Il lutto senza il morto

Fra le tante immagini di questa pandemia, una sicuramente è impressa nella nostra memoria: la lunga colonna di mezzi militari dell’esercito che trasporta le bare delle vittime da Covid-19 da Bergamo verso i forni crematori di altre Regioni.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Raffaele Mantegazza, professore di Pedagogia all’Università di Milano Bocconi, ricorda l’importanza del rituale da seguire quando scompare una persona cara senza averne avuto la possibilità di accompagnarla negli ultimi istanti di vita o come nel caso della pandemia da virus che stiamo vivendo, senza un degno funerale.

Secondo Mantegazza, una morte in piena solitudine, senza un abbraccio, una carezza, un fiore, un saluto, senza il cadavere stesso, è uno degli aspetti più sconvolgenti di questa sventura. Per i familiari è un lutto raddoppiato, perché si sentono in colpa per non essere state presenti e se lasciate sole nel loro dolore starebbero ancora più male.

A volte non sappiamo cosa dire quando un nostro fratello o un conoscente perde qualcuno. Si può affrontare il dolore con una preghiera, recitando un salmo, un pensiero, tirando fuori dal cassetto una fotografia o degli oggetti di quella persona, raccontando episodi della sua vita. Non potendolo fare di persona, per confortare, si può usare il telefono o fare una video chiamata.

Dobbiamo stare vicino e unirci al dolore altrui. Non dimentichiamoci che sono morti a causa del Coronavirus anche molti nostri fratelli in fede. La morte di un caro non deve impedire ai familiari di continuare a vivere la loro vita. Le relazioni proseguono anche se sono state interrotte in modo tragico. Il ricordo di questi cari va preservato, perché essi saranno i testimoni di questa tragedia per le generazioni future.

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Raffaele Mantegazza è stato uno dei relatori al congresso «La persecuzione nazista dei Testimoni di Geova», tenuto presso il Centro Congressi della Provincia di Milano il 13 gennaio 2001. Il tema della Memoria è a lui caro.

In quella occasione, a proposito dei morti nei lager, disse:“Oggi abbiamo imparato che è possibile un’alleanza tra laici e credenti di tutte le fedi, purché accomunati dall’idea che tutto non finisce qui, c’è dell’altro. C’è un supplemento di esistenza che ci aspetta”. In quell’incontro, fra gli altri, vi parteciparono Vittorio Feltri, Enzo Bettiza, Giuliano Pisapia, Gianfranco Magris, Attilio Agnoletto, Simone e Max Liebster.

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SULL’ELABORAZIONE DEL LUTTO:

Aiuto per affrontare il lutto

Cosa aspettarsi quando muore una persona cara e cosa fare per affrontare il dolore provocato da un lutto?

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