L’anziano cipolla

IL VANITOSO ovvero colui che vive per apparire e farsi vedere.

TIPI STRANI IN CONGREGAZIONE. Il vanitoso piace apparire agli altri, mentre il narcisista piace apparire a se stesso. Il vanitoso ci tiene all’immagine che vuole trasmettere, il narcisista pensa soltanto a come la sua immagine appaia a lui. Il vanitoso è attratto da come gli altri lo vedono, il narcisista da come si attrae. Vanità vuol dire vuoto, vano, senza corpo, privo di consistenza materiale. Il carattere del vanitoso è leggero, tratta le cose con frivolezza. Inoltre, si ostina ad avere un’alta opinione di sé e dei propri meriti.

“Ogni cosa è vanità!”, dice il congregatore (Ecclesiaste 1:2). Il termine ebraico reso “vanità” significa letteralmente “fiato” o “vapore” e dà l’idea di irrilevanza, caducità o transitorietà. Tutte le attività dell’uomo che non tengono conto della volontà di Dio sono vanità.

Perché abbiamo paragonato certi anziani alle cipolle? Perché la cipolla non ha interiora, è cipolla fino in fondo, completamente cipolla, fuori e dentro. Noi esseri umani siamo ricoperti di pelle e sotto di essa ci sono i vari organi, le ossa, le vene, i nervi. La cipolla non ha viscere, fino in fondo è sempre la stessa, più la sfogli e sempre quella è, minore o maggiore. Non è un caso che si usa dire: “Sei coperto come una cipolla”, coperto da molti indumenti per ripararsi dal freddo. Oppure, si usa dire: Sei doppio come le cipolle” a indicare la falsità e l’ipocrisia. Così come la cipolla ha più strati così è l’ipocrita che si nasconde dietro a essi.

Nelle congregazioni troverete sempre l’anziano cui piace pavoneggiarsi. Se in Sala, quando entra si suonassero le trombe, farebbe i salti mortali dalla contentezza. La vita del cristiano vanitoso può sembrare una vita impegnativa, attiva, al servizio dei fratelli. In realtà può essere inconsistente. Gesù ebbe parole forti contro la vanità che caratterizzava l’adorazione dei farisei: pregare nelle piazze, portare frange azzurre ai bordi del mantello, farsi notare nei mercati, digiuni ostentati, eccetera. La vanità è una delle armi micidiali di Satana per corrompere il cristiano. Non è un caso che scelse come seconda tentazione a Gesù l’idea spettacolare di buttarsi dal tempio.

L’anziano vanitoso seduce ma non ama. Solo una crisi spirituale può metterlo a posto. L’anziano cipolla non pensa solo all’immagine ma anche all’opinione che ha di se stesso. Per questo motivo cerca di imporre ad altri le sue idee, più delle volte bislacche. Il bisogno di ammirazione lo porta a bramare le parti dal podio dove la visibilità è maggiore. E’ talmente impegnato ad ascoltarsi e ad ammirarsi che non ascolta quello che i fratelli gli dicono. Se vi ascolta è soltanto per sentirsi adulare. Alcuni di questi anziani cipolla conoscono la fine di Erode Agrippa I, cui piaceva farsi adulare dalla folla. “Voce di un dio” gli gridavano. E poi sappiamo che fine ha fatto: “roso dai vermi”. (At 12:21-23). Nonostante ciò, continuano a cercare fratelli e sorelle che li adulino come un “dio”.

Nel tentativo di eccellere si esauriscono, infatti sono tra i più depressi della congregazione. Non accettano l’idea che sono pochi i migliori e non certamente loro. E anche se l’anziano cipolla dovesse farcela, è solo una questione di tempo, prima o poi ne arriva uno migliore di lui. Non sarà “rosicato dai vermi” come Erode Agrippa, ma si rosicherà da solo. L’anziano cipolla è succube dell’apparire. Vive nell’assillo costante di farsi notare. Se non gli viene assegnata neanche una piccola particina all’adunanza o all’assemblea, va fuori di matto. Sarà un continuo lamentarsi. Il cipolla quando si guarda allo specchio vede il doppio di sé riflesso, quando guarda gli altri non li vede. Il suo gioco preferito è la stanza degli specchi al luna park. Sul palcoscenico deve esserci solo lui, impedisce agli altri di trovare spazio.

Essendo un esibizionista necessita di un pubblico e quando non gli è dato, improvvisa con i fratelli. Li cerca non perché vuole interessarsi a loro, ma solo per essere visto. A volte chiama al telefono per sciocchezze e in orari strani. Brama esibire qualche novità o sapere come è andata la parte all’adunanza. Per lui non esiste privacy, ama la piazza come i farisei. Si aspetta l’applauso anche se dice idiozie. Se non gli fate i complimenti gli viene l’acidità allo stomaco. Il vantone cipolloso si crede bello, eloquente, elegante, fascinoso, anche quando somiglia a uno scarafone. La congregazione per lui è un gigantesco schermo digitale con dentro il suo faccione. Si crede il missionario della congregazione, ma non esce mai con i fratelli in servizio. Lui cerca di imporre visioni, programmi, ma non muove un dito per realizzarli. Sparargli addosso con una rivoltella per neutralizzarlo non si può.

Allora quando lo lodate inserite qualche critica velata. Fate sì che si renda conto, almeno in parte, facendo notare che le sue azioni e parole possono ferire i fratelli. Fategli capire come si sentirebbe lui se qualcuno dicesse qualcosa di sbagliato nei suoi confronti. Reagire con decisione può essere frustrante, ma è l’unico modo per aiutarlo a capire. Siate diretti come lo fu Gesù con Satana quando lo tentò con la vanità. Forse non ci riusciremo al 100 per cento, però abbiamo buone probabilità di togliercelo dalle scatole.

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