Perché esistono opinioni contro i vaccini?

Un nostro articolista ripercorre lo sviluppo storico, politico e religioso dei vaccini e  l’atteggiamento antidemocratico delle istituzioni che, secondo alcuni, possono avversare la libertà individuale di scelta. Lo pubblichiamo, pur rimanendo convinti che il nostro sito non nasce per discettare di questi argomenti spesso controversi. E continueremo su questa linea. Ci fidiamo dell’obiettività e della preparazione del nostro articolista a beneficio di un’idea allargata di conoscenza da una parte e di chiusura ai pregiudizi dall’altra. (i.i) 

Racconta la storia che tutto ebbe inizio nel 1722 con un sermone infuocato pronunciato in una chiesa londinese e in seguito stampato per essere diffuso in Inghilterra e nel Nord America. Tutto a causa dell’epidemia di vaiolo che colpì molte città e di una pratica pericolosa e diffusa per contrastarlo: la vaiolizzazione.

Il motivo principale delle reazioni contro la vaccinazione anti-vaiolosa, era di natura religiosa. Si credeva che questi eventi naturali fossero voluti da Dio e che spettava lui decidere chi dovesse morire e chi potesse sopravvivere.

A queste reazioni si unirono quelle della classe medica che considerava la pratica della variolizzazione pericolosa per la salute, contraria alla medicina e priva di basi scientifiche. Questi movimenti di opinione continuarono per tutto il secolo scorso, pur se in forma minoritaria e poco incisero sulla diffusione dei vaccini.

L’introduzione di nuove scoperte tecnologiche e di moderne terapie farmacologiche suscitano quasi sempre diffidenza. Chi scrive, malato cronico, fa uso regolarmente di farmaci contro il diabete, l’ipertensione e la depressione, e ha dubbi al riguardo, non per l’efficacia in sé dei farmaci (ne assume 6 + 2 tipi di insulina), quanto per gli effetti collaterali. Il problema è che se non faccio l’insulina il rischio di morte è altissimo. E quindi, che mi piaccia o no devo farmi le mie quattro dosi giornaliere bucandomi la pancia come un drogato si buca il braccio.

I vaccini costano poco, sono semplici da somministrare, spesso sono molto efficaci e non sempre hanno effetti collaterali gravi. Perché, dunque, questa diffusa opposizione, in particolare sui social?

La vaccinazione viene somministrata a una persona che sta bene per prevenire un ipotetico rischio di contagio. Essa comporta dei rischi e causa un certo disagio che altera la percezione del rapporto rischio/beneficio come inaccettabile.

La vaccinazione è una questione personale e assume importanza quando diventa un’azione collettiva. Per vaccinare l’intera popolazione è necessario che le autorità governative e sanitarie emanino leggi o regolamenti che obblighino o invitino a farsi vaccinare. Ciò scatena rifiuti individuali e collettivi legati sia alla sensazione di perdita della libertà individuale sia a quella che è considerata un’intrusione del pubblico nella sfera privata.

Comunque i conoscitori della materia, confermano che l’opposizione verso la vaccinazione è il risultato di complessi cambiamenti culturali, mutamenti del concetto di autorità, del rapporto medico/paziente e del facile accesso a notizie diffuse in rete.

Le nuove generazioni di genitori non hanno più la pallida idea di cosa sia stata in passato la poliomielite, la pertosse, il morbillo, la rosolia e gli orecchioni. S tratta di malattie per lo più debellate grazie a una vaccinazione di massa. Questi risultati vengono oggi percepiti come una routine pediatrica e non più come un pericolo mortale. I vaccini sono, paradossalmente, vittime della loro stessa efficacia.

A causa dell’amplificazione mediatica si tende a ‘gridare’ le complicanze dei vaccini. Fa più notizia una persona deceduta a causa degli effetti collaterali del vaccino che un milione di “protetti”. Tra i movimenti di opposizione c’è la convinzione dell’inefficacia dei vaccini e i timori sulla loro pericolosità.

La pandemia da Covid-19, scoppiata nel gennaio del 2020 non è l’unica. “Negli ultimi centocinquant’anni si sono susseguite continue ondate di paure collettive innescate da segnalazioni di complicazioni ed effetti collaterali causati da particolari vaccini, fobie alimentate da documentari televisivi, articoli di quotidiani e azioni legali intentate da associazioni della società civile verso i fabbricanti dei vaccini”. (I vaccini fanno bene, perché dobbiamo credere nella scienza per difenderci da virus e batteri, Forni-Mantovani- Moretta-Rezza, La nave di Teseo, 2020).

