PESCI MORTI

Non seguire quella corrente che trascina con sé pesci morti

Con la frase non seguire la corrente ci riferiamo a coloro che fanno parte della stessa fede e che seguono il pensiero prevalente degli oppositori. Si tratta di una tendenza a considerare corretta l’opinione della maggioranza e che viene sfruttata, facendo leva sui pregiudizi e i sentimenti.

Le troppe informazioni non favoriscono la voglia di analizzarle e le accettiamo acriticamente. Un tempo, essere controcorrente costituiva un titolo di merito, se portava a risultati inediti. Se poi il pensiero controcorrente era anche ben argomentato diventava meritevole di fiducia.

Oggi si preferisce seguire la corrente per avere un alibi onde evitare ogni responsabilità. Non è questo il metodo efficace per misurare la verità. In passato sono state accettate idee di ogni sorta che col tempo si sono dimostrate false. Tuttavia, la gente continua a seguire la corrente, a omologarsi.

In effetti, però, non tutti fanno queste cose. E anche se le fanno, non è una buona ragione perché le facciate anche voi. Una buona regola di condotta generale è il consiglio dato in Esodo 23:2: “Non devi seguire la folla per fini empi”. Seguire ciecamente la corrente può avere gravi conseguenze. È meglio perciò seguire i princìpi biblici.

La causa più comune dei pesci morti è l’avvelenamento, che in genere si trova a monte e non ad ogni ansa del fiume, dove la corrente trascina e ferma sulla riva le carcasse dei pesci avvelenati.

Pesci vivi che vanno incontro alla morte

Sono quelli con la sindrome del salmone. Molti internauti TdG si vantano di andare controcorrente, di criticare l’organizzazione e di credersi riformisti con la lente d’ingrandimento rotta. Lottano, a loro dire, contro le ingiustizie, gli errori dottrinali e le decisioni sbagliate del Corpo direttivo.

Assumono un tono autoritario e saccente nel sentenziare contro qualsiasi cosa viene fatta nell’organizzazione. Farisei di vecchia data, che se potessero mettere a morte gli otto di Warwick, lo farebbero con lo stesso odio della folla gerosolomitana del I secolo che mise a morte Gesù.

Poveracci, non sanno che il salmone va controcorrente percorrendo centinaia di chilometri per deporre le uove e poi esausto a morire. Piuttosto seguite la “via che non ha uguali” (1 Corinti 12:31).

Il vincolo che unisce i veri cristiani non sono le cattive compagnie di 1 Corinti 15:33, quelle che guastano il rapporto con Dio e i fratelli, ma l’amore. Un amore senza ipocrisia, che non si nasconde sotto un falso nome e una identità fasulla.

Piuttosto un amore fraterno che spinge a mostrare tenero affetto gli uni per gli altri” (Romani 12:9, 10) Un amore che esprime benignità e compassione, che offre aiuto, non offese, dubbi, mezze verità e mezze falsità.

Ci chiediamo quanti di questi “salmoni” cristiani in congregazione chiamano gli altri fratelli e sorelle e poi sul web vanno controcorrente aizzando i cani sciolti a mordere e abbaiare contro gli stessi TdG.  

Andate controcorrente, non per deporre le uova dell’odio e poi morire esausti o avvelenati dai ragionamenti ingannevoli. Andate controcorrente per vivere.

«Quel che è morto non può che seguire la corrente; solo ciò che è vivo può opporsi a essa». (GK Chesterton)

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Commenti (1)

  • iabi sid

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    PRESENZE CONFUSE. Questi “salmoni cristiani” che frequentano certi siti sono come quelli descritti in ATTI 19:32 “C’era chi gridava una cosa e chi un’altra; l’assemblea era in confusione, e la maggioranza dei presenti non sapeva nemmeno perché era lì”.

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