Fratellanza MIMETICA

Un’idea che le persone si fanno dei testimoni di Geova è quella che si somigliano nel modo di vestire, di pensare e di parlare.

Alcuni ritengono che questo modo di vedere i Testimoni sia sbagliato, altri invece lo considerano un complimento. Bisogna tener conto che gli esseri umani che vivono assieme per un certo periodo tendono a somigliarsi. Gli studiosi lo chiamano “mimetismo”.

È il motivo per cui le coppie che si amano molto acquisiscono una somiglianza fisica. A volte, si vedono certe coppie così uguali da sembrare fratelli. Quando l’amore è grande è come se amassero se stessi, iniziando così a somigliarsi.

Negli esseri umani c’è un processo inconscio che li spinge a imitare ciò con cui entrano in rapporto. Anche gli animali diventano simili ai loro padroni. Non è un caso che si scelgono certi animali perché c’è qualcosa di simile a loro. I figli imitano molte cose del genitore, sia nel parlare che nel camminare.

Il mimetismo è una somiglianza protettiva che alcuni animali assumono con l’ambiente per evitare di essere identificati come preda di altri animali.

Nelle religioni, se aggiungiamo il convincimento, il mimetismo è bell’e fatto. In un’azienda un leader determina inconsciamente il modello da seguire. Più o meno tutti si adeguano, persino nei gusti o nelle preferenze. In famiglia, se il padre è così, il figlio tende a essere uguale. Se la mamma è così, la figlia tende a essere come lei. I figli, in genere, tendono anche a ereditare il pensiero religioso dei propri genitori.

Sin da quando è nel grembo della madre, il bimbo inizia ad apprendere tutto quello che piace a lei, creando in questo modo un punto di riferimento. Questo processo di apprendimento varrà anche in futuro per le cose che piacciono e per quelle che si detestano. Quando si mimano gli altri si assorbono non solo le qualità positive ma anche i difetti. Se non si elabora bene questo processo di imitazione si rischia di attirare anche le imperfezioni e a volte anche le malattie.

La Bibbia dice che il modello che i cristiani devono seguire è Cristo (1 Pietro 2:21). Il modellare consiste nell’imitare una persona riguardo alle attività. Imitare Cristo non significa spersonalizzarsi, privarsi di quello che si è. La nostra personalità è quasi sempre un miscuglio di quello che è nostro padre, nostra madre, i nostri amici, i nostri eroi, ecc.

Abbiamo poco di innato, siamo tante imitazioni di tanti altri. Molte volte abbiamo copiato ciò che appartiene ad altri, nel modo di pensare, di parlare, di vestire, di acconciare, di tifare una squadra, di ascoltare la musica e così via. Scegliamo sempre le cose che ci appaiono migliori di altre. Di individualità naturali ne abbiamo poche e chi ce li ha emerge quasi sempre dalla massa.

Per un genitore, se il modello per il figlio non è lui, corre il rischio che diventi vittima della società. Se un figlio ritiene che il genitore non soddisfi le sue aspettative cerca il modello al di fuori della famiglia e sceglie quasi sempre come riferimento un ribelle o qualcuno che sia lontanamente associabile ai genitori.

Molte volte questo principio si applica anche alle religioni. Non è una novità che alcuni abbandonano le regole e le norme in cui sono stati allevati e cresciuti e cercano modelli completamente opposti. Per evitare questo capovolgimento è importante trasmettere i veri valori e le virtù in cui si crede.

Cristo non è solo un modello di pensiero, è soprattutto un modello di vita. Qual è allora la differenza tra modello e sintonia? La sintonia è un accordo di suoni. In senso figurato indica l’armonia, la coerenza e la corrispondenza sostanziale tra due o più persone in fatti e azioni. È un processo dialettico per raggiungere un obiettivo comune. Non ci modelliamo con altri, ci sintonizziamo.

