Perché piace parlare più di aspetti negativi e meno di quelli positivi?

Abbiamo tutti una mente negativa che memorizza di più gli eventi traumatici e le debolezze altrui rispetto alle cose positive, condizionando il nostro giudizio e le nostre scelte.

Sin da piccoli impariamo quando una cosa è male e quando è bene. E quando bene e male si equivalgono, siamo spinti a scegliere il male. Le esperienze negative hanno il potere di plasmare la nostra mente e di ricordarle più delle esperienze felici. Si ricordano di più i problemi e i dissidi tra fratelli che le cose buone vissute insieme. Basta stare un po’ di tempo sui social per rendersi conto quante considerazioni negative sono fatte sulla nostra religione. Questo succede perché, oltre ad avere un impatto maggiore sugli altri, le informazioni negative sono elaborate in modo più approfondito.

I racconti e le impressioni positive non creano scandalo, non suscitano particolare interesse e a nessuno viene voglia di approfondirle e di pubblicizzarle. Un fatto sensazionale attira curiosità morbose. E’ la legge del giornalismo, dove molti fanno a pugni pur di avere la notizia di prima mano e in esclusiva.

Se mettete in una bilancia simbolica, da una parte le storie positive e dall’altra quelle negative, vi accorgerete che il peso della bilancia pende da una parte: quella delle storie negative. Sembra strano, ma in casi come questi (con la forza dei numeri) il male ha un peso maggiore del bene. Persino le parole per descrivere il male sono più numerose di quelle per descrivere il bene. Alcuni esperti hanno calcolato che servono cinque emozioni positive per far fronte a una emozione negativa. Con questo non vogliamo dire che il male trionferà sul bene e che viviamo in una società tenebrosa, dove il male si annida dappertutto. Stiamo facendo una considerazione di come il nostro cervello sembra codificato a rispondere di più alle cose negative che a quelle positive. La Bibbia chiama tutto questo: imperfezione, la cui inclinazione del cuore di ogni uomo è quella di nutrire cattivi pensieri (Genesi 6:5).

Il male attrae l’attenzione delle persone. Si passa molto tempo a visualizzare immagini negative e a parlare di fatti ostili e riprovevoli. Fateci caso, se una persona disonesta compie un’azione buona rimane nell’immaginario collettivo una persona disonesta. Al contrario, una persona onesta che compia solo un atto disonesto, viene subito classificata tra i disonesti. Vi riveliamo una ricerca fatta sulla lettura dei nostri articoli. La maggior parte degli articoli di taglio positivo che riguardano i tdG e la loro organizzazione sono i meno letti. Gli articoli pubblicati che mettono in risalto fatti negativi e incongruenze dei tdG hanno dei picchi alti di visualizzazioni. Sono pochi gli articoli che descrivono positivamente i tdG ad avere una percentuale alta di letture.

Nel bene o nel male, purché se ne parli”.

 (Oscar Wilde)

Non meravigliamoci più di tanto. Di fronte all’evidenza dei portenti che compiva Gesù, i farisei di quel tempo non accettavano né condividevano tutto il bene che Gesù compiva. Cercavano in tutti i modi che Gesù facesse qualcosa di sbagliato per condannarlo. Non guardavano il bene, si lasciavano condizionare dal male e nemmeno di fronte all’evidenza accettavano il bene che Gesù faceva. Insomma, parlare male dei testimoni di Geova fa audience, tanto per usare un termine televisivo. Non è un caso che nel mondo dell’editoria impazzano i giornali spazzatura, quelli impregnati di gossip. Se parliamo male dei tdG ci accusano di fare il gioco degli apostati e degli oppositori. Se diamo spazio ad articoli che descrivono bene i tdG e la loro organizzazione, ci fanno presente che li incensiamo troppo. Le persone non sono poi tanto diverse da quelle del I secolo. Giovanni il Battista non mangiava e non beveva e dicevano che aveva un demonio. Gesù mangiava e beveva con la gente e dicevano che era un ghiottone, amico di esattori di tasse e peccatori. (Matteo 11:18,19)

Le persone non saranno mai contente, perché tendono a soffermarsi di più sulle cose negative che su quelle positive. Amen!

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