La retorica nell’era del web

Molti persuasori digitali si servono della retorica per convincere gli utenti a seguire il loro punto di vista.

La retorica è l’arte del saper convincere mediante il parlare e lo scrivere in modo efficace. Nell’uso moderno ha valore spregiativo e si riferisce a quel modo di scrivere e di parlare ampolloso, vuoto e privo di impegno intellettuale e morale.

Gli esperti della comunicazione dicono che la retorica – in chiave contemporanea – gode di ottima salute. La retorica non è mai neutra, il suo scopo è intenzionale, mira a far cambiare opinioni e atteggiamenti. La retorica coinvolge in primis i leader, in quanto possessori dell’arte della negoziazione e della gestione dei conflitti.

Essi sono esperti nel raccontare il futuro e nel prevedere attraverso piani di sviluppo le loro idee e progetti. Riescono a prevedere prima degli altri gli aspetti positivi e negativi di un’opera. Sanno trovare le parole giuste arricchendo di valore tutto quanto propongono. Inoltre, sanno usare con intelligenza il potere delle immagini per aiutare coloro la cui parola non coglie nel segno. Persino il digitale che, sulla carta, dovrebbe essere il nemico numero uno, ha invece riportato la retorica al centro dell’attenzione.

Fonte: Il Dirigente, la rivista di Manager Italia, maggio 2019

Chi sa dire sa ragionare in maniera articolata. Il digitale è oggi indispensabile per qualsiasi organizzazione. Ha cambiato completamente il nostro sistema cognitivo. Per noi cristiani è fondamentale riconoscere il vero dal falso su quanto circola in Rete. Il web è diventato il campo dove si confrontano più opinioni e dove purtroppo non si capisce appieno se si tratta di mezze verità o di verità incomplete.

Alcuni approfittano di verità parziali per produrre argomentazioni con conclusioni false. Altri invece, nelle loro argomentazioni, creano una combinazione di vero e falso, sopprimono artatamente fatti e circostanze sgradite o si mette a tacere chi ne parla. Chi possiede l’arte della retorica e di tutte quelle strategie atte a distinguere il vero dal falso, può usarle per il bene della verità sventando manovre fuorvianti oppure usarle a danno della verità e delle persone che si lasciano abbindolare.

In molti casi la retorica rafforza il discorso debole

Le domande retoriche sono un potente strumento didattico usato spesso nella Bibbia. Geova le usò per rimproverare il suo popolo nell’antichità (Isaia 40:18, 21, 25; Geremia 18:14). Gesù fece domande retoriche per sottolineare verità importanti (Luca 11:11-13) e per far riflettere le persone, a volte servendosi di una serie di domande del genere (Matteo 11:7-9). Anche l’apostolo Paolo fece un ottimo uso di domande retoriche (Romani 8:31-34; 1Corinti 1:13; 11:22).

Gesù non parlava mai spiegando ogni cosa in modo puntiglioso e prolisso, ma lasciava sempre a chi lo ascoltava qualcosa da comprendere e da dedurre da solo. Li guidava a sentire le sue parole come “loro” ragionamenti. Gesù aveva rispetto e considerazione per il cervello dei suoi ascoltatori.

Nel web l’autenticità di qualsiasi argomento va meditata e verificata. Il rispetto degli interlocutori, amici o nemici che siano, è la premessa della credibilità. Chi offende le idee o il credo altrui è tutt’altro che retorico, nel senso positivo del termine. Il cristiano accorto conosce i vari aspetti che rendono pessima la retorica:

  • Una esasperata emotività fatta di toni alterati, messaggi urlati, esagerazioni, ecc.
  • Una cattiva informazione sul soggetto spesso non edifica, ma distrugge.
  • Una esposizione noiosa dell’argomento che ne rende difficile la comprensione.
  • Chi si rivolge a un pubblico deve avere a cuore non la sua abilità oratoria ma l’interesse del suo uditorio.

Ascoltando in rete una pessima retorica, la tua fede è stata demolita al punto di allontanarti dalla congregazione? Oppure ascoltando una buona retorica ne sei stato edificato e hai rafforzato la tua relazione con Dio? Gesù disse che la sapienza è ritenuta giusta dalle opere che si compiono. La retorica sapiente ti ha aiutato a produrre opere eccellenti dal punto di vista di Dio? O sei rimasto intrappolato in discorsi vuoti e sei stato sedotto con argomenti ingannevoli? (Colossesi 2:4)

Pensare che in rete circolano mezze verità che possono non ingannare è un inganno mentale cui ci siete già stati ingannati. Geova ci ha dotato di capacità intellettuali da poter distinguere la verità dalla falsità. (1 Giovanni 5:20) Ci ha fornito tutto quello di cui abbiamo bisogno per contrastare i tentativi ingannevoli per sviarci (Proverbi 3:1-6; Efesini 6:10-18).

La Bibbia ci dà uno specifico incoraggiamento al riguardo. Dopo averci messo in guardia contro gli “uomini malvagi e impostori”, ci dice di opporci ai falsi retori basando tutto ciò in cui crediamo sugli “scritti sacri”, cioè la Bibbia (2 Timoteo 3:15).

Invece di farvi ingannare da quella che viene “falsamente chiamata ‘conoscenza’”, stabilite qual è la verità per mezzo della Parola di Dio (1 Timoteo 6:20, 21Atti 17:11).

L’apostolo Giovanni esortò i cristiani: “Diletti, non credete ad ogni espressione ispirata, ma provate le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio”. (1 Giovanni 4:1) Proprio così, per quanto un certo ragionamento che viene fatto sul web possa sembrare veritiero, è comunque saggio verificarlo alla luce delle Scritture prima di accettarlo (Giovanni 8:31, 32).

Non siate come l’“uomo stolto” menzionato da Gesù. Quest’uomo “ode” le sue parole ma “non le mette in pratica”. Siate invece come l’uomo che “edificò la sua casa sul masso di roccia”. Gesù lo definisce “discreto” perché “ode” le sue parole e “le mette in pratica”(Matteo 7:24-27).

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