Per sintonizzarci con Dio dobbiamo ascoltare la sua Parola

Quando c’è sintonia, l’inconscio della persona con cui parlate pensa che voi siate il suo inconscio, come in uno specchio, e segue le vostre istruzioni come se fossero comandi. È logico aspettarsi che i testimoni di Geova siano in sintonia fra loro rispecchiandosi l’uno con l’altro. Per questo motivo, essere in sintonia spinge a ubbidire a quanto viene chiesto di fare, perché l’inconscio rileva il comando come se fossimo noi stessi a darcelo. Tutto ciò si chiama “mimetismo”.

E lo facciamo in modo inconscio. Si guarda Cristo come esempio per la propria vita, ma si può essere in sintonia con uomini e con quanto viene disposto nelle congregazioni. Si può dunque imitare Cristo, in quanto essere spirituale per eccellenza, ed essere contemporaneamente in sintonia con l’uomo, nonostante le sue imperfezioni.

Imitare Cristo significa “suonare la stessa musica” di Cristo e non “la musica” o la solita “cantilena” umana. La sintonia è l’opposto della dissonanza cognitiva, dissonanza che non include solo le nozioni, le opinioni e le credenze, ma implica anche la disarmonia tra pensieri e sentimenti. La sintonia include che i sentimenti e l’affettività siano all’unisono con chi ci sta intorno dove le aspirazioni devono essere unificate nel modello di Cristo.

Alcuni pensano di essere in sintonia con il modello di Cristo, in realtà potrebbero essere più in sintonia con certi meccanismi umani. Il cristiano, per stare bene, deve essere prima in sintonia con il modello di Cristo.

I farisei erano in sintonia fra di loro, tranne che con le norme di Dio. Erano così convinti che complottarono contro Gesù. La loro era una “musica” stonata, contorta e pericolosa. Per educare la coscienza non basta riempire la mente di comandi e divieti. È vero che per essere salvati è essenziale conoscere le leggi di Dio e ubbidire ad esse. (Salmo 19:7-11) Tuttavia, oltre a imparare le leggi di Dio, dobbiamo agire sul nostro cuore perché sia in sintonia con il pensiero di Dio.

Oltre ad afferrare il senso di quanto ci viene richiesto dalle Sacre Scritture, dobbiamo acquistare “la mente di Cristo”, avere cioè una mentalità di ubbidienza e umiltà nel fare la volontà di Dio. Quand’era sulla terra come uomo perfetto, Gesù rispecchiò le qualità e la personalità del Padre nella misura più ampia possibile nel limitato contesto umano. Poté quindi dire: “Chi ha visto me ha visto anche il Padre”. (Giovanni 14:9) Gesù si rispecchiò nelle qualità di suo Padre.

Manifestò ripetutamente le qualità di Geova nei rapporti con gli apostoli. Studiando la vita di Gesù possiamo metterci in sintonia con il pensiero di Dio. Se vogliamo avere successo nella vita, dobbiamo scoprire quali sono le nostre individualità e perfezionarle con quanto scritto nella Parola di Dio.

Se Beethoven avesse voluto scrivere come Shakespeare non avrebbe composto le sue splendide sinfonie. Se Shakespeare avesse tentato di dipingere come Michelangelo non avremmo avuto le sue magnifiche opere letterarie. Ognuno, in congregazione, deve scoprire il suo talento e poi con lo sforzo e l’impegno può produrre opere speciali.

Pur appartenendo a una fratellanza cristiana mimetica, ognuno ha dei talenti personali che non necessariamente devono essere in sintonia con la maggioranza. L’importante che siano sintonizzati con i pensieri di Geova che possono essere accresciuti per compiere opere di grande pregio all’interno del suo proposito.

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Il mimetismo è un processo a doppio taglio. Il successo e l’approvazione di Dio, dipendono molto da chi e cosa cerchiamo di imitare nella nostra vita cristiana. 

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