«Nel deserto parlerò teneramente per conquistare il suo cuore»

Queste parole furono pronunciate da Geova per aiutarci a capire che saper comunicare, sia con il coniuge sia con il prossimo, implica il conquistare teneramente il cuore con le parole (Osea 2:14).

Quando la nazione di Israele si ribellò e si mostrò infedele a Dio, ovvero a suo marito in senso simbolico, egli disse, che per farla tornare indietro e aiutarla a pentirsi, l’avrebbe portata via dal ‘deserto’, cioè dalla condizione dissoluta e amorale in cui si trovava per parlare ‘al suo cuore’ con tenerezza.

Nonostante il contesto di assoluto peccato, Geova prende l’iniziativa per ripristinare il rapporto con il suo popolo infedele. Questo esempio di profonda comunicazione è importante, specialmente quando sono in gioco sentimenti ed emozioni. Inoltre, è un eccellente esempio per i pastori nel sapersi rapportare con i fratelli lontani e con coloro che hanno mostrato una cattiva condotta e che ora si trovano nel ‘deserto della vita’.

Lo Spirito di Dio libera la coscienza dal senso di colpa e la consola, perché Dio è più grande della coscienza. I primi a dover credere nella forza purificatrice dello Spirito devono essere sia i pastori che confortano, sia chi viene consolato.

Nella scrittura di Osea sopracitata, Geova assicura che avrebbe persuaso la sua simbolica moglie. Dio insiste spesso nella sua persuasione, perché siamo duri a comprendere subito, ma lo fa con la tenerezza di cui necessita una ‘canna rotta’. Dio ci persuade mentre la nostra condizione è priva di vita spirituale, arida come il deserto.

Chi osa dunque spegnere il “lucignolo fumante” o spezzare ulteriormente la “canna rotta”? (Matteo 12:20) Gesù definisce i suoi discepoli afflitti da questo sistema di vita come delle ‘canne rotte’. Non li paragona ad alberi possenti ma a delle canne leggere e per giunta mezze spezzate.

Un uomo, sensibile alla sua condizione spirituale, ‘spezzata’ e ‘desertica’, avverte il bisogno di aiuto e volge lo sguardo a Cristo. Purtroppo ci sono alcuni che non comprendono il modo in cui Dio potrebbe aiutarli. Anzi, in molte occasioni si rivoltano contro. Non si rendono conto quanto sia difficile avere un cuore ostinato che impedisce il ritorno a Geova.

Comunque, una madre che ha un figlio malato non lo getta via. Allo stesso modo, Dio, nella sua abbondante misericordia cerca in ogni modo di andare incontro al peccatore per aiutarlo a cambiare. Non lo butta via. Nella sua vita, Gesù non mandò mai via nessuno di quelli che andarono da lui, anche se alcuni scelsero di andare via da lui.

Caro fratello lontano, puoi star certo che Geova ti tratterà con tenerezza e con parole rassicuranti ti conquisterà il cuore. Dal deserto della vita ti condurrà presso acque irriganti, ti custodirà all’ombra delle sue possenti ali e ti renderà gioioso.

PROTETTO IN UNA TANA IRRAGGIUNGIBILE

Spesso gli animali più deboli si nascondono in tane irraggiungibili. Nidi e tane sono luoghi sicuri in cui gli animali trovano protezione da nemici in agguato durante le fasi più vulnerabili della loro vita, come il sonno, il letargo, o il periodo riproduttivo, quando diviene importante proteggere i piccoli.

Ad esempio, la tana che il tasso europeo usa per vivere e per difendersi, è molto complessa perché si tramanda di generazione in generazione, venendo continuamente ampliata e ristrutturata. Il tasso si serve delle potenti unghie per scavare una fitta rete di cunicoli. Una tana osservata in Inghilterra contava ben 50 camere e 178 ingressi, per un totale di 879 m di gallerie sotterranee distribuite in oltre trenta metri quadrati di superficie e cinque metri di profondità. Un esempio di grande ingegneria.

Quando i cristiani sono coscienti della loro debolezza, si affidano con fede a posti sicuri, presso rifugi irraggiungibili, all’ombra delle ali di Geova. Sono molti i passi biblici nei quali il richiamo alle ali di Dio esprime il riparo sicuro dove i fedeli possono rifugiarsi (Salmo 36:7; 57:1; 61:4; 91:4). L’evocazione delle ali come rifugio, spesso, è unita all’esperienza benefica dell’ombra che esse producono. Le ali sono perciò anche simbolo di sicurezza e riparo che proviene dalla relazione con Dio Stare all’ombra delle ali di Dio o al suo riparo è fonte di felicità: «Esulto di gioia all’ombra delle tue ali» (Salmo 63:7).

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