Perché fai fatica a cambiare idea?

Ti è capitato di convincerti di una idea o di una opinione e restare fermo nei tuoi convincimenti, anche in buona fede, nonostante l’evidenza dimostri che ti stai sbagliando?

Due anziani ti hanno parlato del problema, ma tu persisti con i tuoi ragionamenti e sei convinto che la cosa migliore sia lasciare la congregazione. È vero, tutti noi siamo consapevoli di quanto sia difficile ascoltare qualcuno che “smonta” una convinzione diffusa a noi cara.

All’inizio della visita ti sei predisposto ad ascoltare con obiettività, convinto della bontà delle tue idee e che in un modo o nell’altro saresti riuscito a confutare ogni tesi. Con tua sorpresa ti accorgi che la conversazione procede in maniera equilibrata dove le due posizioni permangono tali e quali. A questo punto succede qualcosa di strano. Cosa?

Il tuo cervello inizia a disconnettersi dall’ascolto altrui. Si prosegue la conversazione tra “sordi”. Alla fine ognuno prende atto di questa incomunicabilità e rimane nella sua posizione. E il bello è che ognuno è convinto che l’altro sia cocciuto e testardo nel non volere ascoltare.

E se fossi tu vittima di quello che gli studiosi chiamano “pregiudizio di conferma”? Ovvero la tendenza a ricercare e valorizzare informazioni che confermano ciò di cui sei già convinto, ignorando, sminuendo o evitando le evidenze contrarie.

Con ogni probabilità il tuo cervello, senza che tu te ne renda conto, ricerca, seleziona e in particolare presta attenzione a quelle informazioni che confermano le tue opinioni trascurando le altre contrarie.

Il pregiudizio di conferma o bias, letteralmente “linea obliqua”, derivante dal latino bifax (“doppia faccia”) è un meccanismo mentale usato in psicologia nel significato specifico di pregiudizio, interpretazione arbitraria, distorsione.

E cos’è il pregiudizio se non un’anticipazione di un giudizio di parte? Dal punto di vista emotivo esso poggia su motivazioni e convincimenti personali maturate nell’appartenenza a un gruppo etnico, sociale o religioso.

Nell’approcciarsi con chi la pensa diversamente è necessario essere profondamente convinti del nostro credo. Non possiamo permetterci di cambiare opinione ogni volta che discutiamo con chi la pensa diversamente. Una forte convinzione obiettiva ed equilibrata delle nostre credenze è positiva perché rafforza la nostra identità cristiana e di testimoni di Geova.

Secondo una ricerca congiunta di due università londinesi, in questi casi i neuroni si disconnettono, è come se il nostro cervello si spegnesse. Inoltre, è emerso che le nostre convinzioni creano una specie di filtro neuronale che sbarra la strada alle opinioni diverse e la apre a quelle che ci sono più congeniali.

Non è un caso, che molti si “abbeverano” alle fonti che più sostengono le loro opinioni. Difficilmente cliccano su siti che sono opposti alla loro visione e se li visitano lo fanno solo per criticare o per vedere quell’informazione che secondo loro è sbagliata.

Ognuno attinge nel pozzo che più lo disseta. Il cristiano sa che “Il consiglio nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà”. (Proverbi 20:5) Come indica questo proverbio, il discernimento è necessario per far esprimere a una persona i pensieri e i sentimenti che custodisce nell’intimo del suo cuore, uno sforzo simile a quello che occorre per attingere acqua da un pozzo. È così in quasi tutti i campi della vita. Ogni essere umano è invitato a bere dalla Bibbia la straordinaria acqua della vita eterna. (Rivelazione 22:17; Giovanni 4:14).

In conclusione se le tue opinioni sono state dissonanti con quelle degli anziani che ti hanno parlato, sappi che certe barriere si possono superare e non sempre ciò crediamo è in realtà giusto, forse sei stato vittima del pregiudizio di conferma.

Così come il cervello filtra le informazioni che più ci sono affini, così le smentisce. Immaginate quale sforzo incredibile deve fare per accettare una opinione contraria.

“La formazione di una convinzione è un processo estremamente complicato e ancora in gran parte misterioso, ma possiamo dire che una volta formata, la natura umana tende a renderla granitica. Non prendiamocela troppo con i testardi dunque, e salutiamo come eroi quei pochissimi capaci di cambiare opinione”. (Giordano Tedoldi, Il cervello si spegne per non cambiare idea, Libero 31 marzo 2021).

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Approfondimento:

Psicologia Perché è così difficile cambiare idea?

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