Gli alberi che riconoscono i propri “figli” e li nutrono

Una connessione vegetale simile a Internet

Gli alberi riconoscono come figli le piante nate dai loro semi e li nutrono attraverso una rete di radici sotterranei dove veicolano segnali chimici e sostanze nutritizie.

I ricercatori della University of British Columbia (Canada) hanno scoperto che le “madri albero” nutrono e favoriscono la crescita di quelli che riconoscono come prole. Una scoperta affascinante che dimostra la sapienza insita nella creazione. Gli alberi lottano, non solo per sopravvivere ai disastri umani, ma cooperano e condividono risorse vitali usando reti sotterranee di funghi.

Uno scambio vantaggioso di sostanze necessarie alla vita tra funghi e alberi. In questa collaborazione gli alberi più vecchi sono quelli che traggono maggior beneficio, in quanto aumenta di quattro volte la loro sopravvivenza.

«Può una donna dimenticare il suo piccolo o non avere compassione per il figlio del suo grembo? Anche se le madri dovessero dimenticarsi dei propri figli, io non mi dimenticherò mai di te» _________________________________________________________

                                                                                                                                                                 Isaia 49:15

Questo toccante esempio illustra i profondi sentimenti che Geova nutre per il suo popolo. Una madre non potrà mai dimenticare il bambino che ha allattato e nutrito giorno e notte. In questa scrittura viene assegnato a Dio un termine ebraico che in genere è applicato alla donna, in quanto designa “viscere”, il “grembo”, che si trasforma in un aggettivo che esprime affetto, clemenza, tenerezza, misericordia.

Questo termine ebraico può trasmettere l’idea del nutrire tenera compassione per chi è indifeso o vulnerabile. La compassione di una madre per il suo lattante è uno dei sentimenti più forti che si possano immaginare. Questa è una delle espressioni più forti in assoluto scritte nella Bibbia Ebraica, forse la più grande per dimostrare l’amore compassionevole di Dio.

Purtroppo, ci sono madri senza affezione naturale per il bambino che desidera succhiare il latte dal suo seno. “Queste donne possono pure dimenticare” l’amore più grande che una madre possa provare, ma Geova no, anzi assicura che non dimenticherà mai di mostrare compassione per i suoi adoratori che sono nel bisogno.

Come una madre ama teneramente il suo piccolo, così Geova freme di commozione quando prende in braccio la sua creatura amata.

Il legame neonatale diminuisce con il passare degli anni, mentre cresce di più un legame consapevole di intimità. Con la crescita spirituale si rafforza il legame con Geova e si fa pieno affidamento per calmare e acquietare i propri bisogni spirituali

«Piuttosto ho calmato e acquietato la mia anima, come un bambino ormai svezzato in braccio a sua madre; sono soddisfatto come un bambino vezzato». ______________________________________________________________

                                                                                                                                      Salmo 131:2

Come “l’albero madre” riconosce la pianta nata dal suo seme, la nutre di sostanze vitali e l’aiuta a crescere, così Geova nutre teneramente il suo servitore.

Allo stesso modo di un bambino svezzato che trova conforto e soddisfazione, chi ha un rapporto intimo con Dio trova consolazione sapendo che la fiamma dell’amore non si spegnerà nemmeno di fronte all’infedeltà del figlio che si allontana da lui e dalla congregazione.

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Foto di copertina: Abies religiosa (abete sacro) in Mexico. Il nome Abies (longevo) si riferisce a un significato religioso attribuito a questo albero dalle popolazioni locali. (Tim & Annette – www.sxc.hu/photo/5158, commons.wikimedia.org)

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