Fratello «nessuno» e fratello «qualcuno»


Dio realizza i Suoi piani attraverso persone che mancano di forza e capacità o che non ripongono la fiducia nelle proprie risorse. In tutta la storia Dio ha scelto e usato dei “nessuno”, perché la loro dipendenza da Lui ha permesso una manifestazione eccezionale della Sua potenza e grazia. Egli sceglie e utilizza dei “qualcuno” soltanto se rinunciano a dipendere dai talenti e dalle risorse naturali.

Oswald J. Chambers (1874 – 1917). Pastore scozzese molto conosciuto per il suo insegnamento biblico.

La storia primitiva del cristianesimo conferma le parole di Chambers. La stragrande maggioranza del popolo di Dio erano persone comuni. Evidentemente a Geova piacciono le persone comuni, perché nel suo popolo se ne trovano tantissimi. Ciò non vuol dire che chi ha dei talenti straordinari abbia la disapprovazione di Dio. Il cristiano umile, dotato di capacità e abilità fuori dal comune, si affida in qualunque modo a Geova per riuscire nelle sue attività.

Quando si parla di persone comuni e illetterati, in genere si pensa a Pietro e Giovanni (Atti 4:13). “Vedete la vostra chiamata, fratelli”, disse l’apostolo Paolo, “che non furono chiamati molti saggi secondo la carne, non molti potenti, non molti di nobile nascita; ma Dio scelse le cose stolte del mondo, per svergognare i saggi; e Dio scelse le cose deboli del mondo, per svergognare le forti; e Dio scelse le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, le cose che non sono, per ridurre a nulla le cose che sono, affinché nessuna carne si vanti dinanzi a Dio”. (1 Corinti 1:26-29).

Pochi fanno riferimento ad Andrea, fratello di Pietro, il primo dei dodici apostoli (forse insieme a Giovanni) a seguire Gesù. Il suo nome significa “uomo”, “virile”. Andrea è menzionato nella Bibbia poche volte. Era, per così dire, un apostolo comune, all’ombra di suo fratello Pietro, nonostante gli avesse fatto conoscere lui “la verità”. Andrea non fu mai geloso di suo fratello e degli altri apostoli più conosciuti. Il che fa pensare che fosse un uomo semplice, amorevole e umile, di grande efficacia nel portare altri alla conoscenza di Gesù.

Come Andrea, si possono menzionare altri apostoli di cui che raramente ne parla la Bibbia, ma che erano consapevoli della loro “ordinarietà”. Siamo certi, che Geova si serve di persone ordinarie per fare cose straordinarie. In molti casi, la debolezza umana, fornisce a Dio il terreno adatto per manifestarsi. A volte, è difficile identificare pienamente chi è dotato di mezzi fuori dal comune. La sua eloquenza potrebbe nascondere lati poco conosciuti della sua personalità, difficili a vedersi. Il cristiano comune, fratel “nessuno”, ha poco da nascondere. Nella sua semplice ordinarietà appare per quello che è. In genere, a nessuno piace parlare in pubblico delle proprie debolezze. Invece, Paolo si vantava delle sue debolezze, in modo che la potenza del Cristo si rendesse evidente.

Si tratta di una debolezza umana che procura potenza di Dio. Certe volte, si tende a ignorare i fratelli “nessuno” per affidarsi a uomini capaci e ben in vista, cristiani considerati “migliori” di tanti altri. Molti fratel “nessuno” e fratel “qualunque” si sono fatti da parte per far emergere la figura di Cristo nelle loro opere. Non si sono concentrati sulle loro debolezze o sui loro punti di forza, ma hanno aperto il loro cuore a Geova. Sono diventati strumenti comuni nelle mani di Geova per operare cose insolite. I fratelli comuni si rendono conto del proprio bisogno e per questo si affidano di più a Geova. I fratelli capaci che si affidano a Dio accrescono i loro talenti a beneficio di altri.

Geova sceglie questo tipo di persone affinché non ci siano dubbi sull’origine divina della potenza che li muove.

Le persone semplici come il fratel “nessuno” o come il fratel “qualunque” spesso si rivelano le migliori compagnie, perché non hanno più pretese. Mentre il mondo li considera incapaci o fuori di testa, non prendendoli in considerazione, denigrandoli e perseguitandoli, loro perseverano sapendo che agli occhi di Dio sono preziosi come le sue pupille.

Geova non è vicino agli arroganti, ai superbi, a chi fa sfoggio delle sue doti o delle sue ricchezze materiali, ma “è vicino a quelli che hanno il cuore rotto; e salva quelli che sono di spirito affranto”. (Salmo 34:18). Il prestigio umano non è importante agli occhi di Dio. Egli è “fortezza per il misero, fortezza per il povero nell’angustia che egli prova, rifugio dal temporale, ombra dal caldo…” (Isaia 25:4).

Io sono povero e indifeso;

possa Geova prendersi cura di me.

Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore.

Dio mio, non tardare.

(Salmo 40:17)

Se Dio ha tanto amato l’umanità da mandare suo Figlio sulla terra a morire per il genere umano, non abbiamo motivo di pensare che non siamo amati o che non valiamo niente. Gesù Cristo mostrò ai suoi seguaci l’importanza di trattare anche il più insignificante dei suoi fratelli spirituali come avrebbero trattato lui in persona. Disse: “In quanto l’avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”. (Matteo 25:40) Indipendentemente da come ci considera il mondo, se amiamo la verità agli occhi di Dio siamo persone speciali.

Sei diventato “inattivo” a motivo delle tue debolezze o perché eri convinto di non valere niente in congregazione o davanti agli occhi degli anziani? Quando gli uomini ci deludono, sappiate che “non abbiamo come sommo sacerdote uno che non possa compatire le nostre debolezze, ma uno che è stato provato sotto ogni aspetto come noi, ma senza peccato. Accostiamoci perciò con libertà di parola al trono dell’immeritata benignità, affinché otteniamo misericordia e troviamo immeritata benignità per ricevere aiuto al tempo opportuno”. (Ebrei 4:15, 16).

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