Il tempo dell’attesa, fino a quando?

L’attesa è il tempo trascorso nell’aspettare qualcosa o qualcuno. Ha un inizio e una fine.

L’attesa è un argomento che abbiamo trattato più volte in passato per indicare che l’attesa di Dio non è mai inattiva. Chi è impaziente cerca altrove, Dio no. L’attesa in Dio è un modo non solo per tenere sotto controllo il tempo, ma anche per credere che qualcosa certamente accadrà. Questa attesa va mantenuta viva, attiva. Più la speranza si attende, più la si apprezzerà quando si realizzerà.

Stiamo soffrendo a causa degli atteggiamenti sbagliati delle persone intorno a noi? È molto incoraggiante sapere che anche in passato i fedeli servitori di Geova si sentirono liberi di porre la domanda: “Fino a quando o Geova?”. (Salmo 6:3; 13:1; 94:3; Abacuc 1:2) Saper aspettare dipende molto dall’atteggiamento mentale e da come si organizza l’attesa.

La Bibbia dice che la pazienza è una qualità dello spirito santo. Senza l’aiuto di Dio gli esseri umani non sono in grado di mostrare pazienza in misura sufficiente. Essere pazienti è un modo in cui dimostriamo di amare Dio. La pazienza è anche un’espressione di amore verso gli altri. Quando siamo pazienti l’amore tra fratelli diventa più forte (1 Corinti 13:4; Galati 5:22).

Durante il tempo dell’attesa non bisogna vendicarsi se abbiamo subìto un torto. Inoltre, la Bibbia ci esorta ad accettare di buon grado il fatto che è necessario aspettare (Giacomo 5:7, 8). Giacomo paragona la nostra situazione a quella di un agricoltore, che dopo aver seminato, non ha il controllo sul tempo che farà o sulla crescita di ciò che ha seminato. Troppi fattori sfuggono al nostro controllo.

Geova non si aspetta che facciamo qualcosa che lui per primo non è disposto a fare.

Geova si tiene “in aspettazione”, in attesa di intervenire in maniera radicale e definitiva (Isa. 30:18). Non attende il suo tempo con le mani in mano, senza fare nulla. Lui non ha necessità di consultarci, ha i suoi tempi fissati e il suo modo di fare. A volte può non dare risposte specifiche in merito ai nostri problemi, perché si aspetta che lasciamo il problema nelle sue mani.

Ci sono situazioni in cui Geova vuole vedere fino a che punto arrivi la nostra fiducia in lui. E ne ha tutto il diritto per farlo. Lui non si nasconde, ma è l’incapacità dell’uomo di vederlo quando c’è. Geova è vicino a noi più di quanto possiamo immaginare: «Veramente Geova è in questo luogo e io stesso non lo sapevo». (Genesi 28:16)

Caro fratello lontano, vivi anche tu di attese? Non stare alla finestra aspettando che il grigio giorno interiore assuma i colori della vita. Qualcosa finisce se un’altra cosa la scaccia.

Non aspettare un intervento divino sul Mar Morto dell’inattività o una luce sfolgorante sulla Via di Damasco per smuovere le tue forze di volontà per agire. Devi essere tu per primo a muovere i primi passi per ritrovare la via smarrita nella selva oscura della tua esistenza. Aspettare senza una valida ragione o anche legittimamente, può provocare in alcuni solo dolore.

Un fratello “inattivo” si era stancato di stare in “sala d’attesa”, aspettando che gli anziani o il sorvegliante andassero a trovarlo a casa. Alla fine si decise che “se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”. Per dirla con le parole di Gesù: “se la vostra fede sarà grande quanto un granello di senape, direte a questo monte: ‘Spostati da qui a là’, e il monte si sposterà, e nulla vi sarà impossibile” (Matteo 17:20). Oggi sappiamo che il fratello, oltre a frequentare regolarmente le adunanze, ha espresso il desiderio di uscire di nuovo in predicazione.

Il suo tempo di attesa era finito.

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