Non trascurate le riunioni

“E interessiamoci gli uni degli altri per spronarci all’amore e alle opere eccellenti, non trascurando di riunirci insieme, come invece alcuni fanno abitualmente, ma incoraggiandoci a vicenda, tanto più che vedete avvicinarsi il giorno. – Ebrei 10:24,25.

Nel I secolo i cristiani erano organizzati in congregazioni e si riunivano per adorare Dio, studiare le Scritture e incoraggiarsi a vicenda (Ebrei 10:24, 25). Pronunciavano preghiere, cantavano lodi a Geova e si sottolineava l’importanza di far conoscere la volontà di Dio. Radunàti in un’atmosfera calorosa, dove si impartiva istruzione edificante, si sentivano tra loro veri fratelli spirituali. (2 Tessalonicesi 1:3;). Noi seguiamo il loro esempio e proviamo una gioia simile.

I Testimoni di Geova si riuniscono per il culto due volte alla settimana. In queste riunioni, chiamate adunanze, si prendono in esame i principi biblici e i modi per applicarli nella propria vita e nel ministero cristiano. Viene trattato un determinato argomento e in alcune parti in programma l’uditorio è invitato a commentare. Inoltre, viene impartito un addestramento specifico per essere efficaci proclamatori. A differenza di molte religioni, il programma di istruzione dei testimoni di Geova è unificato in tutte le congregazioni mondiali. La regolare compagnia di fratelli spirituali alle adunanze rafforza la nostra fede e ci rende più determinati nel vivere la vita cristiana. (Romani 1:11, 12)

Le riunioni sono una delle attività più importanti. Anche quando le circostanze lo rendono molto difficile, ci sforziamo di assistervi regolarmente. Diversi ostacoli, come il lavoro, i tanti impegni o la stanchezza dovuta alle varie attività quotidiane, rendono difficile essere presenti alle adunanze. Perciò, prendiamo sul serio il consiglio della Bibbia di non abbandonare la comune adunanza, che serve all’edificazione spirituale di ciascun membro.

Molti hanno smesso di frequentare le riunioni perché non vi trovano guida e conforto spirituale. Alcuni sostengono che se nelle congregazioni si insegnano aspetti che non ricorrono nella Bibbia è meglio abbandonare quei posti. Inoltre, se gli anziani non conoscono le scritture, e invece di incoraggiare i fratelli, li scoraggiano, è meglio andare via, piuttosto che soffrire inutilmente. Sono in tanti che lasciano la congregazione convinti di farlo per amore della verità, nel senso che per loro, la verità non è nelle congregazioni. Costoro accusano gli anziani di sbandierare Ebrei 10:24,25 ogni qualvolta un fratello abbandona le riunioni, per dimostrargli che ha torto nel disertare questi incontri. Altri sono presenti in Sala del Regno, ma con la testa vorrebbero trovarsi da qualche altra parte.

A volte il problema è che non imparano a farsi provare piacere nell’assistere alle riunioni. Le adunanze non sono una cosa facoltativa. In genere, chi assiste a una conferenza, presto dimentica quasi tutto. Prendere appunti aiuta a ricordare. Andare alle adunanze non è un rito abitudinario, si va per provare gioia. Alcuni hanno la tendenza a sottovalutare la loro presenza e la partecipazione attiva (Proverbi 27:17). Si limitano a scaldare la sedia. In realtà si prova molta soddisfazione a prepararsi il programma e a parteciparvi.

Le adunanze ci danno l’opportunità di dimostrare ai nostri fratelli che li amiamo. La nostra presenza non solo incoraggia gli altri, ma dimostriamo anche che i nostri fratelli meritano il nostro tempo, le nostre attenzioni e il nostro interesse. Chi abbandona le adunanze è come se in quelle circostanze non facesse parte del gregge. Si può dire che alcune pecore sparpagliate in pianura, facciano parte dell’intero gregge, mentre la maggior parte delle altre pecore è in collina al pascolo con il pastore?

Nessuno nega le contraddizioni che si incontrano nelle congregazioni. Farlo, sarebbe come rinnegare tutti quei passi della Bibbia dove si parla di seri problemi che si verificarono nelle primitive congregazioni. Allo stesso modo nessuno può negare la felice applicazione nella propria vita di Ebrei 10 da parte di tanti fratelli e sorelle che amano Geova e la congregazione. La congregazione non è la tomba di Dio. Di fronte a tante contraddizioni – che riguardano tutte le religioni – anziché scaricare le colpe sui nominati, molti hanno deciso che la cosa migliore sia quella di accontentarsi di ideali più modesti, avere meno pretese di cambiare il mondo e di essere più coerenti con se stessi. Se poi qualcuno vuole stare lontano da quel popolo che pretende di essere eletto e fare da sé quello che può: amen. Solo gli stupidi non conoscono difficoltà e solo gli stolti vivono senza dubbi.

Andando alle adunanze diamo a Geova ciò che merita. Inoltre, merita la nostra ubbidienza e quando lo facciamo è felice (1 Giovanni 3:22). Egli nota e apprezza gli sforzi che facciamo per non perdere nemmeno un’adunanza (Ebrei 6:10).  Gesù ribadì il concetto di stare insieme, quando disse: “Dove due o tre persone sono radunate nel mio nome, io sono là in mezzo a loro” (Matteo 18:20). Cristo “cammina in mezzo” al popolo di Dio, “tenendo le sette stelle nella mano destra” (Rivelazione 1:20–2:1). È chiaro che Geova e Gesù hanno un ruolo attivo nel rafforzarci alle adunanze cristiane.

I primi cristiani non si riunirono solo per un breve periodo dopo lo straordinario miracolo avvenuto alla Pentecoste del 33 E.V. “Continuavano a dedicarsi all’insegnamento degli apostoli e a partecipare l’uno con l’altro”, cioè a riunirsi (Atti 2:42). Il termine greco reso “dedicarsi” racchiude il significato di perseverare o persistere compiendo strenui sforzi. A causa della dominazione romana e della persecuzione da parte dei capi religiosi ebrei, per quei cristiani non fu facile frequentare le adunanze, ma perseverarono. E’ la perseveranza che viene meno in alcuni che abbandonano le adunanze.

Nessun uomo è un’isola. Si vive con gli altri e per gli altri. La fede in Dio è un’esperienza da vivere insieme. Non si è mai vista una chiesa o una congregazione nascere dal nulla. Pensate cosa accadrebbe se non ci fossero più chiese, congregazioni, sinagoghe, moschee, niente religioni, nessun libro sacro, nessun Gesù Cristo e nessun Dio. Ognuno di noi nasce e si ritrova già dentro una chiesa. Ognuno di noi vuole sapere, nella vita, per cosa vivere e per cosa spendere le sue energie. Gesù le ha spese per il prossimo. Solo dal di dentro di una congregazione o di una qualsiasi chiesa si può misurare la singolarità del cristianesimo: “Se qualcuno è unito a Cristo, è una nuova creazione; le cose vecchie sono passate, ecco, cose nuove sono venute all’esistenza” (2 Corinti 5:17).

Ogni persona che proclami di appartenere a Cristo e a Geova deve altresì appartenere alla congregazione. Chi ha scelto liberamente di dedicarsi a Dio è dedicato anche alla congregazione. Molti ignorano questo preciso dovere cristiano di essere membri attivi della comunità cristiana di appartenenza. Radunarci regolarmente con i fratelli è scritto nella Bibbia, non è un’invenzione umana. Chi asserisce di credere soltanto a quanto scritto nella Parola di Dio dovrebbe allora frequentare le adunanze insieme ai propri fratelli. Non c’è altra interpretazione.

Chi decide di star fuori dalla congregazione è lui a farlo, ponendosi al di fuori di essa e di conseguenza al di fuori dello spazio dove opera Geova. L’adunanza incoraggia chi è ai margini a essere coinvolto, favorisce l’istruzione sulla natura della congregazione. Dà l’opportunità di servire all’interno di essa nei reparti e nelle varie attività teocratiche e amministrative. Si tratta di opportunità che giovano ad altri e a sé stessi. Chi sta fuori da questa casa ha deciso di stare fuori dalla famiglia di Dio e privarsi dunque di tutti i benefici spirituali che tale associazione comporta.

Molti dei suoi discepoli se ne tornarono alle cose [lasciate] dietro e non camminavano più con lui. Perciò Gesù disse ai dodici: “Non ve ne volete andare anche voi, vero?”  Simon Pietro gli rispose: “Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. (Giovanni 6:66-69)

Un congregatore cristiano 
La casa del popolo di Geova – seconda parte

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