Non tutta la spiritualità è spirituale

Nonostante il grande interesse per la spiritualità, possiamo dire che l’uomo contemporaneo è plasmato di vera spiritualità?

Secondo il Vocabolario della lingua italiana, Treccani, la spiritualità è una “particolare sensibilità e profonda adesione ai valori spirituali”. In altre parole, la spiritualità è la caratteristica di chi attribuisce un particolare valore alle cose spirituali, dando prova di avere una mentalità spirituale.

Nell’uomo esiste la tendenza naturale ad adorare qualcosa, a cercare un significato più profondo nella vita e a stabilire un rapporto con una forza superiore. È proprio questa spiritualità che fa sorgere nella nostra mente le domande fondamentali riguardo alla nostra esistenza. Andare in cerca di risposte fa parte della natura umana (Ecclesiaste 3:11).

“Ci si può solo meravigliare per la costanza con cui l’uomo si è sforzato, nel corso della storia, di protendersi oltre se stesso. Le sue energie non sono mai state dirette unicamente a soddisfare le proprie necessità materiali. Ha sempre indagato, avanzando a tentoni, aspirando all’irraggiungibile. Questo strano e innato anelito dell’essere umano è la sua spiritualità”. (Ivar Lissner, Man, God and Magic)

Nel panorama spirituale mondiale emerge sempre più l’idea che la spiritualità non sia tanto l’esperienza religiosa quanto il desiderio di trovare pace interiore e uno scopo nella vita. Chi è in cerca di spiritualità – secondo questa tendenza –  non ha alcun bisogno di rivolgersi alla religione, perché è impossibile trovare la spiritualità in una chiesa o in un determinato credo, è sufficiente scrutare nel proprio intimo per confrontarsi con il mondo.

In effetti, la Bibbia parla in maniera appropriata dell’uomo interiore che si rinnova ogni giorno (2 Corinti 4:16; Romani 7:22). I cristiani sono stati “rinnovati nella forza che fa operare la loro mente”. (Efesini 4:23) Questa forza è orientata verso ciò che è spirituale. 

La vera spiritualità si distingue in chi ha la “mente di Cristo”

Riguardo alla differenza tra carne e spirito, Paolo scrisse: “L’uomo fisico non riceve le cose dello spirito di Dio, poiché per lui sono stoltezza”. Inoltre, Paolo chiarì che l’uomo spirituale si distingue perché ha “la mente di Cristo”, nel senso che pensa come lui e segue le sue orme (1 Corinti 2:14-16; 1 Pietro 2:21; 4:1)

L’uomo con tendenze carnali, si concentra più su se stesso che sugli altri. Invece di provare a vivere all’altezza delle norme divine, fa solo quello che ritiene giusto ai propri occhi.

Un albero, quando il suo apparato radicale è ampio e profondo, oltre alla stabilità, raggiunge dimensioni ragguardevoli. Allo stesso modo, la spiritualità di un cristiano non smette mai di crescere. Egli cerca sempre nuove opportunità per allargare i suoi confini di crescita spirituale.

Chi è spirituale non svolge le sue attività di cristiano in modo meccanico. Una persona spiritualmente forte, non fa fatica a dare risposte soddisfacenti, mentre chi non lo è, prova un certo imbarazzo perché non sa cosa rispondere.

Forse abbiamo una certa conoscenza della Bibbia e partecipiamo regolarmente alle attività della congregazione, ma queste cose in sé non ci fanno necessariamente diventare persone spirituali. O magari abbiamo già fatto un certo progresso spirituale, ma esaminandoci scopriamo che ci sono aspetti che possiamo ancora migliorare (Filippesi 3:16).

Fra i tanti aspetti che ci aiutano a crescere spiritualmente, c’è il modo come gestiamo i contrasti. Facciamo fatica a cedere, non ne facciamo passare una o siamo noti come persone che “fanno la pace”? (Giacomo 3:18). Un albero storto crescerà storto se non viene raddrizzato in tempo. Fai fatica ad andare d’accordo con un fratello? Hai avuto storie con lui e ora sei un “inattivo”? Hai preso in considerazione che forse questo fratello non ha la minima idea del perché?

E tu, caro anziano, forse dal tuo punto di vista, pensi che non si tratti di un grosso problema. E se invece hai causato un danno emotivo e spirituale con ripercussioni a lungo termine, al punto che questo fratello è diventato inattivo? Dopo un’esperienza del genere, sei convinto di essere un uomo spirituale, se non stai facendo nulla per sistemare la situazione? Sei così convinto che la tua spiritualità sia spirituale?

Puoi continuare a fare l’anziano e nulla potrà impedirtelo. Ma ricordati che la tua spiritualità rimarrà sempre macchiata. Potrai dimenticarti delle conseguenze che hai causato all’inattivo, ma l’inattivo non si scorderà di te. E forse, neanche Geova (Matt. 5:23, 24). 

Gli alberi non sono tutti uguali. Le personalità diverse sono una risorsa per la congregazione. Le differenze di personalità possono arricchire un’amicizia fraterna, ma anche essere fonte di contrasti. Un albero buono produce frutti eccellenti, mentre la vera spiritualità produce i frutti dello spirito.

Se qualcuno ci irrita, ciò che conta, non è la nostra opinione o il nostro stato d’animo, ma se lui si sta comportando in modo sbagliato dal punto di vista biblico. Sta facendo del male di proposito? O è solo una questione di personalità diverse? Come erbacce che, se non vengono estirpate, possono infestare un giardino, così i sentimenti negativi che nutriamo per gli altri cresceranno se non ci sforziamo di sradicarli.

Molti fanno confusione tra attività e inattività. Ciò che conta è se la spiritualità è attiva.  Una persona “spiritualmente attiva” sa pensare, amare e operare secondo lo spirito e non secondo la carne. La vita spirituale è il centro di comando della vita umana. Quando essa viene trascurata diventa “inattiva”.

Perciò c’è molta differenza tra “inattività” dovuta alla mancata consegna del rapporto di predicazione e spiritualità “inattiva”. Pertanto si può essere “attivi” in senso religioso ma inattivi in senso spirituale e viceversa.

Spiritualità e religiosità non sono la stessa cosa. La religione cerca Dio nell’esteriorità, la spiritualità lo cerca nell’interiorità. Comunque, pur non contrapponendosi, rimangono due modi per cercare Dio. Spirituale è dunque chi segue le orme di Cristo e agisce con la sua mente. Religioso è colui che segue i canoni della sua religione e vive secondo i suoi precetti, che non sempre sono in armonia con la mente di Cristo.

_____

SULLA SPIRITUALITA’:

I prodromi della spiritualità

La fiducia e il benessere sono due indicatori fondamentali della congregazione cristiana.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (1)

  • trismegisto

    |

    Devo farvi i miei complimenti per questo articolo veramente ben fatto, pur da inattivo che sono. Notevole l’osservazione ” si può essere attivi in senso religioso ma inattivi in senso spirituale e viceversa” bravi

    Reply

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA