DISTURBI MENTALI

 “In 1 Tessalonicesi 5:14 si parla di una categoria molto amata da Geova [‘parlate in maniera consolante alle anime depresse, sostenete i deboli’]. Purtroppo oggi molti nostri fratelli e sorelle hanno disturbi mentali emotivi, lievi forme di depressione e altri che vanno un pochettino oltre, hanno forme di depressione grave, psicosi maniaco depressive, fobia, schizofrenia”.

“Alcuni hanno avuto questo problema prima di diventare tdG, altri li hanno incontrato con l’età. Dato che questo mondo crea affanno e dolore alcuni pensano di non farcela più”. (Tratto dal discorso AMARE GEOVA SIGNIFICA AMARE IL PROPRIO FRATELLO, pronunciato la mattina dell’assemblea di circoscrizione 2019/2020 dal tema AMA GEOVA CON TUTTO IL CUORE).

La Torre di Guardia ribadisce che alcuni che prendono gli emblemi in occasione della Commemorazione forse hanno problemi mentali.

In questa Svegliatevi! gli editori usano l’espressione “disturbo mentale” in riferimento a malattie mentali, disturbi del comportamento e disturbi psichiatrici. Pur non raccomandando nessuna terapia in particolare, i cristiani – ricorda Svegliatevi! – dovrebbero assicurarsi che qualsiasi terapia a cui si sottopongono non sia in contrasto con i princìpi biblici. Tra i vari consigli, dice: Attenetevi alla terapia prescritta da uno specialista qualificato.

Noi di inattivo.info abbiamo scritto in passato 16 articoli sulla depressione tra i testimoni di Geova. La depressione è anche uno dei problemi che riguarda molti cristiani. Ed è giusto parlarne. In tutta onestà non diciamo che i tdG nel loro insieme siano depressi, ma una piccola parte lo è sicuramente, come lo era in alcune congregazioni del I secolo.

Lo scopo non è quello di screditare il popolo di Geova, ma se non se ne parla, come si fa a parlare in maniera consolante alle anime depresse? Ribadiamo ancora una volta, che una certa responsabilità nell’aggravare ulteriormente il problema ce l’hanno alcuni responsabili delle comunità.

Alcuni inattivi vivono momenti in cui la loro percettività, libera e senza allineamento con la congregazione, procura sofferenza. La loro mente è rivolta alle cose spirituali, invece il corpo è immobile. La loro può essere una solitudine creativa oppure depressiva, forse è un’occasione per scoprire nuove attività, percorrere altri sentieri.

L’inattivo non sempre è ben accetto, in virtù di un atteggiamento recessivo, di ritrazione dalle attività teocratiche. La sua inattività viene percepita da alcuni come una minaccia o una forma subdola di ostilità nei confronti dell’Organizzazione e in particolare degli anziani. Pur essendo ancora un fratello ordinato è considerato un soggetto disordinato.

Un potere teocratico in mano a individui per nulla idonei potrebbe svuotare la personalità cristiana, rendendola frustrata, avvilita e malinconica.

Il cristiano lontano deve stare molto attento se attende da tempo qualcosa che non arriverà mai. Non deve farsi ingannare passando il proprio tempo nell’attesa di qualcosa che non potrà mai accadere, perché illudersi ha quasi sempre un risvolto negativo e controproducente. Aspettare un Godot che non si presenterà secondo le proprie aspettative, può tradursi in un grande senso di delusione.

Nel caso dei fratelli lontani, la strategia di evitamento, cioé sottrarsi al confronto, gli fa vivere una condizione di isolamento cosicché si rinchiude in se stesso per paura di rimanere deluso di nuovo. Tenendosi lontano pensa di essere protetto.

Il timore di incontrare chi lo ha deluso lo porta a diffidare di chiunque. Il senso di ingiustizia per un sopruso subito provoca sentimenti di rabbia. Dopo essersi donati per anni al prossimo, dopo tanto impegno e aver lavorato sodo per altri cristiani, sentirsi “pugnalati alle spalle” è certamente fonte di amarezza. E’ naturale provare una certa ritrosia nel dialogare con i responsabili delle proprie ferite.

Non è facile vedere i propri sogni infranti e tirare avanti. La delusione spesso si trasforma in depressione. La tristezza inconsolabile è un primo sintomo di depressione. Non si prova più interesse verso ciò che prima ci attraeva. Scompare ogni desiderio di attività. L’avvenire sembra sbarrato e gli ostacoli insormontabili. Ci si infastidisce per una minima sciocchezza, soprattutto quando l’argomento ci tocca da vicino.

In realtà chi siamo veramente?

Sappiamo molto di noi, ma questo patrimonio di informazioni lo rendiamo inaccessibile a chi cerca di aiutarci. Ci asserragliamo nei nostri problemi, chiudendo ogni accesso. Lasciamo in bella vista soltanto ciò che ci fa più comodo. Non andiamo oltre. Difficilmente si dimentica il torto subito, anzi lo esponiamo come una pregiata opera d’arte. Lasciarsi trascinare in una perversa spirale può soltanto danneggiare il nostro sistema nervoso.

Ci sono sempre alternative propositive e positive. Il mondo è colorato, a dispetto degli occhi oscurati dalla depressione, che lo vedono scuro. Abbiamo una tale conoscenza positiva del nostro passato che non vi attingiamo nemmeno una goccia per dissetarci.

Come riporta Proverbi 14:10 “Ogni cuore conosce la propria amarezza…”. Nessuno può sapere meglio dell’interessato cosa prova nel suo cuore. Il conforto che gli altri possono dare è limitato perché non sempre si riescono a esprimere i sentimenti più intimi e non sempre gli altri riescono a capirli. Si possono sopportare certe difficoltà facendo comunque assegnamento su Geova.

Osate! Osate! Osate!

Il fatto di sapere ciò di cui siete capaci vi permette di intraprendere iniziative dove siete sicuri di riuscirci e non dove pensate di fallire. Non sottovalutatevi e non dubitate troppo di voi stessi. Non buttate all’aria la conoscenza e l’esperienza acquisite in questi anni di verità. Se siete con Geova chi può essere contro di voi? Se c’è qualcuno nell’universo, veramente interessato a voi questi è Geova (Salmo 34:18).

Accettate solo consigli che vengono da una fonte accreditata. Alla fine siete voi a dover decidere cosa fare della vostra vita, l’importante è che lo facciate con cognizione di causa, cioè con la conoscenza giusta.

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