L’identità rinnegata

narcisista

Uno sguardo su una personalità controversa.

Quasi tutti i tdG sanno quali sono i requisiti per essere nominati anziani. La cultura di “aspirare” all’incarico è una delle loro caratteristiche. Paolo scrisse che: “Se un uomo aspira all’incarico di sorvegliante, desidera un’opera eccellente”. L’apostolo vuole incoraggiare il cristiano ad aspirare (desiderare genuinamente) a un’opera (servire gli altri) e non a cercare smodatamente la posizione di sorvegliante. Molti dei requisiti relativi a quest’opera eccellente sono elencati in 1 Timoteo 3:2-7 e Tito 1:5-9. Purtroppo sono in molti a confondere il desiderio di servire gli altri (un’opera eccellente) con il posto di sorvegliante (una posizione). Ci soffermiamo su una personalità tra le più confuse e insidiose, quella dell’anziano narcisista, che molto spesso prima della nomina, nasconde la sua vera personalità con una più servile.

L’ANZIANO NARCISISTA

Il narcisismo è un disturbo della personalità, caratterizzato da una veduta esagerata di sé. L’anziano narcisista si preoccupa più della sua immagine che dei bisogni dei fratelli. Non ha sentimenti cristiani ed è un manipolatore frustrato, vuoto, insoddisfatto e con problemi sessuali. La natura di questa personalità è in genere riconducibile ad un’infanzia complessa e problematica. Lo sviluppo infantile dell’anziano narcisista ha subito una distorsione che si ripercuote durante l’età adulta. Si crede più una macchina che una persona. E’ indifferente a qualsiasi tragedia. In lui permea un comportamento che mira in modo nevrotico al raggiungimento del successo più che al bisogno di amare e di essere amato. Vive in un mondo irreale e di fantasia che si è idealizzato. Un anziano del genere ha bisogno delle cure di uno psichiatra e va rimosso immediatamente. Purtroppo è più facile identificarli che capirli. Da cosa si riconosce un anziano narcisista?

E’ completamente privo di sentimenti. Si considera una “cosa” non un cristiano. In lui si nasconde il senso della paura e per difendersi anestetizza ogni sentimento. Priva la sua coscienza della sensibilità necessaria per provare giusti sensi di colpa. In congregazione si evidenzia per le buone intenzioni, ma lo fa per sfruttare l’amore dei fratelli senza ricambiare.

re-e-mose E’ sicuro di sé. Il suo narcisismo si manifesta con l’ostentazione di una grande sicurezza di sé, con un senso di superiorità e con la dignità e la maestà tipica di un re. Lui non è come gli altri fratelli, è il migliore. Quando entra in una Sala del Regno o in una sala delle assemblee, i fratelli si devono scansare. Lui si vede come un re o un condottiero come Mosè, con il bastone in alto, mentre attraversa le acque divise del Mar Rosso, sotto gli occhi ammirati del popolo ebreo. E’ davvero triste che ci siano fratelli e sorelle che lo considerano veramente “il migliore” e che lo tengono in grande considerazione. Anzi, per alcuni guai a chi glielo tocca

E’ ambizioso. Per sopperire al suo senso di inferiorità nutre uno smisurato desiderio di grandezza. Dipende eccessivamente dalle lodi e dall’ammirazione della congregazione. Lo si capisce quando pronuncia discorsi dal podio. Per lui è fondamentale l’approvazione dell’uditorio. Se non viene riconosciuto come tale, ad esempio se non riceve incarichi o parti a un’adunanza o a una assemblea, va in giro a lamentarsi di questo e di quello. E’ molto invidioso delle personalità forti. A volte camuffa le critiche con false lodi. Non vuole riconoscere i suoi limiti perché manca di modestia. Pensa che l’immagine che si è inventata sia la stessa immagine che gli altri vedono di lui.

come-stoNasconde la sua vera personalità egocentrica. Quando parla dei problemi che assillano i fratelli, sembra mostrare una conoscenza e una capacità fuori dall’ordinario. Le circolari e le altre pubblicazioni sono le sue armi vincenti che sbandiera soprattutto durante le adunanze del corpo degli anziani e del sorvegliante in visita. Questa facciata si frantuma quando è sottoposto a stress, rivelando la sua natura infantile e paurosa. Non sempre nasconde la sua debolezza, anzi contrariamente, in alcune occasioni davvero problematiche, fa di tutto per evidenziare la sua vulnerabilità, enfatizzando ipocritamente le sue debolezze e i suoi problemi con l’obiettivo di mandare in avanscoperta un altro anziano affinché si faccia “rosolare” per bene dal problema per poi opportunisticamente raccogliere i suoi “cocci” e prendersi i meriti delle fatiche altrui.

