I TdG “inattivi” vanno evitati?

Sono in tanti a porsi questa domanda. Da cosa scaturisce questa preoccupazione? Si tratta di un’invenzione, una scusa, un malinteso, oppure è realmente così?

Alcune congetture nascono da un concetto errato. Si pensa che l’inattivo non partecipando attivamente alle adunanze e al ministero di campo non contribuisca economicamente alle spese dell’organizzazione; abbassa la media del numero complessivo dei proclamatori; diffonde opinioni contrarie al credo del CD; a differenza del disassociato non incorre in provvedimenti giudiziari.

In base a queste congetture gli “inattivi” possono influenzare negativamente o corrompere altri in senso spirituale. Per farla breve, gli inattivi sono considerati delle cattive compagnie.

Ci sono inattivi che non diventano oppositori “attivi” per non perdere il rapporto con i propri familiari. Se scoperti e se manterrebbero questo atteggiamento andrebbero incontro a misure disciplinari e ciò non permetterebbe di associarsi liberamente con i parenti tdG. Alcuni, una volta smascherati sono diventati tra i più pericolosi nemici della fede dei loro stessi parenti.

Alcuni minacciano fantomatiche ripercussioni, come se la colpa delle loro scelte sia da attribuire ad altri. Alcuni seguono il motto: “vivi e lascia vivere”. Rispettano le convinzioni dei loro fratelli, non minano la loro fede e rimangono inattivi. La chiamano “una tregua” che funziona per tutti i tdG coinvolti.

Qualcuno di questi è “inattivo” nel suo cuore da tempo, si associa e predica “formalmente”, lascia qualche rivista agli assenti, fa le solite presentazioni senza alcun interesse e viene sporadicamente alle adunanze solo per “apparire”. In questo modo evita incontri con gli anziani. Vivono una doppia personalità che alla lunga li rende frustrati.

Un fratello per non diventare inattivo dava testimonianza on line sempre alla stessa persona per circa due anni. Un inattivo per 12 anni, nato e cresciuto come tdG, vive costantemente in ansia per paura di perdere la compagnia dei suoi familiari. Dalle tante esperienze del genere emerge la preoccupazione di non potersi associare liberamente con la famiglia nel caso in cui l’inattivo venga disassociato.

Si racconta di cristiani che sono cresciuti nella verità, che si sono allontanati e che vivono in condizioni pessime (droga, alcol, carceri, senzatetto). A questi non piaceva stare con i tdG e ora si ritrovano a vivere in questo stato. Non tutti si riducono così, alcuni hanno ritrovato una loro serenità, si sono fatti una famiglia unita e vivono felici, essendo rispettosi e ben educati.

Generalmente, gli inattivi sono considerati deboli dalla congregazione. In realtà, alcuni sono “forti” a scatenare di nascosto campagne denigratorie contro i tdG. Abbiamo notato che alcuni di questi fratelli “lontani” considerano le pubblicazioni datate e certi insegnamenti non più adatti alla vita di oggi. Per loro un ritorno in congregazione è un tuffo in un passato che si sono lasciati alle spalle tempo fa.

Non ritengono più percorribile un ritorno, non tanto a Dio, quanto a un’organizzazione umana. I molti cambiamenti che si stanno susseguendo da un po’ di tempo a questa parte vengono considerati meno “umani” rispetto a molti anni fa.

Stando a quanto riferiscono alcuni di essi, diversi inattivi conducono una vita discutibile. Festeggiano il Natale, i compleanni, frequentano amicizie mondane, usano a volte un linguaggio scurrile e i familiari tdG che ne sono a conoscenza fanno poco o nulla al riguardo. Anche loro fanno finta di niente per non perdere il rapporto familiare che li lega.

La notizia di alcuni anni fa che il CD avrebbe adottato regole più severe nei confronti degli inattivi si è sciolta come neve al sole. A distanza di anni non si hanno notizie ufficiali al riguardo, anzi gli articoli pubblicati dal CD vanno nella direzione opposta a quella prefigurata dai rumors. L’unica cosa certa è stata l’ansietà causata in alcuni inattivi che già si immaginavano di essere torchiati da un comitato giudiziario.

