Il flâneur

La figura del flâneur moderno che lo identifica in un bighellone ha poco a che fare con il flâneur, che secondo la tradizione letteraria, è un intellettuale che trascorre il suo tempo vagando tra la folla, osservando la realtà con un atteggiamento distaccato e con l’obiettivo di non farsi notare.

Il flâneur non rimane fermo in un posto, staziona a caso in più luoghi. È un solitario che ama la folla fino a farne parte. Viene associato anche alla discrezione, una figura che svanisce nella città, lasciandosi assorbire dalla gente.

Lui osserva senza mostrarsi, rinuncia alla sua identità, pur sentendosi al centro del mondo ma nello stesso tempo nascosto da esso. Osservando la gente fino a immedesimarsi in essa, ne deduce i mestieri e la condizione sociale di ognuno. Nessuno sfugge alla sua attenta osservazione.

Se qualcuno dovesse accorgersi di lui sarebbe la fine, in un istante perderebbe la sua specificità e il suo distacco. Il flâneur, per certi versi ci fa venire in mente la figura dell’inattivo. Ci sono delle somiglianze comportamentali che abbiamo descritto in questi articoli:

Oggi, il flâneur, è soprattutto una figura digitale, un navigatore solitario che osserva in forma anonima le comunità virtuali, mosso dal desiderio di perdersi, di condividere. Il web ci ha resi un po’ tutti flâneur.

Viviamo in una società sempre più alla ricerca di visibilità e di alcuni minuti di notorietà. In questo contesto si inserisce nel modo opposto il flâneur digitale, che rifiuta i riflettori e le competizioni verbali che si trasformano in lotte intestine.

Almeno per un po’ rifiuta di esistere a ogni costo, di assecondare il suo narcisismo. Crede che il valore di una persona non stia nel riconoscimento della propria immagine e nella visibilità, ma nelle opere cristiane.

“Un uomo può forse nascondersi in un posto segreto senza che io riesca a vederlo?”, dichiara Geova. (Geremia 23:24)

La Bibbia non condanna del tutto chi si nasconde. Quando ci sono precauzioni da prendere è giusto in alcuni casi nascondersi in modo da ridurre i rischi: “Accorto è chi ha visto la calamità e va a nascondersi, ma gli inesperti son passati oltre e devono subire la pena”. (Proverbi 22:3)

In una circostanza, Giobbe pregò Geova che lo nascondesse nella Tomba fino a quando i suoi problemi non si sarebbero risolti. (Giobbe 14:7, 13-15) Forse, ci nascondiamo nella folla perché:

  • «ognuno di noi è più d’uno, è molti, è una prolissità di sé stesso». (Pessoa)
  • ognuno di noi è «uno, nessuno e centomila». (Pirandello).

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA