Non c’è cosa peggiore di compiere un abuso usando in modo scorretto la Bibbia

La Bibbia è la Parola di Dio non dell’uomo. Commettere un abuso umano facendo credere che si tratti di una cosa giusta e approvata da Dio, è peggiore dello stesso abuso.

Li sentite dal podio quando leggono le Scritture più per condannare che per salvare? Chi usa la Bibbia per evidenziare in continuazione aspetti negativi, correzioni, ammonimenti e giudizi gravi, finirà per scambiare la Parola di Dio per un codice di procedura civile e penale. Altro che “lampada che illumina il sentiero dei giusti”, questi “ammazza pecore” sono riusciti a trasformare la Bibbia nel martello di Thor. Certi pastori sanno solo martellare. Le mazzate morali, emotive, spirituali non sono anch’esse abusi spirituali? Forse, tali percotitori, hanno preso tante di quelle randellate nella loro vita da rimanere rintronati, al punto di aver perso gran parte della loro lucidità mentale. Hanno i neuroni a pezzi.

Tali emuli di Thor, sono individui che non hanno nessuna capacità di discernere il significato dei versi biblici. Per loro la Bibbia non è un libro che migliora le persone, che è in grado di trasformarle con la sua forza, fino a farle diventare simili a Cristo. Per costoro, la Bibbia è un regolamento giudiziario da far applicare all’interno delle congregazioni: per ricompensare o per punire. Povere congregazioni che capitano in mano a questi serial killer dello spirito. Secondo loro, uno standard di spiritualità superiore si consegue rispettando le regole, così come facevano gli sceriffi a far rispettare la legge nel vecchio West, tra saloon e cowboy.

Il problema è che molti percepiscono la personalità di Dio in base a come vengono inculcate queste regole. Un sistema di estrapolazione di versetti biblici tende a sostenere certe tesi e ad avvalorare certe prese di posizione. Desumere estraniando il contesto in cui quelle parole sono state proferite, vuol dire ignorare deliberatamente l’intenzione originale, per dargli un significato completamente diverso. Tale modo di fare è un abuso della Legge di Dio. Molti dei discorsi pronunciati dal podio sono insegnamenti su come vivere la nostra vita cristiana. Si tratta di un elenco aggiornato di cosa fare e non fare, usando in modo improprio certi versetti della Bibbia. Sembra che molti vanno in Sala del Regno per insegnare ai fratelli a “fare” invece che insegnare a “essere” cristiani.

Paolo incoraggiò Timoteo “affinché comandi a certuni di non insegnare diversa dottrina” da quanto esposto nella Bibbia. L’obiettivo di un sano insegnamento è l’amore, avere una buona coscienza e una fede genuina. Chi non ha questo mandato non deve nemmeno salire sul podio. La vita cristiana non è fatta solo di abnegazione. I veri insegnanti guidano il popolo di Dio alle fonti della felicità dove trovino ristoro per le loro anime. Il cristianesimo è uno stile di vita gioioso. Il pastore non terrorizza le pecore, ma ne ha cura. Il vero insegnante della Parola di Dio addestra i cristiani ad avere la capacità di ragionare. Il cristianesimo non è un dare per ricevere. Il favore di Dio lo abbiamo esercitando fede nel sacrificio di Gesù, non nelle opere che compiamo, per quanto giuste e lodevoli esse siano.

La Bibbia ci insegna prima di tutto la conoscenza di Geova e di Gesù, poi a saper applicare i suoi comandi e le sue virtù. Dopo sopraggiungono le opere. Si può operare senza manifestare le virtù, mentre sono le virtù che inducono a operare in modo giusto e non viversa. Geova ha concesso ai suoi servitori privilegi inestimabili. In effetti ha nascosto i suoi propositi ai superbi e li ha rivelati agli umili. Gesù disse a questo riguardo: “Ti lodo pubblicamente, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai saggi e agli intellettuali e le hai rivelate ai bambini”. (Matteo 11:25) È un grande onore essere inclusi tra gli umili che servono il Sovrano Insegnante Universale.

Abusi spirituali – dodicesima parte

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