Ogni sorgere di epidemie, i governi e le autorità sanitarie, istituiscono dei comitati tecnici scientifici (CTS) per gestire al meglio il programma anti virus. “Per autorevoli che siano le valutazioni che fanno e i dati forniti, sembra pressoché impossibile rimuovere il sospetto che queste smentite ufficiali siano il frutto di manipolazioni interessate e di complotti globali” (Ibidem, cap. 5b).

Numerose ipotesi e teorie fatte attribuiscono la causa prima degli eventi umani a complotti, elaborati dai media per fare impressione sull’opinione pubblica. “Una forma particolare della teoria della cospirazione è quella per cui le imprese produttrici di vaccini corrompano medici, operatori sanitari e governi per diffondere la vaccinazione nascondendone la pericolosità. L’informazione televisiva e dei giornali a favore dei vaccini sarebbe stimolata dai finanziamenti, più o meno occulti, delle ditte produttrici dei vaccini. Scandali e corruzione legati al commercio dei vaccini, alla loro somministrazione da parte degli operatori sanitari e alla loro conservazione sono stati evidenziati dai media e dalle autorità giudiziarie, ma non più che in altri campi (Ibidem, GRIGNOLIO, 2016)

Come introdotto nell’articolo, la variolizzazione e la vaccinazione antivaiolosa apparivano come interferenze intollerabili con la volontà divina e l’ordine della natura. Una simile concezione della natura come un ordine buono, considera i vaccini come un’inaccettabile interferenza (GRIGNOLIO, 2016).

(Vedi l’articolo: Gli ultrà della fede e il virus di Dio come punizione).

Oggi, a parte alcuni esaltati religiosi, la pandemia non è più vista come un’occasione di pentimento e redenzione, ma viene considerata come un’occasione naturale per interrompere le abitudini consolidate, uno stimolo alla maturazione individuale, un diverso stato del corpo, e un modo naturale per rafforzare le difese immunitarie. Comunque, secondo questa opinione molto diffusa, le malattie infettive si possono evitare semplicemente vivendo in modo più naturale, con una migliore alimentazione e adottando migliori stili di vita.

La difesa della libertà individuale

Lo stesso libro, ci informa che per quanto riguarda le vaccinazioni, le diverse autorità nazionali e regionali hanno assunto nel tempo atteggiamenti diversi: dallo scontro alla capacità di aggirarlo riuscendo a limitare il rifiuto del vaccino a una minoranza di persone, minoranza che, grazie all’immunità di comunità, risulti tollerabile.

In genere, la libertà individuale di rifiutare la vaccinazione va rispettata fino a quando: questa scelta non metta in serio rischio il benessere della comunità; la decisione di non vaccinarsi sia basata su una vera convinzione e non sia frutto di ignoranza e sciatteria di comportamento; si tengano costantemente in considerazione le più recenti e più autorevoli conclusioni della ricerca scientifica.

È normale che i movimenti che si contrappongono al potere, argomentano con aggressività e diffondono le ragioni della paura e dell’obiezione con un entusiasmo e un fervore quasi religioso. Atteggiamento che contrasta con la pacata e documentata risposta delle istituzioni e degli esperti. Ad eccezione dei tanti virologi televisivi di cui ormai sono diventati indigesti alla maggior parte dei cittadini.

Il Web e la lotta ai vaccini

I movimenti di opinione che avversano i vaccini erano agli inizi pochi a causa della scarsità di contatti con il grande pubblico. Con Internet hanno trovato un mezzo molto efficace per diffondere le loro idee. In Italia i siti anti-vaccinazione sono più numerosi dei siti favorevoli alla vaccinazione. Questo la dice lunga sulla diffusione on line di questi movimenti.

Su Facebook c’è il gruppo nazionale Coordinamento del movimento italiano per la libertà di vaccinazione (COMILVA, 2017), uno dei più attivi gruppi anti-vaccino. (Vedi il sito ufficiale COMILVA).

L’opposizione ai vaccini costituisce quindi un problema reale e complesso che persisterà per molto tempo, se non diventerà ancora più acuto. La storia delle settecentesche epidemie di vaiolo insegnano che quando il pericolo di una epidemia viene realmente percepito dalla popolazione, le obiezioni alla vaccinazione scompaiono come neve al sole, sostituite dall’affannosa corsa al vaccino.

La difficoltà di fare accettare i vaccini nonostante il rischio/beneficio non dovrebbe essere sottovalutata, ma considerata attentamente per dare e avere un’informazione possibilmente più accurata e veritiera, scalfendo o aggirando convinzioni emotivamente radicate.

Dai racconti dei Vangeli, Tommaso si fa notare per il suo carattere piuttosto impetuoso nell’esprimere i suoi sentimenti e nell’esternare i suoi dubbi. Comunque, una volta dissipati questi dubbi, non esita a manifestare le sue convinzioni.

