L’inconscio spirituale

L’inconscio è quella sfera psichica (pensieri, impulsi, emozioni, rappresentazioni, modelli di comportamento) di cui non si ha consapevolezza.

Jean-Claude Larchet, autore del libro L’inconscio spirituale, malattie psichiche e malattie spirituali, parla di due dimensioni dell’inconscio spirituale, una positiva che lo avvicina a Dio senza che egli ne sia cosciente e una negativa che lo allontana in maniera inconsapevole.

Queste due dimensioni inconsce coesistono in tutti gli uomini e si sviluppano in base all’ambiente, alla storia, alle esperienze, in proporzioni variabili e in base al contesto. Le due dimensioni non sono statiche ma dinamiche, nel senso che possono cambiare in peggio o in meglio. Tali dimensioni possono restare inconsci per tutta la vita o a certe condizioni possono divenire coscienti.

L’uomo è uscito dalle “mani di Dio”. Come la qualità della Creazione era buona così è stata la creazione dell’uomo. Il fine della natura che Dio ha assegnato all’uomo è quello di adorarlo e il Creatore ha fornito l’uomo di ogni mezzo morale ed etico per raggiungere questo fine. Le mani di Dio sono nell’inconscio dell’uomo.

Nella natura umana è insita l’ascesa verso il suo principio. È tipico dunque degli esseri umani venir mossi verso un fine senza inizio, che è Dio. L’uomo prova uno slancio naturale alla volta di Dio attraverso l’intelletto, una capacità naturale che protende a cercare Dio per soddisfare i bisogni spirituali.

Ecco perché ogni uomo ha il desiderio naturale di Dio. Desiderio che viene soddisfatto con i mezzi che Dio ha dato per soddisfarlo: il suo Spirito, la sua Parola e l’immagine e somiglianza che ha del suo Creatore. L’uomo anela l’amore di Dio e la sua conoscenza. Inoltre, il Creatore lo ha dotato di volontà ed essa non è contro natura se usata secondo la sua natura, cioè in accordo con Dio.

L’uomo trae piena soddisfazione dal desiderio più profondo mediante il ritorno al principio creativo, cioè a Dio, per trovare il Lui il proprio compimento. Il peccato non ha fatto venire meno questo orientamento naturale dell’uomo. Dio continua a conservare questa predisposizione nell’uomo e a farlo agire per raggiungere il suo scopo.

Dio non è soltanto il principio dell’uomo in quanto Creatore e il suo fine in quanto lo porta a compimento, ma anche il suo Provvidente. “Qualunque cosa chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta”. (1 Giovanni 5:14)

Nel profondo dell’uomo decaduto avviene però un conflitto. “Il bene che desidero non lo faccio, mentre il male che non desidero è quello che pratico” (Romani 7:19). Ciò che Paolo non desiderava era ciò che faceva, perché chi operava era il peccato che dimorava in lui. Se ci lasciamo sopraffare dalla tendenza al peccato e indeboliamo l’orientamento spirituale verso Dio, potremmo esprimere una modalità deviata nel comportamento, nel culto e negli atti di adorazione.

Mentre Dio possiede per natura le qualità che corrispondono alle virtù, l’uomo è chiamato a possederle per partecipazione e, per scelta a esercitarle in maniera adeguata. Siamo intelligenti per conoscere Dio, abbiamo il desiderio per essere attratti a Lui e la memoria per portarlo in noi.

In conseguenza del peccato originale, la capacità intellettiva dell’uomo si è oscurata, è divenuta la lampada spenta dell’anima. Cessando quindi di conoscere le realtà spirituali, l’uomo cominciò a negarle, come il cieco che nega l’esistenza della luce perché i suoi occhi non la vedono e tratta da poveri illusi quelli che ne parlano e gliela descrivono.

Dio non cessa di essere presente nel cuore d’ogni uomo, anche quando lui l’ignora o rifiuta di riconoscerlo. Con la sua attiva presenza nella natura stessa dell’uomo, Dio non cessa di presentarsi a lui perché lo riconosca, senza tuttavia forzarlo in alcun modo.

L’appagamento dei valori spirituali reca beneficio anche alla salute fisica. I sani consigli che troviamo nella Bibbia sono pratici e senza pari. Le norme morali che essa incoraggia sono ineguagliate. Le sue esortazioni sono sempre utili. Se ci atteniamo ad essi, i valori spirituali ci recano beneficio in senso fisico, emotivo e spirituale.

I valori spirituali aiutano anche a stabilire rapporti personali migliori. I veri amici sono attratti da voi per quello che siete, non per quello che avete. Inoltre una famiglia felice si costruisce con la sapienza e l’amore, non con i beni materiali. I valori spirituali pongono l’enfasi sui benefìci a lungo termine, non sulla gratificazione immediata.

La Bibbia ci insegna come tenere sotto controllo un desiderio egoistico mantenendo l’occhio semplice, concentrato sulle cose più importanti, le ricchezze spirituali. (Filippesi 1:10) Presto i valori spirituali trionferanno (2 Pietro 3:13).  Allora le cose che rendono la vita infinitamente più preziosa, come salute perfetta, lavoro soddisfacente, piaceri sani, forti legami familiari e amicizia duratura con Dio, renderanno l’umanità veramente felice per sempre.

Tutte queste cose fanno parte del nostro inconscio spirituale, basta saperle tirare fuori e praticarle come Dio ha stabilito in principio della nostra creazione.

(continua)

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