Perché leggi Inattivo.info?

Senza lettori non c’è letteratura e nemmeno può avere consistenza un sito o un blog

Per noi di Inattivo.info affrontare il problema di cosa e di chi scrive significa mettere in discussione il concetto di lettura di coloro che ne sono partecipi. La lettura copre un’area di esperienze ben più ampia di quella della scrittura e di chi scrive.

Un buon lettore si rende conto di quali testi vorrà leggere e il criterio di lettura che vorrà seguire. Il suo scopo è di rendere proficuo il materiale di lettura. Leggere è diverso dallo scrivere. La “superiorità” dello scritto rispetto alla lettura si basa sul fatto che il suo scopo mira a un risultato che lasci una traccia di sé.

Per noi di Inattivo.info non implica uno stato di soggezione passiva. Anzi, la prospettiva può essere ribaltata: è il lettore che stabilisce se quell’articolo va letto oppure no. Noi possiamo considerare i nostri articoli un dono, ma il lettore le apprezza quando ottiene qualcosa che non ha e di cui ne avverte la mancanza.

Se dopo aver letto le prime righe di un articolo, chi ci legge ritiene che la lettura non gli procuri nessun vantaggio è libero di smettere di andare avanti, anche perché la lettura esige tempo, implica sforzo di concentrazione e un dispendio di energie mentali.

Capita anche che un lettore si accorga di aver sbagliato articolo e può sentirsi defraudato del tempo che possiamo avergli sottratto. Tuttavia, non obblighiamo nessuno a leggerci né lo costringiamo ad adottare il nostro criterio di lettura.

Leggere implica un abbandono provvisorio della volontà alle idee altrui, un modo per confrontarsi e misurarsi. Questo stato di complicità rende più produttiva la lettura. Il piacere di leggere risiede dunque nella compresenza di un autore e di un lettore e nella reattività al testo.

Quando un nostro articolo piace, si considera il tempo dedicato redditizio e si riconosce il merito all’autore e ciò tranquillizza il lettore a non rivaleggiare o competere.

Come si dovrebbe leggere un nostro articolo?

In genere, chi si accosta al nostro sito e legge i nostri articoli è perché li ritiene adatti ai propri bisogni e alla fine ne esce gratificato. Smettere di leggere implica la sgradevole ammissione di aver sbagliato scelta e perduto tempo. Si tratta comunque di una veduta parziale perché ciò che interessa potrebbe trovarsi più avanti nell’articolo o in altri articoli pubblicati in passato.

Di solito, chi è abile nel comunicare riesce a catturare una tale attenzione da motivare il lettore a continuare a leggere e a stipulare un patto di fiducia con chi scrive: “Io dedico il mio tempo e tu mi edifichi, altrimenti smetto di farmi sedurre e valuto se quanto scritto è funzionale e veritiero”. Le conseguenze oscillano tra l’accettazione e l’indifferenza.

Le emozioni con le quali, a volte, accompagniamo un testo aprono una visione diversa dei fatti che si conoscono e dei concetti che vogliamo trasmettere. Persuadere vuol dire argomentare. E gli argomenti vanno sezionati e analizzati. Dopodiché c’è l’accettazione o il rifiuto.

Comunque, uno scritto contraddittorio, per quanta forza convincente possa avere, può lasciare indifferente il lettore. Anzi, può concentrarsi più sui difetti che sui pregi. Invece quando l’articolo attrae genera entusiasmo.

Se chi scrive è incomprensibile, il suo scritto è un fallimento. Per questa ragione bisogna tener conto delle capacità di chi legge e di cosa conosce. La semplicità e la praticità rendono il testo facilmente leggibile.

Non capire la tipologia del lettore vuol dire sbalzarlo fuori dal suo mondo abituale. Ad esempio, noi di Inattivo.info ci rivolgiamo ai proclamatori inattivi e ai responsabili delle comunità. Pertanto usiamo un linguaggio che sia comprensibile e adatto ai bisogni.

Stiamo molto attenti a non riproporre la stessa zuppa perché provoca un effetto controproducente. Il successo dipende dalla variazione di esposizione dei fatti e dalle novità che si imprimono a quanto già si conosce. Se ciò che si legge non muta in nulla, alla fine lascia solo indifferenza. Un articolo che non arricchisce impoverisce.

In questi casi il lettore può assumere un atteggiamento di superiorità verso l’autore, convinto di avere ottenuto meno di quanto si aspettava, anche se spesso le critiche sono eccessivamente severe.

Per noi, la lettura è produttiva quando appaga i desideri e soddisfa le aspettative. In questo caso le critiche si spengono e aumenta il desiderio di soddisfazione. In conclusione, l’effetto positivo cui noi miriamo consiste nel potenziare le qualità del lettore e rafforzare la giusta percezione dei fatti che hanno relazione con la verità.

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