensi sregolati, avvisaglie di grandi e pericolose trasformazioni.

Non posso nemmeno lodarti Dio. Non mi hai fatta in maniera tremendamente meravigliosa. Cos’è quella persona segreta del cuore nella veste incorruttibile dello spirito quieto e mite, che è di grande valore ai tuoi occhi? Quante preghiere per cacciare la malinconia dal mio cuore. Quell’attrattiva falsa, quella bellezza vana, io ti ho temuta Dio, ma non ho mai ricevuto lode. Tutti i giorni sono brutti per i brutti. Venti lunghi anni passati in silenzio. Ora sono inattiva come il mio corpo, i miei sentimenti, le mie emozioni. In solitudine senza sapere perché. Non interessi più a nessuno, non sei mai interessata a qualcuno. Ho provato a scappare, da casa, dalla congregazione, molte volte. Dagli occhi che trafiggono, dai silenzi delle sorelle, dagli inviti negati, privata della compagnia. Sola nella tua stanza. Dov’è finita quella matta? Perché non viene più in Sala?

Sì, dove sono finita? Qui, in bilico sul cornicione del mio palazzo. E’ l’alba di un nuovo giorno di primavera. L’aria è fresca. Finalmente non piove più. Quella pioggia fitta, sottile, battente, di lacrime… mi ha sorriso per la prima volta, ora non danza più intorno a me. La macchina della bruttezza ha finito di trafiggere ogni secondo del mio tempo.

Presto sarò come le altre, più delle altre. Hai vinto bruttezza, ed io mi arrendo. All’alba di questo giorno volerò via, lontano, lassù nell’orizzonte chiaro. Hai vinto bruttezza e tuttavia, d’ora in poi, anche tu morrai. Per troppo tempo hai vissuto in me. Ora volerò via, leggera, come un soffio, come se non fossi mai esistita. E sarò finalmente bellissima.

¤ ¤ ¤ ¤ ¤ ¤

Non accettarsi a causa della bruttezza del proprio corpo è un’altra delle cause che spingono alcuni tdG all’inattività. A volte vi contribuiscono anche i proclamatori con le loro vedute negative e l’imbarazzo che trasmettono quando stanno insieme a chi ha la sfortuna di nascere brutto. Non tutte le storie hanno un brutto fine. Il testo descrittivo è solo un esempio: una narrazione di sentimenti ed emozioni che prova chi soffre per la deformità del suo corpo. Un modo  per prestare attenzione a ciò che potrebbe accadere ai fratelli o alle sorelle che fanno fatica ad avere amici in congregazione per colpa dei pregiudizi sulla bruttezza.

Un poeta infatti cantò:
Grande la bruttezza, che non si preoccupa di apparire,
 essa è come rugiada per gli amici colti, inariditi dai belli.
(Elogio alla bruttezza, di Loredana Frescura)

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA