In Rete la gara a chi è più presuntuoso

Parlano dei Testimoni di Geova come quei tifosi che discutono animatamente di una finale di Champions League. Addio competenza e rispetto.

Quanta confusione nell’agone virtuale delle comunità digitali. Lo avevamo capito sin dagli inizi della nostra avventura internettiana. Per usare una metafora evangelica, siamo travolti da personaggi che discettano su argomenti, quali la decima dell’aneto invece di misericordia, del cumino invece della fedeltà a Geova (Matteo 23:23).

Assomigliano ai 25 uomini che Ezechiele vide all’ingresso della casa di Geova, “uomini che tramano ciò che è nocivo e danno cattivi consigli”, presumendo che non avrebbero fatto nessun danno con le loro parole (Ezechiele 11:1-3).

Personaggi sgrammaticati a cui un insegnante non affiderebbe nemmeno un gessetto per scrivere sulla lavagna. Quando profetizzano nelle chat e sui blog, ci ricordano i profeti di Baal, pieni di sé e infiammati dall’odio nei confronti dei Testimoni di Geova.

«Tra i nipotini di Baal, ci sono anche alcuni Testimoni, frequentatori abituali, che come il popolo di allora zoppicano su due stampelle, senza prendere nessuna decisione, se stare con Geova o con Baal. (1 Re 18:17-40) Se stai alla tavola di Baal e ti ubriachi del vino adulterato che ti offrono da bere, come puoi pretendere di dare consigli lucidi e sobri ai fratelli?».

Più si è ignoranti su una determinata maniera più si diventa presuntuosi. È una moda che va di moda in Rete quella di sentirsi sicuri di avere la verità compattata in un file scopiazzato qua e là. L’assennatezza ha abdicato all’imprudenza e la ragionevolezza all’insensatezza. Manifestare di nascosto il proprio dissenso è diventato per i frustati dello spirito un modo per schizzare fango sulla congregazione cristiana.

Tra i nuovi mostri si scorgono individui con un basso livello culturale che si credono esperti di diritto, di teologia, di moralità. A confondere le idee degli incauti che si intrattengono in questi gruppi di grande spessore spirituale ci sono i seminaristi attivi on line, ma inattivi nelle congregazioni. Famosi per le loro giravolte, sono spesso coadiuvati da scontenti, lamentatori, disturbati e predicatori, ognuno con la sua personale caneta de veter.

Ormai ne vediamo di cotte e di crude, un giorno a difendere e il giorno dopo ad accusare. Vince sempre l’incompetenza e la presunzione. Ci sembrano quei virologi che appaiono in tivù un giorno sì e l’altro pure, e quando aprono bocca confondono le idee perfino al virus Covid-19.

Non diventiamo presuntuosi, rivaleggiando e invidiandoci gli uni gli altri. (Galati 5:26)

Sarebbe bello se ognuno tornasse da dove è venuto e stesse al posto di prima. Con umiltà e modestia di mente.

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