I VOLTAGABBANA

Quelli che abbandonano volutamente il proprio credo per assumerne un altro contrapposto e che iniziano a fare la “guerra” ai loro ex compagni di fede, si possono definire voltagabbana/traditori?

Il gabbano, secondo Treccani, è una specie di largo cappotto con maniche e talora con cappuccio, spesso foderato di pelliccia o di altra stoffa, usato nel medioevo dagli uomini di ogni classe per difendersi dalla pioggia o dal freddo o per cavalcare.

In età moderna, ha indicato una veste da lavoro usata da contadini, operai, oppure (gabbanella) un camice lungo oltre il ginocchio, indossato come veste da lavoro in laboratori, ospedali, ecc.

Il voltagabbana è riferito a chi cambia opinione e idee, per opportunismo, per tornaconto personale, con grande facilità e leggerezza. I sinonimi di voltagabbana sono: banderuola, ipocrita, volubile. In Italia è un termine che spunta spesso in occasioni di crisi parlamentari. In questi casi fa più clamore, perché il politico ha un ruolo pubblico ed è visibile alla cittadinanza.

Francesco Colonna in STAMP Toscana ne fa un’accurata descrizione. Riportiamo alcuni punti: Il voltagabbana è uno che si accorge della propria dimensione e la mette a frutto. Non vuole ingrandirla, vuole sfruttarla. È un pesce molto piccolo che, grazie alla propria natura, può sfuggire alle maglie dell’onestà intellettuale, del rigore della coscienza… Quella che viviamo [in ambito parlamentare] non è la rivoluzione delle nuove leve ansiose di prendere il posto che ritengono di loro spettanza. Ma solo la rivolta dei nessuno, alla ricerca forsennata della via breve per sentirsi (non essere) qualcuno.

… Ne deriva che il termine voltagabbana perde la sua natura ingiuriosa, colpevolizzante, e diventa meramente descrittiva senza alcuna implicazione etica. In un paese dove tutti rubano il ladro non esiste. E anche l’indignazione è alla fine modesta, banalizzata, assuefatta, di maniera.

Ovviamente questa qualità umana non è solo politica: la si può ritrovare a scuola, nell’università, nel lavoro, nelle società sportive o nelle associazioni benefiche. È un moto dell’anima, un modo di essere, una interpretazione dell’esistenza, una astuzia della sopravvivenza. E il voltagabbana ha comunque i suoi ammiratori, quelli che magari vorrebbero, ma non hanno lo stesso stile, la stessa volontà, lo stesso carattere: la capacità di ottenere molto col poco.

Voltagabbana religiosi?

Lo scrittore Di Riccardo Alberto Quattrini, nell’articolo VOLTAGABBANA. Cronaca breve di infedeli, pubblicato su Inchiostro nero fa una descrizione storica dei più celebri voltagabbana/traditori. Fra questi c’è Giuda, il traditore per antonomasia, che Giotto in un dipinto nella Cappella degli Scrovegni a Padova lo raffigura con un mantello giallo addosso che ricopre quasi interamente Gesù. Giuda ha il mantello giallo, non oro. Il colore oro ha valore assoluto, mentre il giallo diventa simbolo di degrado morale. L’oro è il simbolo della regalità, il giallo rappresenta il falso oro, in questo caso diventa un simbolo negativo.

Esistono anche oggi i voltagabbana religiosi? Ad esempio chi abbandona volutamente il proprio credo per assumerne un altro contrapposto e inizia a fare la “guerra” ai suoi ex compagni di fede, si può definire voltagabbana/traditore?

https://video.repubblica.it/rubriche/parole-in-corso/stefano-massini-parole-in-corso-l-origine-del-termine-voltagabbana/385065/385793

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