Le 99 pecore non smarrite

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Gesù si concentrò molto sulla pecora smarrita e poco sulle novantanove rimaste. Le religioni si concentrano poco sulla pecora smarrita e lodano il pastore che sta con le novantanove. E la smarrita? Sono fatti suoi!

Una delle illustrazioni più conosciute dei Vangeli è quella della pecora smarrita. (Luca 15:4-7) In genere è applicata al fedele che non si associa più come un tempo con i suoi compagni di fede. Gesù disse che il pastore lascia le novantanove nel deserto per andare a cercare la pecora che si è smarrita e la cerca fin quando non la trova. Questa scelta a prima vista sembra irragionevole. Il deserto è il luogo meno indicato dove lasciare un gregge di pecore. Far ciò significa esporre le pecore alla morte per mancanza di cibo e di acqua e per di più senza riparo e in balia delle bestie selvagge e dei ladri. Proteso al ritrovamento della pecora smarrita, Dio sembra dimenticarsi delle altre 99. Gesù non dice che il pastore ritorna nel deserto per ricongiungersi con il resto delle pecore. Questo non vuol dire che il pastore non sia interessato al loro benessere. In realtà Dio non si rassegna alla perdita di nessuna pecora. Geova ha un irrefrenabile desiderio di trovare chiunque si smarrisca. Non lo trattiene il fatto di dover momentaneamente lasciare a qualcun altro di fiducia il resto del suo gregge. Non pensa minimamente che il benessere delle 99 sia più importante della vita dell’unica pecora persa. Dio non ragiona in termini economici, nel senso che la perdita di una pecora su cento sia in fondo una piccolissima perdita, neanche se si dovesse trattare di una pecora di poco valore o malata.  La misericordia è una delle qualità prevalenti di Geova: nulla e nessuno potrà distoglierlo dalla sua volontà di salvezza. Dio non conosce la nostra attuale cultura dello scarto. Lui non scarta nessuno, ama tutti. Non esistono ai suoi occhi pecore terminali.

Quando si parla della pecora smarrita alcune delle 99 si infastidiscono. Non vogliono che il pastore dedichi più attenzione a una pecora che con ogni probabilità si è persa per colpa sua. Ragionano come il fariseo che pregava nel tempio, considerando gli altri come nulla, dicendo: “Dio ti ringrazio che non sono come il resto degli uomini…  [bla bla bla]. (Luca 18:9-14) Gesù non vuole che la sua congregazione sia piena di “sepolcri imbiancati” che camminano come se stessero facendo tutte le cose giuste, quando in realtà sono pieni di “ossa di morti”. (Matteo 23:27) I “sepolcri imbiancati” che criticano chi non sta predicando più non sono veri predicatori della buona notizia, né sono convincenti nei loro ragionamenti. Dio usa servitori amabili e dolci per avvicinare di nuovo a lui le pecore che si sono perse. Invece, il Diavolo sceglie dalle novantanove pecore rimaste, “cristiani” con tracce di “fede tossica” per allontanare ancora di più le pecore smarrite da Geova.

E’ vero che le novantanove non si allontanano dall’organizzazione di Dio, ma devono stare attente a non farsi intossicare dal “tossico” per eccellenza, il Diavolo. Ad esempio, saper fare una critica equilibrata o esprimere un giudizio imparziale, di solito è da persone intelligenti e obiettive. Chi ha la capacità di fare una analisi corretta, in genere, non va come un agente segreto, in cerca di tracce tossiche di questa o quella religione. Gli “zizzanieri” della fede non rendono un buon servizio a se stessi né alla spiritualità altrui. Anche chi all’interno delle congregazioni non riesce a fare una conversazione sincera senza dover etichettare gli altri che la pensano diversamente, non può considerarsi un buon cristiano, anzi alcuni di questi “zizzanieri” a volte sono peggio dei “tossici della fede”. Chi ha la tendenza a concentrarsi sui lati negativi degli altri, presto o tardi diventerà anche lui un pessimo cristiano negativo, un tossico zizzaniere. L’umiltà viene dallo spirito la divisione dalla carne. Ti concentri di più su aspetti dottrinali invece che sul tuo rapporto con Dio? Hai l’atteggiamento del “zizzaniere”, cioè di colui che sparla degli altri? Come “zizzaniere ti piace seminare dubbi e divisioni facendo la guerra ai tuoi fratelli o ai tuoi ex compagni di religione?

Se fai parte delle 99 pecore sei ossessionato dalle regole al punto che sei stato accecato da non vedere più i bisogni dell’unica pecora smarrita della tua congregazione? Hai gli occhi bendati quando si parla degli inattivi?

cadere-burrone-occhi-bendatiChi è troppo legato alle regole e alle procedure organizzative non può comprendere il vero spirito dell’unica legge di Cristo, quella dell’amore. Le norme che si stabiliscono all’interno di un gruppo devono avere sempre come obiettivo non l’osservanza in sé, ma devono essere un ausilio per avvicinarsi a Dio. Alcuni delle 99 pecore considerano l’inattivo un “tiepido”. Siamo così sicuri che sia l’inattivo “l’addormentato” che deve essere svegliato dal torpore? Mentre tu che fai parte delle 99 pecore sei quello così sveglio da discernere il momento quando Gesù verrà per “bussare alla porta”? Sei così certo che gli inattivi “non sono né caldi né freddi” e che Gesù li “vomiterà dalla sua bocca”?

La tiepidezza è sinonimo di tranquillità. Il fatto che ti ritieni tranquillo e sicuro stando in mezzo alle 99 pecore pensi che sia una garanzia della tua approvazione? Alcuni sono convinti che sia sufficiente restare dentro il recinto con le altre pecore per garantirsi la salvezza eterna. Ma è così? State attenti alla tranquillità. Dicono che dove c’è tranquillità non c’è Dio. I tiepidi non si accorgono di essere nudi perché la loro tranquillità li porta a non meditare sulla grandezza di Dio né a impegnarsi nella ricerca dei propri compagni smarriti. Sono troppo tranquilli per farlo. Stanno così bene che non si capisce per quale motivo dovrebbero schiodarsi dal loro torpore. E tu pastore, troppo comodo stare dentro l’ovile, non è vero? Quanto ti piace “dormire ancora un po’, sonnecchiare ancora un po’, incrociare un po’ le mani” – Proverbi 6:9-11. Attenzione, cari torpidi, si può essere con il corpo dentro la congregazione ma esserne fuori con il cuore. Ci si può smarrire anche dentro l’organizzazione pur continuando a farne parte. Non dimenticatelo quando additate gli inattivi come perduti: pensate a non perdervi voi.

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Commenti (1)

  • Anonimo

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    Ognuno di noi renderà conto davanti a Geova delle sue proprie azioni se ci si rende conto di ciò non si smette di servire Geova mai .

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