Perché la memoria è importante per stabilire se certe storie raccontate sono vere o false? / terza parte

Lo sapevate? Ogni anno si svolge il campionato del mondo di memoria. A fine novembre di quest’anno si è tenuto in una località cinese e il campione del mondo di memoria è un giovane italiano. Le discipline dei Campionati Mondiali sono dieci: si memorizzano immagini, carte da gioco, parole, nomi e volti, numeri sotto dettatura, ecc., con diversi tempi e modalità. (Vedi agenzia adnkronos)

Addirittura esiste un portale dove si può allenare la memoria chiamato memocamp. Il nostro cervello continua ad affascinare e sbalordire i ricercatori. Esso è stato creato per imparare sempre, più conosce più impara a conoscere.

La Bibbia ha molto da dire sulla capacità umana di conservare tracce della propria esperienza e di servirsene per relazionarsi al mondo e agli eventi futuri. La funzione con cui si esprime la memoria è il ricordo, mentre la scomparsa di esso determina l’oblio. Ad esempio, Geova ‘non ricorda’ i peccati, ma si ricorda di ciascuna persona.

“Ricordare” può significare molto più che semplicemente richiamare alla mente il passato. Spesso implica un’azione, un “agire”. Perciò, Geova non ricorda i peccati, nel senso che non agirà contro l’uomo a motivo di quei peccati, per esempio accusandolo o punendolo. Mentre, si ricorda di ognuno in quanto ci aiuta a soddisfare le nostre necessità quotidiane, sostenendoci nelle prove e liberandoci durante i suoi giudizi.

Dio conserva nella sua illimitata memoria “i giorni” in cui aveva sostenuto i sui servitori nelle prove (Ebrei 10:32). Vuole che anche noi facciamo altrettanto.

Inoltre, la Bibbia ci ricorda di ricordare Geova. Lui vuole che non ci dimentichiamo di servirlo con lealtà. Ci ricordiamo di qualcuno perché è importante per noi. Dimenticare porta all’ingratitudine, non dimenticare aiuta a perseverare. Ecco perché Dio non desidera che diventiamo ‘uditori dimentichi’ di tutto quanto fa per noi quotidianamente (Giacomo 1:25).

Geova mise ripetutamente in guardia Israele dicendo: ‘Non devi dimenticare’ (Deuteronomio 25:19). Non che si aspettasse che ricordassero tutto alla perfezione. Ma non dovevano farsi prendere a tal punto dalle attività personali da mettere nel dimenticatoio ciò che Geova aveva fatto per loro.

Se da una parte ‘Non devi dimenticare’ dall’altra Dio promette che le “cose precedenti non saranno ricordate” (Isaia 65:17). In realtà, ciò che sarà dimenticato saranno le cause dei ricordi dolorosi — le sofferenze fisiche, mentali ed emotive — le quali non esisteranno più. Gli esseri umani fedeli godranno appieno la vita e giorno dopo giorno avranno piacevoli ricordi da custodire.

Semmai sono da dimenticare le cose insignificanti. Infatti, la mente ha la capacità di sfoltire le informazioni inutili o datate.

Senza memoria non c’è testimonianza. Ma non sempre la memoria testimonia quanto sia effettivamente accaduto. La memoria può inibire i ricordi, modificarli o falsificarli. Non esiste una sola memoria, ce ne sono di molti tipi.

LA MEMORIA SEMANTICA. Conserva il significato delle informazioni. In essa sono contenuti i concetti che permettono di percepire e identificare i fatti, gli episodi e gli eventi specifici.

MEMORIA AUTOBIOGRAFICA. Permette di identificare chi siamo, le nostre caratteristiche, qual è la nostra storia, i nostri familiari.

LA MEMORIA CHE TESTIMONIA O EPISODICA. Si tratta di un tipo di memoria che può essere a lungo termine e può essere illimitata, a breve termine che può ricordare ad esempio un massimo di 5 numeri del telefono, che vengono subito perduti.

LA MEMORIA RICOSTRUTTIVA. Semplicisticamente simile a una cinepresa dove l’occhio vede e la memoria registra. In realtà i dati della memoria sono suddivisi in diverse zone interconnesse fra loro in modo complesso. Si riferisce alla vita di ogni giorno, ricostruisce il passato e progetta il futuro. Certi scenari mentali che non si ricordano o se ne ricordano alcuni frammenti, possono essere ricostruiti e manipolati con l’introduzione di elementi suggestivi.

Con la distorsione mentale per mezzo di suggerimenti si possono costruire teorie che non hanno riscontro nella realtà, inducendo la mente a credere che quei ricordi siano veri, anche se mai vissuti. Che l’informazione fuorviante modifichi il ricordo è accettato scientificamente.

Quando una persona non ricorda un fatto che non ha vissuto, per modificare il suo ricordo e indurlo a credere che l’abbia realmente vissuto si fa credere, per mezzo di immagini, che altri ricordano quell’episodio. La persona si convince così che abbia vissuto quell’evento che non ha mai vissuto.

Questi sono soltanto alcuni tipi di memoria che possono ingannare la mente e spingerla a raccontare o credere a storie mai vissute o accadute. Perciò prestate attenzione a quanto, inconsapevolmente, sinceramente o artatamente si racconta in giro sui testimoni di Geova. Anche noi ci troviamo a valutare scrupolosamente certe esperienze che ci arrivano, per capire quanto siano simili alla verità.

La capacità di memoria del DNA

Difficilmente si possono ricordare a distanza di anni i fatti così come sono realmente accaduti. Non ce ne vogliano i nostri lettori se con certe storie usiamo cautela nel proporveli su questo sito.

Noi non siamo esperti in materia, ma abbiamo una certa conoscenza ed esperienza. Eppure, in passato anche noi siamo cascati nell’errore. Per tutti questi motivi che vi abbiamo elencato, abbiamo deciso di scrivere una serie di articoli sulla psicologia della testimonianza, semplici suggerimenti presi da fonti esperte e sicure, e che per primi noi cerchiamo di mettere in pratica per capire fin dove si riesce a capire se una storia sia vera, metà vera o del tutto fuorviante.

La prossima volta vedremo quanto sia attendibile una storia così come ci viene raccontata.

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Vedi anche: 

  • Gli smemorati di Collegno. I vuoti di memoria avvengono quando si verificano delle anomalie. Purtroppo, tali anomalie si verificano anche all’interno delle congregazioni, dove alcuni smemorati ‘collegnesi’, si sono dimenticati dei loro ‘fratelli lontani’. 

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