E’ psicopatico e paranoide. Il grado di anziano gli consente di muoversi in congregazione come un generale d’armata. Purtroppo può capitare che menta e imbrogli senza nessuno scrupolo. La sua mancanza di solidarietà lo rende difficile da trattare. Può diventare molto impulsivo. A volte è brillante e intelligente e lo fa con l’astuzia di una volpe. Altre volte sembra un “pescecane” che addenta le attività degli altri anziani. E’ sempre in cerca di cibo da sbrandellare. E’ un megalomane, non solo perché si pone al centro dell’attenzione, ma anche all’attenzione dei suoi “nemici” e quindi esposto a pericoli di ogni genere. Convinto di essere uno special one nella congregazione, vede cospirazioni e invidie dappertutto. Proietta sugli altri le sue paranoie convinto che i paranoici siano gli altri.

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Ama il potere con bramosia. La sua lotta nevrotica per il potere deriva da umiliazioni che ha subito da bambino. Anche un ambiente la cui famiglia considera un figlio come qualcosa di speciale, inculcandogli un’eccessiva autostima, riempiendolo di attenzioni e di regali, educandolo più ai diritti che ai doveri dove tutto gli è dovuto, rinunciando alla disciplina e alla autorità, il risultato non potrà essere che un adulto narcisista che causerà seri problemi a se stesso e agli altri. Anche l’eccessiva importanza delle cose materiali può incidere sul suo modo di percepire il potere, quello che gli conferisce anche uno status importante nella congregazione. Essere anziano conta eccome nei rapporti tra fratelli.

Il potere è spesso legato con la potenza sessuale. Chi lotta per guadagnarsi il potere consuma una notevole quantità di energia che spesso la riduce da quella indispensabile per il piacere sessuale nell’ambito matrimoniale. L’impotenza sessuale viene così sostituita da un desiderio sempre più bramoso di potere sugli altri. Più potere si ha sugli altri, meno piacere sessuale si prova in ambito matrimoniale. In genere, il problema sessuale con la moglie è appagato dal potere sugli altri. Se poi la moglie gli mette le corna per lui non è un problema, vista la sua totale mancanza di sentimenti. Secondo lui, il potere cancella ogni umiliazione, ogni offesa, ogni impotenza anche quella sessuale. A lui gli interessa il potere mica la moglie.

Nella sua immaginazione l’anziano narcisista ha bisogno del potere per sconfiggere la sua disperazione interiore e tutte quelle paure che si trascina da bambino. Il narcisismo nasce da desideri sbagliati. Come scrisse Giacomo: “Ciascuno è attirato e adescato dal proprio desiderio. Quando è divenuto fertile partorisce il peccato…” (Giac. 14,15). Il narcisista ha perso troppo presto la sua innocenza e la semplicità tipica del bambino. Addirittura alcuni ne sono contenti, perché secondo loro l’innocenza e la genuinità rendono vulnerabili alle ferite. E’ più allettante il desiderio di essere potenti, ammirati e sentirsi speciali piuttosto che adulti feriti. Gli anziani narcisisti hanno fatto un patto con il diavolo vendendogli il loro posto nel Regno dei Cieli per un potere illusorio.

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Non vogliamo trasmettere l’idea che tutti gli anziani siano narcisisti. Quelli a cui ci riferiamo sono una minoranza, che purtroppo causano tanti problemi. Ci sono invece anziani veramente altruisti che si spendono generosamente per i fratelli. Essi amano le loro mogli che stimano e apprezzano per il sostegno che danno affinché possano servire al meglio le congregazioni. Questi anziani sono una benedizione per i fratelli, perché le loro aspirazioni a servire sono motivate dall’amore cristiano e non dal desiderio di potenza.

 

 

 


Per approfondire:

peones   Tipi strani in congregazione: peones e cowboy

CONCILIANTE   Tipi strani in congregazione: l’arrendevole

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Commenti (1)

  • Fineas

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    Complimenti per questo articolo nel quale ho potuto rivedere alcuni anziani della congregazione alla quale mi associavo qualche mese fa.
    La mia decisione di abbandonare le adunanze è in parte anche scaturita dal fatto che ero stanco di aver a che fare con simili personaggi.
    Alcuni che ho conosciuto, corrispondono in tutto alla descrizione fatta nell’articolo e quanto mi rattristava vederli sempre più impegnati tra parti e discorsi alle assemblee, mentre abbandonavano letteralmente i membri che avevano la sfortuna di essere assegnati al loro gruppo di servizio (io ero uno di questi), senza uscire mai in predicazione con loro.
    Apprezzo molto chi scrive i vostri articoli perché in un mare come quello del web dove fioccano siti e blog solo buoni a criticare e a contestare ogni virgola ed ogni punto dell’organizzazione dei tdg, voi almeno proponete soluzioni, fate riflettere sui problemi ma in modo sano ed equilibrato.
    Grazie di cuore, spero che continuerete così, perché c’è bisogno di posti del genere.
    Buonaserata,
    Giuseppe.

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