I contestatori

«Non ti immischiare con i contestatori» (Proverbi 24:21)

I contestatori religiosi negano e mettono in dubbio la validità o la legittimità di un credo o di una dottrina, di una o più norme, decisioni, insegnamenti, posizioni, dichiarazioni, a volte persino gli stati d’animo e l’attitudine dei fedeli.

Certi contestatori manifestano i loro dubbi e dissensi singolarmente o formando gruppi che mirano a mettere in crisi i membri religiosi. I loro fini non hanno nulla a che fare con la crescita spirituale della religione che contestano. Per raggiungere i loro obiettivi molti contestatori si servono di qualsiasi mezzo mediatico per esprimere apertamente le loro proteste.

La Bibbia è molto esplicita in tal senso: non immischiarti. Cioè non partecipare indebitamente o inopportunamente con una o più persone che contestano il tuo pensiero religioso e non dare a vedere che in qualche modo la contestazione abbia qualche parte attiva nella tua vita.

La nota in calce di Proverbi 24:21 (TNM) traduce “i contestatori” con “quelli che sono a favore di un cambiamento”. Altre traduzioni della Bibbia rendono il termine contestatori con “ribelli” (BJ); “innovatori” (NVB); “detrattori” (Ri); “amatori di novità” (VR); “rapportatori” (Di). Il destino di questi contestatori, come riportato nel versetto successivo sarà un disastro improvviso che nessuno può sapere (Proverbi 24:22).

Una cosa bisogna ammettere (nostro punto di vista): l’espulsione dalla propria religione non sempre raggiunge il suo scopo. Dal punto di vista della Bibbia è sacrosanto che non si abbia nulla a che fare con i contestatori incalliti che contestano solo per il piacere di contestare e con coloro che hanno malevoli pregiudizi. In questo caso, non ci riferiamo a quelli che sinceramente vogliono approfondire un determinato argomento per imparare meglio il punto di vista della Bibbia.

Chi contesta i contestatori è un contestatore anche lui. Le contestazioni non si addicono allo spirito del cristianesimo

Bisogna anche ammettere che il pericolo di lasciare nell’ignoranza i propri membri da coloro che possono intaccare le credenze riduce il senso critico e sterilizza l’immaginazione e il pensiero.

Certi esami o prove del fuoco prima o poi arriveranno per tutti. Per questo motivo è importante essere preparati quando la propria fede viene messa alla prova, dubita o vacilla. Al riguardo Paolo consigliò i cristiani di Tessalonica “di non essere presto scossi [turbati] dalla vostra ragione” (2 Tessalonicesi 2:1, 2). Questo consiglio fu dato perché alcuni si erano fatti abbindolare dalle contestazioni, anche se in realtà il motivo vero è che “non hanno accettato l’amore della verità” (2 Tessalonicesi 2:3, 8-10).

Invece di contestare i contestatori scendendo al loro livello, è saggio seguire l’avvertimento “di ritirarvi da ogni fratello che cammina disordinatamente”, che riferito a colui il quale non voleva lavorare, tanto più lo era con chi stava scivolando nelle contestazioni, nel riformismo e nell’apostasia (2 Tessalonicesi 3:6, 10).

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