«Pastori con il cuore di Geova»

Un bambino ricevette in dono una pecora e un montone. Dopo alcuni anni di premurosa cura, aveva una dozzina di pecore. Una mattina presto, mentre era ancora a letto, udì le pecore belare, ma non ci fece caso. Quando uscì, vide le pecore sventrate da cani selvatici. “Sarei dovuto uscire a controllare le pecore quando le avevo sentito belare la prima volta” disse distrutto dal dolore. Preferì rimanere a letto a dormire.

 Questa esperienza realmente vissuta, ci rimanda al ruolo biblico del pastore: nutrire le pecore e proteggerle. In congregazione non è sufficiente che gli anziani insegnino dal podio, devono anche proteggere i fratelli dai pericoli. Purtroppo, a volte, i cani randagi, i lupi famelici o altre bestie selvagge, sono proprio alcuni pastori, che maltrattano le pecore, le ingannano e le trascurano. Al tempo di Geremia c’era una sconcertante situazione di abbandono del popolo di Dio (Ger 23:1-4).Geova sostituì i pastori-cani con pastori che avevano il suo cuore (Giov 10:11-15). Oggi, i pastori moderni imitano il “Pastore eccellente”, Cristo Gesù. Pietro non esclude che ci sarebbero stati pastori che avrebbero “signoreggiato” in modo disonesto, altrimenti non avrebbe scritto l’avvertimento in 1 Pt 5:2,3. In che senso i pastori moderni hanno “il cuore” di Geova?

Lo si nota dall’atteggiamento. Geova raduna e non disperde; pasce le pecore e le protegge; è stato disposto a pagare un prezzo altissimo per il loro benessere eterno: il sangue prezioso di suo Figlio (1 Pt 1:18,19). Chi ha il “cuore” di Geova è disposto a grandi sacrifici per amore delle pecore. I veri anziani non sono negligenti, pigri e irresponsabili. Sanno cogliere qualsiasi segno di sofferenza. Quando sentono una pecora belare, accorrono immediatamente. Non stanno a letto a dormire e non si alzano quando ormai le pecore sono state sventrate.  Inoltre, ricercano con attenzione chi è sfuggito alla loro vigilanza. Non condannano né criticano chi è “lontano”. Non rinunciano alla ricerca dopo il primo sforzo. Chi si è perso e ha il cuore afflitto sarà attratto da chi ha “il cuore” di Geova. Ne riconosce il padrone e la sua voce.

Chi ha “il cuore” di Geova cerca il bene negli altri, a meno che non ci siano chiare prove che una tale persona è impenitente e ha il cuore rivolto al male. Ma questo è un altro discorso. I pastori pensino prima al benessere delle pecore, il resto si vedrà.

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Commenti (1)

  • Fabrizio

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    E vero,conosco vari pastori che usano il podio per signoreggiare addirittura lo usano per farsi beffe per chi soffre, avendo prima patteggiato, non mi risulta che Gesù si comportava in questo modo

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