La forza germogliante che è in noi

«Perciò non ci arrendiamo, ma anche se l’uomo che siamo esteriormente si consuma, l’uomo che siamo interiormente si rinnova [o riceve ulteriore forza] di giorno in giorno». – 2 Corinti 4:16.

Le parole di Paolo indicano che l’uomo di Dio subisce un duplice processo: uno esteriore che tende a consumare la carne e uno interiore che rigenera lo spirito.

In natura, per germoglio si intende sia il seme vegetale quando viene interrato, sia il ramoscello che inizia lo sviluppo dalla gemma. In senso figurato ha la sua applicazione in ciò che ha origine immediata da qualcosa, con significato di attivo. In senso spirituale indica che la forza vitale di Dio è sempre attiva, anche quando pensiamo che la vita sia inattiva.

In natura sono molto affascinanti i germogli delle patate. Spesso, nonostante il buio e il freddo dove vengono lasciate o dimenticate, i germogli delle patate, dotate di una loro forza, riescono persino a bucare la stoffa del sacco dove sono rinchiuse. Anche in condizioni sfavorevoli, le patate germogliano ugualmente. Se Dio ha creato le patate con questa forza, che dire di noi esseri umani fatti a sua immagine? La scrittura di Corinti sopra menzionata vuole mettere in risalto proprio quest’aspetto. Quando soffriamo, quando ci sentiamo senza speranza, quando le ansietà della vita sembrano sopraffarci, quando la nostra anima è depressa e quel poco spiraglio di luce sta per soccombere di fronte all’avanzare dell’oscurità, in un momento inaspettato si attiva in noi una potente forza vitale.

Anzi, i momenti di disorientamento la rendono ancora più viva. Non la vediamo letteralmente, ma la percepiamo spiritualmente attiva. Non tutti i cristiani che soffrono riescono a sentirla in loro. Alcuni “vedono” solo il dolore, il male, i tormenti a cui non resistono più. Eppure, questa forza opera in noi, ci fa sentire vivi, si prende cura di noi. È importante avvertirla, accorgersene, altrimenti cadremo vittime dell’angoscia e della disperazione. Essa è lì, latente, attende solo di essere compresa e utilizzata.

Come le piante germogliano, a volte improvvisamente e in maniera repentina, così anche in noi, senza volerlo, affiora l’impensabile, qualcosa di imprevisto e di significativo prende il sopravvento sulle nostre angosce e ci fa vedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. C’è in ognuno di noi una forza spirituale che va al di là del cervello, della razionalità e al di fuori di ogni logica umana. Nei momenti più difficili della nostra vita, a volte, agiamo senza nessuna consapevolezza, ma in virtù di una percezione, di un impulso, di un istinto, di qualcosa di insolito, inspiegabile, a un certo punto sentiamo provenire dalla profondità della nostra anima qualcosa che ci rende potenti nelle nostre debolezze. (2 Corinti 12:10) Non sempre, le difficoltà e la debolezza fisica sono un male. Sono questi i momenti in cui l’opera dello spirito di Dio agisce in noi per darci la forza necessaria per andare avanti.

Quando stai male e non riesci più a vedere con speranza i tuoi giorni futuri, forse è il caso di non concentrarti sul male, ma di guardare con fiducia qualcosa di inconsueto, di inaspettato che si sta affacciando nella tua vita. La forza del cambiamento è già in atto e non te ne stai accorgendo. Forse, stai cercando disperatamente altrove, quando in realtà la soluzione è fin troppo vicina a te, è dentro di te, devi soltanto accoglierla. Benché procediamo a tastoni nel buio della nostra vita, in realtà la forza potente che ci permette di vedere la luce, non è poi così lontana da ciascuno di noi. (Atti 17:27). Ci convinciamo che la soluzione è in un’altra parte, cerchiamo in posti inimmaginabili, ma non cerchiamo nel posto più vicino, più intimo a noi, nell’uomo che siamo interiormente, nel posto dove si sviluppa la germinazione del seme della verità, il nostro cuore*.

* Nelle Scritture il cuore simbolico non rappresenta semplicemente la sede degli affetti e dei motivi, né si limita all’intelletto. Il cuore è l’insieme di tutto ciò che compone l’uomo interiore in contrapposizione alla carne, la quale costituisce la parte esteriore e tangibile dell’uomo. Ciò che conta presso Dio, che esamina i cuori, non sono le semplici apparenze ma ciò che una persona è realmente nel suo intimo, poiché da esso si muovono le forze della vita. (Proverbi 4:23)

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