Il sasso nello stagno

ovvero siate altruisti anziché zizzanieri

Gianni Rodari, (1920-1980) giornalista e scrittore, nel suo libro Grammatica della fantasia (Il sasso nello stagno) paragona la parola a un sasso gettato a caso nello stagno, che a causa delle onde prodotte genera una serie di reazioni a catena, che coinvolgono l’esperienza, la memoria, la fantasia e l’inconscio. Una parola qualunque può riportare alla mente ricordi seppelliti sotto la polvere del tempo.

Quanto ci condiziona un sasso lanciato nelle nostre acque?

Se si tratta di un macigno può provocare sollevamenti e scombussolamenti. Comunque anche un sassolino ha le sue conseguenze. Una parola scoraggiante buttata lì a caso o una serie di parole grosse hanno sempre un impatto negativo. Nel caso dei social è peggio ancora.

Se tutte queste persone utilizzassero il loro ardore e zelo per aiutare e per incoraggiare il prossimo e se invece di seminare zizzanie e gettare fango sulle credenze altrui, gettassero parole di speranza e di solidarietà, il mondo sarebbe migliore. I cerchi che hanno causato nell’acqua aiuterebbero di più che seminare zizzanie.

Per quanto riguarda i fratelli lontani, siate per primi voi a lanciare un sasso di speranza in modo che le increspature che si formano nelle vostre acque possano smuovervi dall’inezia e provocare quei cambiamenti necessari per un ritorno a Geova.

All’inizio il movimento dei cerchi è minimo e poi tende ad allargarsi sempre di più. Così sono i cambiamenti per tornare a casa: prima impercettibili e poi sempre più evidenti e grandi nelle dimensioni.

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