Gallinaio mediatico

In senso figurato il gallinaio è quel luogo dove si levano schiamazzi e la baraonda è totale.

Nelle discussioni sui social, gli altri non solo non sanno chi siamo ma cambiamo spesso chi vorremmo essere. Impersoniamo ruoli e identità diverse.

Alcuni si imbucano in discussioni solo per urlare. E spesso a costoro, il moderatore dà la parola o accetta il commento perché sa che prima o poi scoppia la baruffa. A una discussione moscia preferisce una verbosità aggressiva.

Per fare un esempio, se in una discussione partecipano dieci persone che ce l’hanno con i Testimoni di Geova e uno solo li difende, è logico che la discussione dei dieci prevarrà su quello solo.

Non sempre una cosa che si sente sincera e autentica è la verità e non è detto che possa piacere comunque. Ognuno ha le sue verità, che spesso non sono altro che punti vista personali. Il che non sempre è sbagliato. Il problema è che in una conversazione social l’uno non ascolta l’altro.

Quando qualcuno pubblica un post, spesso non guarda gli altri post, attacca e basta. Questa psicosi dell’attacco non fa altro che peggiorare la conversazione. Quando due litigano, siamo contenti che sia capitato agli altri e non a noi. Ipocritamente condanniamo la volgarità e il linguaggio violento ma in fondo in fondo ne godiamo in modo catartico.

Noi di inattivo.info, alle milionate di visualizzazioni e visitatori di altri siti preferiamo le nostre migliaia di lettori che quantomeno capiscono quello che gli diciamo.

QUANDO A PREVALERE È IL CRETINO

Lo chiamano lo stupido qualificato o l’imbecille intellettuale. Costui ha la presunzione di detenere il monopolio della conoscenza. Una volta c’era lo scemo di guerra che aveva perso la ragione per qualche proiettile vagante. Oppure stupido era considerato chi veniva dalla campagna col suo modo di vestire e di parlare.

Oggi il progresso tecnologico non ha eliminato la stupidità, anzi l’ha accresciuta rendendola più aggressiva, più attiva, forgiando il moderno “insipiente globale”. Costui è in contatto con tanti e comunica poco di intelligente, però sa smanettare bene il suo telefonino o il tablet.

Citando Baudelaire, Marcello Veneziani, nell’articolo La stupidità c’è sempre stata, ora è al potere (La Verità 29 novembre 2020), scrive: “L’ala della stupidità colpisce a volte anche le menti più acute; a volte il genio è un imbecille discontinuo, eccelle in un campo o nell’intuizione ma è stupido nel resto delle cose, di solito quelle pratiche. Stupidi siamo un po’ tutti, seppur in gradi diversi. Chi di passaggio, chi in prevalenza, chi in permanenza. Si tratta di stabilire la modica quantità e la brevità della sosta”.

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