Ragionevole dubbio

Inattivo.info ha scritto molto su argomenti come i dubbi. (Vedi Fede, dubbi e ragione) Abbiamo scritto che in alcuni casi il dubbio è una virtù quando c’è da contrastare la presunzione. Non tutti i dubbi sono dannosi. Prima di credere in qualcosa a volte bisogna aspettare finché non si è sicuri dei fatti. Fra le tante cose, abbiamo detto che Dio dialoga, la religione monologa. Geova ci ha insegnato che gli strumenti del dialogo sono le parole, per numero e qualità. Non a caso ha fatto scrivere la sua Parola. Gli uomini di poche parole, in genere hanno poche idee.

Dialogare con chi la pensa diversamente, nel rispetto delle proprie convinzioni, senza ostilità e pregiudizi, arricchisce e aiuta a crescere e soprattutto mira a comprendere le ragioni diverse delle proprie e a rispettarle. Ho voluto scrivere il sottotitolo con l’aggettivo: ragionevole, perché il dubbio deve essere assennato e si lascia guidare dalla ragione. Il dubbio è uno stato momentaneo di incertezza cui è difficile fare una scelta.

I dubbi vanno affrontati e risolti. Una volta superati non vanno ripresi e ribaditi. Il dubbio è sciolto o non lo è. Non può esistere fino alla fine della propria vita. La Bibbia, riferendosi ai dubbiosi dice che sono come onde agitate da “ogni vento d’insegnamento per mezzo dell’inganno degli uomini”. (Efesini 4:14; 2 Pietro 2:1) Invece quelli che hanno trovato le risposte alle loro domande lo si nota perché possono stare “fermi nella fede” senza mai più dubitare e vacillare. (1 Corinti 16:13).

Ribadiamo il punto di vista dei Testimoni di Geova sui vaccini: è una scelta personale.

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Commenti (1)

  • Marco Comencini

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    ESITAZIONI

    Vorrei fare un distinguo tra chi ha una sincera esitazione nel vaccinarsi e chi invece decide di non vaccinarsi per scelta ideologica. Chi esita è incerto, avanza alcune perplessità e non ha ancora deciso quale scelta fare, l’una o l’altra.

    Sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a proposito dell’esitazione vaccinale, si legge che è un fenomeno esistente sin dalla prima disponibilità del vaccino, amplificata dalle informazioni contrastanti che si possono recepire su Internet, motivazioni che in molti casi non hanno niente a che fare con i vaccini.

    L’esitazione vaccinale viene applicata, secondo l’OMS, a quanti ritardano nell’adesione o si rifiutano di vaccinarsi. Il consiglio dell’OMS? «È indispensabile avere una maggiore capacità analitica per individuare le aree in cui si crea l’esitazione». Le aree individuate sono essenzialmente tre: capire cosa determina una esitazione; facilitare l’adesione ai vaccini; valutare gli strumenti necessari per contrastare questo fenomeno.

    Gli esitanti, vanno capiti, perché si trovano in mezzo ai favorevoli che sono la maggioranza e agli sfavorevoli ai vaccini, che sono i più tenaci e più rumorosi. I metodi di questi due gruppi di persuadersi a vicenda a cambiare idea sono inutili. L’unica cosa ragionevole è concentrarsi sugli esitanti. Non stigmatizzandoli, ma favorendone un dialogo costruttivo con lo scopo di capire le loro perplessità e saper offrire spiegazioni rispettose e pratiche. Queste persone non necessitano di leggi e DPCM per costringerli a vaccinarsi. Anzi, si ottiene l’effetto opposto.

    Bisogna portare alla loro attenzione esempi positivi da emulare. Con gli esitanti bisogna essere chiari e avere prove solide a sostegno della propria tesi. Da non sottovalutare la pressione martellante a cui sono sottoposti, in particolare da quella dei gruppi no vax. Non serve osteggiarli, anzi è preferibile smorzare i toni della discussione. Gli esitanti devono sentirsi parte attiva nella comunità, non membri che subiscono passivamente le decisioni altrui. Si deve mostrare rispetto e dare fiducia nei valori in cui credono.

    Il problema degli incerti è quello di rimanere incerti in una mix zona non operativa, inattiva. Devono decidersi cosa fare della loro vita, è il momento di prendere posizione, giusto per capire la loro scelta. Una volta fatta la scelta con ponderazione, senza agire con leggerezza e averci riflettuto sui pro e i contro di una vaccinazione è giusto che altri rispettino la loro decisione, a prescindere quale essa sia. Non sarebbe corretto cercare di influenzarli, in un modo o nell’altro, con idee personali. (MARCO COMENCINI)

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