STATE ATTENTI AI RUMORS DIGITALI

La profezia sulle regole ferree da parte del CD nei confronti degli inattivi e che, secondo gli allarmisti avrebbe sconvolto profondamente la vita di molti di essi, si è rivelata una bufala cosmica che ha agitato solo alcuni sprovveduti e coloro che non hanno una coscienza così pulita come vogliono far credere.

Se un inattivo vive una vita peccaminosa in opposizione ai principi di Geova è normale che chi lo conosce lo eviti o lo consideri non propriamente un esempio di fede. Per far questo non è necessario che l’inattivo che pecca in modo volontario fregandosene delle leggi di Geova sia soggetto a un comitato giudiziario con relative conseguenze. Chi si assocerebbe mai a un tipo del genere?

Non è un comitato giudiziario in sé a determinare la vicinanza o la lontananza dall’inattivo che viola deliberatamente le leggi di Dio. Basta avere una coscienza addestrata secondo la Bibbia e un cervello attivo per capire come comportarsi. Alcuni si dissociano dai tdG con il loro stile di vita. Il loro comportamento li giudica per quello che sono.

Alcuni inattivi sono contenti che nessuno degli anziani li va a trovare a casa. Altri invece si lamentano che in tanti anni non sono mai stati visitati. Altri ancora hanno il terrore che qualcuno li visiti e ponga domande imbarazzanti, perciò adottano strategie fantasiose per non farsi trovare in casa.

Che alcuni nominati vanno soltanto una volta l’anno a trovare a casa gli inattivi (come ad esempio per invitarli alla Commemorazione o prima della visita del sorvegliante) è vero e forse lo fanno più per disposizione che per sincero interesse. Ma è pur vero che ci sono pastori delle congregazioni che si muovono per amore delle pecore in qualsiasi periodo dell’anno.

Alcuni anziani non visitano gli inattivi perché si sono trovati immischiati in fatti che hanno causato l’inattività di questi fratelli. Hanno paura di affrontarli. D’altro canto, ci sono fratelli lontani che sono ritornati a Geova senza che nessun tdG li abbia mai visitati o incoraggiati a far questo.

“Non è reale vivere una vita fingendo ciò che si è – racconta un inattivo – . Io ho iniziato a fare nuove amicizie e a farmi una famiglia che mi accetta per come sono. Prima ero molto depresso e bloccato, ora sono guarito”. A cosa serve fingere o avere un piede dentro e l’altro fuori?

“Una volta – dice un ex inattivo – ero bloccato, in attesa che succedesse qualcosa, che non si è mai verificata. Alla fine ho deciso di fare come meglio credevo e ho cancellato la mia vita passata”. Alcuni che non si fanno trovare di proposito pensano che gli anziani li considerino una “causa persa”. Può darsi di sì può darsi di no. Per Geova nessuna pecora è una “causa persa”.

Quindi, i testimoni di Geova inattivi vanno evitati? Sono scelte personali. Ogni storia è a sé e non si possono dare regole specifiche. Quando si leggono gli articoli pubblicati, come ad esempio la lettera del CD riportata nell’opuscolo Ritorna a Geova, è difficile credere che il messaggio sia quello di evitare gli inattivi. Il buon senso e il sincero interesse dovrebbero essere le caratteristiche di ogni cristiano per capire fin dove si può aiutare un inattivo o quando la sua compagnia è una minaccia per la fede.

Vedi lettera del Corpo Direttivo

Nessuno di noi è in grado di leggere il cuore delle persone e di giudicare chi debba essere evitato e chi no. Ci costa tanto visitare sinceramente un fratello inattivo? A volte un piccolo gesto può salvare la vita di questi fratelli lontani. Non tutti sono una cattiva compagnia, la maggior parte sono persone per bene che non hanno dimenticato Geova.

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA