GENERAZIONE TABLET

I testimoni di Geova nell’era dei dispositivi digitali

Il digitale non è più una caratteristica dei social, sempre più scuole e università stanno sostituendo il materiale cartaceo con tablet caricati con i necessari libri di testo, software, applicazioni e altri contenuti multimediali. Nonostante il risparmio economico che questo comporta, queste iniziative sono messe in discussione.

Sono passati diversi anni da quando anche l’organizzazione dei Testimoni di Geova ha avviato una rivoluzione nella diffusione della conoscenza della Bibbia e nel modo di insegnare alle riunioni.

Tale iniziativa è stata vista con curiosità e un certo timore da alcuni che non avevano dimestichezza con il digitale e accettata da molti che ne hanno apprezzato il miglioramento qualitativo dell’insegnamento. Ogni novità suscita quasi sempre un certo scetticismo, infatti alcuni hanno messo in discussione questo nuovo modo di operare dei tdG.

Sembra che i fatti diano ragione alla scelta digitale, perché i vantaggi sono numerosi: dal risparmio dei costi editoriali e del tempo impiegato per studiare, alla facilità con la quale si possono consultare immediatamente altre fonti di riferimento e di ricerca.

Inoltre, la visione di video appropriati all’argomento, vivacizzano le adunanze e rendono più istruttive le parti in programma. Una volta si sentiva solo parlare, parlare, parlare. Oggi le parole sono trasformate in realtà. Finalmente si vede la scena che molti prima potevano solo immaginare.

Era impensabile fino ad alcuni anni fa che si potesse avere una TV online per rafforzare la spiritualità delle famiglie cristiane con tanto di istruzioni per l’uso e una app (JW Library) prodotta dai Testimoni di Geova contenente varie traduzioni bibliche, oltre a libri e opuscoli per lo studio della Bibbia.

I Testimoni di Geova continuano a essere innovativi, adattandosi al variare delle circostanze e allo sviluppo di nuove tecnologie. Dagli oltre 2.000 giornali, dove nel 1914 comparivano i sermoni di Russel, alle proiezioni del Fotodramma, sempre in quel periodo, che combinava filmati e diapositive a colori con colonna sonora, alle radio fino al 1997 quando anche i tdG hanno cominciato a servirsi di Internet, il mezzo di comunicazione di massa più utilizzato dalle persone.

Se con le nuove tecnologie la lettura digitale sta avendo una ampia diffusione si è tuttavia aperto un dibattito sui pro e i contro della lettura su device (dispositivo elettronico). I vantaggi della lettura digitale sono notevoli: dallo spazio e peso che occupano all’adattabilità del testo di elaborarlo, approfondirlo, allargarne la grandezza dei caratteri, inserire note e connettersi con altre fonti e link.

Secondo una ricerca sulla digitalizzazione della lettura, il cartaceo risulta migliore per i testi lunghi a carattere informativo. Sembra dunque che per studiare siano ancora preferibili i classici libri di testo cartacei. Tuttavia la lettura da schermo è una pratica diffusa e in costante crescita, come nel caso dei tdG.

Secondo noi l’uso di entrambi è una combinazione vincente, non solo in un percorso di crescita spirituale, ma anche nella ricerca dei fratelli lontani e nell’aiuto da dare per inserirli fraternamente di nuovo nelle congregazioni. La novità dei device può essere un’attrattiva per questi fratelli, in particolare per quelli che si erano stancati della mediocrità con la quale alcuni corpi degli anziani tenevano alcune adunanze.

«Io penso che la capacità di ponderazione, di riflessione non possa venire dalla Rete… ritengo venga dai libri… Siamo soli davanti alla pagina di un libro e leggendola acquisiamo formazione e non solo informazione.

Poi la Rete può diventare il luogo in cui le persone formate (che hanno discusso, che hanno studiato la storia, la filosofia, che si sono confrontate con le proprie idee e quelle di altri, magari opposte, facendolo – insisto – con rispetto, perché il rispetto delle idee non deve essere solo formale, solo tollerante, bensì anche curiosità verso l’avversario), possono ritrovarsi e confrontarsi…

Dalle mie esperienze e nient’altro penso di poter dire che tutto questo la Rete non lo rende possibile. Perché in quell’ambito, in quel perimetro relazionale, nasce e si sviluppa la risposta aggressiva, rozza, polemica. Io ritengo che la formazione alla quale faccio riferimento può arrivare dal dialogo di tipo platonico».

#VitoMancuso intervistato da Carlo Fusi su “Il dubbio” del 8 giugno 2019

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