Educati a essere sottomessi e ubbidienti abbiamo lasciato spazio alle ingiustizie

E’ inevitabile che in congregazione nascano situazioni conflittuali, in particolare tra gli stessi anziani. A volte si lascia correre, altre volte si sceglie di rispondere con toni moderati. In certe situazioni non sempre è possibile mantenere un profilo cristiano. Per evitare conflitti o per timore, alcuni responsabili permettono che si lasci spazio alle ingiustizie senza intervenire energicamente per risolvere i problemi, lasciando, purtroppo, che i fratelli soffrano emotivamente e spiritualmente.  

E il Corpo Direttivo? Le direttive sono sempre le stesse, come un disco rotto, ripetono a chiare lettere che si deve ubbidire ai nominati e mostrare rispetto e sottomissione. E riguardo a chi si comporta in modo ingiusto? Si aspetta che sia l’angelo di Geova a prendersi il tempo di fare una capatina sulla terra per risolvere il problema, mica si rimuove chi fa soffrire i fratelli. E se ciò viene fatto, è sempre a scoppio ritardato, dopo che i danni causati sono divenuti irreparabili. Chiudono la stalla dopo che i buoi sono scappati…

Ci sono fratelli che scelgono a priori di rinunciare a qualsiasi situazione che implichi un confronto con un anziano o con un sorvegliante di circoscrizione. Non “fuggono” solo dalle adunanze degli anziani, ma evitano anche di far presente durante la discussione dell’ordine del giorno il loro punto di vista, anche quando sanno di avere scritturalmente ragione. Poi si lamentano con tutti in altre sedi tranne che con l’interessato. A volte non è un semplice timore, si tratta piuttosto di un sentimento di vulnerabilità giustificato da un’educazione a evitare i conflitti in congregazione.

Certi fratelli, a volte, non sono nemmeno consapevoli di questo aspetto. Semplicemente, dicono di volersene stare in pace e di non avere voglia di litigare con nessuno. Se lavorano in un corpo di anziani, e uno di loro non si comporta in modo spirituale, continueranno a svolgere i loro compiti come se nulla fosse, crogiolandosi con le parti dal podio. Tutt’al più ci penseranno gli altri anziani o il sorvegliante a sistemare le cose. Si tratta di tdG che si lasciano schiacciare e si piegano a un’ingiustizia pur di non doversi confrontare con l’altro o perdere i privilegi.

 Evitare un conflitto in congregazione è una strategia valida, ma solo se ciò che si evita è il male maggiore. Con un anziano o un sorvegliante in visita che non ammette discussioni su un argomento, non vale la pena contraddirli; se è in vigore una regola o un modo di fare che non vi piace, ma sapete che non si può transigere, non otterrete molto iniziando a dibattere sull’argomento.

Tuttavia, ci sono casi in cui la posta spirituale in gioco è molto alta, ad esempio, quando sono implicati i propri diritti, la propria dignità o il rispetto che ci si merita. In questi casi, si perde molto di più evitando il conflitto, invece di iniziarlo. Siamo consapevoli che si sta commettendo un’ingiustizia, che si sta facendo soffrire i fratelli, o si sta permettendo un’azione per nulla edificante nei confronti di qualche componente della congregazione e non facciamo nulla al riguardo. Non c’è peggior cosa di starsene zitti facendo finta che non sia successo nulla.

Le conseguenze sono inevitabilmente gravi, non solo perché si acconsente ad un atto per nulla cristiano, ma anche perché tutto ciò si ripercuoterà sul nostro equilibrio emotivo e spirituale e su quello di altri fratelli. Sentiremo insistentemente dentro di noi quella vocina della nostra coscienza che ci ripeterà in continuazione che stiamo sbagliando. Condizione di inezia che si tradurrà in frustrazione, malessere, intolleranza, angoscia o persino sintomatologia fisica.

Questi comportamenti se non corretti in tempo alimentano e nutrono relazioni spirituali controverse. Se si lascia correre, domani potreste non essere più in grado di fermare chi ha quest’atteggiamento perverso.

Chi commette un abuso in congregazione non si fermerà solo perché gli altri anziani non si oppongono. Al contrario: sentirà di avere la strada spianata per andare avanti in quel modo. Evitare i conflitti non significa risolverli, ma nemmeno aggirarli.

Siamo stati educati come un disco rotto a evitare il conflitto e a mostrare sottomissione e ubbidienza.

Chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie o manifestare un comportamento consono alle direttive ricevute e che nel tempo abbiamo assimilato così profondamente da non rifletterci più se una cosa sia giusta o sbagliata, fa credere ai fratelli che hanno questo problema che contenersi, reprimersi o stare zitti sia la risposta migliore e quella più auspicabile. Sbagliatissimo. Nessuno ha accettato di diventare tdG per essere represso. Forse, in certe congregazioni se i fratelli respirano una certa mentalità, è più che altro dovuto a direttive locali, a modi restrittivi di interpretare certe direttive del CD o del sorvegliante, e che hanno come scopo solo quello di esercitare un certo controllo.

Chi rifugge il conflitto non ottiene in cambio più pace o serenità. L’unica cosa che può fare è sopportare e accumulare fino a quando non scoppierà del tutto e in certi casi può anche decidere di abbandonare la verità. Che poi paradossalmente la colpa viene attribuita più a chi lascia perché preso dalla disperazione che a chi lo ha esasperato fino a ogni limite. E non solo, chi è stato sempre zitto e poi scoppia all’improvviso, i fratelli che lo circondano rimangono pure atterriti.

Scegliere il silenzio dinanzi a un’ingiustizia, distrugge prima di ogni cosa la propria autostima e poi si alimenta l’idea di trovarsi indifesi e incapaci. Un conflitto importante non dovrebbe mai essere schivato, ma nemmeno esagerare reagendo in modo conflittuale di fronte ad ogni minimo problema. È bene valutare, analizzare e risolvere i conflitti. Così come si impara ad evitarli, si può imparare anche a gestirli. Il conflitto è positivo, perché permette di crescere, maturare e a evitare seri problemi. I cristiani che affrontano coraggiosamente i vari conflitti in modo spirituale, sono spesso più soddisfatti e felici. E vanno sostenuti e incoraggiati e non rimossi.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA