Fede e ragione sono compatibili?

Sì, perché Dio chiede all’uomo ragionevolezza per adorarlo

Alcuni fratelli e sorelle sono diventati inattivi facendosi influenzare dai ragionamenti cosiddetti razionalisti. In tanti sono convinti che la ragione non c’entra con la fede, ma cos’è l’una e cos’è l’altra?

Per i razionalisti ciò che non si può spiegare è irrazionale. Invece, la ragione – quella che sa ragionare – vede la realtà, la osserva, la scruta, la esamina, abbraccia ogni cosa e ne memorizza tutto.

La fede è la passione e la devozione della ragionevolezza che serve per adorare Dio nel modo giusto. La Bibbia non dice di credere ciecamente a tutto ciò che viene detto, ma di usare le “facoltà mentali” e “l’intelligenza” per verificare la verità (Romani 12:1;  1 Giovanni 5:20).

Qualcuno asserì che: “Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità». In questo caso “ragionamento” è riferito alla dialettica nella quale si costruisce e si sostiene una ideologia, manipolando la realtà. Per esempio, dei filosofi viene detto che analizzano il problema ma hanno la esasperante abitudine di non dare mai risposte.

Molti si affidano a quanto detto da chi conta nella società, alla letteratura che si insegna a scuola, e alle idee dei giornalisti che determinano l’opinione pubblica. Il metodo per conoscere un oggetto viene dettato dall’oggetto stesso, non può essere definito da chi lo osserva. Per conoscere il Creatore è sufficiente osservare la Creazione per definire Dio. Perciò, non siamo noi, ma è la Creazione che definisce Dio.

Così è anche per la Bibbia che non ha bisogno di essere interpretata dall’uomo, altrimenti lo spirito di Dio e la sua intelligenza, sarebbero inferiori all’intelligenza dell’uomo. La Bibbia interpreta la Bibbia. Ma ciò non basta e non per colpa delle opere creative o delle Scritture. Spesso non siamo in grado di esprimere un giudizio giusto. Senza una capacità di valutazione, l’uomo non può fare alcuna esperienza che lo porti a una certa consapevolezza. L’esperienza implica dunque il capire il senso di una cosa.

La ragionevolezza deve coincidere con l’agire della ragione. Se la ragionevolezza non induce ad agire non è ragionevolezza. La ragionevolezza rappresenta la realizzazione dell’adeguatezza della ragione stessa. Per il cristiano è categorico mostrare ragionevolezza. “La vostra ragionevolezza divenga nota”. (Filippesi 4:5) Inoltre, il cristiano dovrebbe abbattere con la ragionevolezza i ragionamenti contrari alla conoscenza di Dio (2Corinti 10:5).

Secondo Treccani la ragionevolezza è assennatezza, buon senso, consideratezza, criterio, equilibrio, giudizio, prudenza, saggezza, senno, sensatezza. Tutti aspetti di cui un cristiano dovrebbe avvalersi per non riporre fede “in ogni parola”. (Proverbi 14:15) Inoltre, La Bibbia esorta ad “accertarsi di ogni cosa”, ovvero a verificare ciò che si ode prima di ritenerlo degno di fiducia. (1 Tessalonicesi 5:21)

Per i testimoni di Geova non è mancanza di riverenza esaminare quello in cui si crede così da ‘provare a se stessi’, per capire se il proprio modo di pensare è in armonia con la Parola di Dio. (Romani 12:2) La Bibbia esorta a ‘provare le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio’. (1 Giovanni 4:1)

Dopo aver definito alcuni aspetti della ragione, adesso vediamo cos’è la fede. Intanto la fede non nega la ragione. La qualità della propria fede dipende in misura notevole da ciò che si ode o da quanto si dimostrano attendibili i concetti di cui ci si riempie la mente. A buon diritto la Bibbia dice che “la fede segue ciò che si ode” (Romani 10:17). La fede è aderire a quello che afferma un altro.

Ciò può essere irragionevole, se non ci sono motivi adeguati; è ragionevole se le cose affermate corrispondono alla verità dei fatti. La scienza non è l’unica dispensatrice di verità. Molti cristiani di grande fede sono stati anche grandi scienziati (Copernico, Keplero, Newton, Galileo, Faraday, Pasteur).

La controversia che la ragione, intesa come scienza, sia incompatibile con la fede è vecchia come l’età dei datteri. In tanti sostengono che non abbiamo più alcun bisogno del pensiero religioso, perché quello scientifico lo ha reso obsoleto e inutile. È vero d’altra parte che in campo religioso si assiste spesso a un arroccamento altrettanto dogmatico, diametralmente opposto al pensiero scientifico.

La religione si è macchiata di nefandezze e la scienza non è stata meno. Comunque, scienza e fede possono benissimo convivere traendo dal confronto reciproco vantaggio. Come esseri umani non possiamo fare a meno di parlare di scienza, di fede e di Dio. Il punto è proprio questo: “Perché non possiamo fare a meno di parlare di fede e di scienza?”

A questa domanda risponderemo in futuro.

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