Prendi la decisione giusta!

La decisione giusta non è mai avventata perché è il risultato di una lunga riflessione

La credibilità di una decisione sensata riflette sapere e conoscenza e tiene conto degli interessi di tutti. Infatti la Bibbia dice: “L’accorto valuta ogni suo passo” (Proverbi 14:15).

In un periodo in cui è difficile prendere decisioni a causa di eventi che vanno al di là delle nostre possibilità è fondamentale avere una guida sicura che sappia orientare i nostri pensieri nella direzione giusta. Per noi è la Bibbia.

Una buona decisione non danneggia gli altri. Quando una scelta può apparire vantaggiosa è saggio che “nessuno cerchi il proprio interesse, ma quello degli altri” (1 Corinti 10:23, 24). Tenere conto degli altri ci fa stare bene. Per i testimoni di Geova l’appartenenza al gruppo è importante per l’unità di adorazione. Prendere decisioni che soddisfano i nostri fratelli ci permette di essere accettati, benvoluti e di condurre una vita soddisfacente.

Decidere deriva da una parola latina che significa propriamente “tagliare”. Quando prendiamo una decisione ne “tagliamo” un’altra. Fare una cosa ne esclude un’altra. Perciò, ogni volta che decidiamo tagliamo qualcosa, la perdiamo.

L’indeciso è un egoista perché non molla niente, mentre il decisionista deve stare attento a non analizzare troppo una scelta che può alla fine rivelarsi controproducente.

Ogni scelta comporta rischi e responsabilità, per questo è opportuno prendersi del tempo (non troppo) prima di decidere. Se sei “inattivo”, e sei indeciso cosa fare della tua vita e temi di “buttarti” dentro, devi preferire l’incertezza all’immobilità.

Siccome non sempre si conoscono gli esiti di una scelta, capire cos’è l’incertezza e come essa ti riguardi è un modo intelligente per essere realista. Non ci piacciono quelli che decidono all’istante. Preferiamo quelli che prendono a cuore la domanda biblica: “Fino a quando zoppicherete su due differenti opinioni?” (1 Re 18:21). E poi reagiscono positivamente all’invito di prendere una decisione. Oggi è il momento di decidere da che parte stare.

Purtroppo certi cristiani battezzati non sono più attivi nell’adorazione. (Ebrei 10:23-25; 13:15, 16) Alcuni hanno perso lo zelo a causa dell’ansietà o perché perseguono piaceri egoistici. Invece di ‘zoppicare su due opinioni’ dovrebbero ‘essere zelanti e pentirsi’, agendo con decisione per tener fede alla propria dedicazione (Rivelazione 3:15-19).

Intervista a Giulia Bussi su Donna Moderna

«Gli errori non sono spesso rimediabili – scrive nel suo libro, Giulia Bussi –. Possiamo solo accettare quello che non è più modificabile e cambiare ciò che è ancora modificabile. La compassione non nega la realtà, ma è accettazione di quello che siamo. Un regalo che possiamo fare a noi stessi».

Geova è un Dio di compassione (2 Cronache 36:15). Gesù imitò alla perfezione tale compassione (Marco 6:34). Comunque, questo non significa che si debba sempre mostrare compassione. Geova, essendo il giusto Giudice, ha la capacità di vedere cosa c’è nel cuore delle persone e sa quali sono le situazioni in cui non si deve mostrare compassione (Lamentazioni 2:17; Ezechiele 5:11).

Se sei “inattivo” e sei convinto di riuscire in una certa cosa perché hai costruito solidamente per mezzo della Bibbia una tale  convinzione, allora la probabilità di rientrare aumenta. Se invece sei convinto di non farcela non ce la farai per davvero. Il modo come ti pensi e quanto sia potente o debole la tua fede determina le tue decisioni. A volte, spiace dirlo, si sprecano occasioni perché manca la convinzione di farcela.

Prepararsi bene a rientrare fa la differenza. Questo include la fede in Geova come Padre amorevole e benigno, che non aspetta altro di accogliere nel suo grembo le “pecore perdute”. Ancor prima di essere influenzati da ciò che succede nel mondo, siamo influenzati da ciò che accade nella nostra mente.

Esperti di salute mentale affermano che mostrarsi e mostrare compassione può migliorare la nostra salute e i nostri rapporti con gli altri. Quando facciamo qualcosa per alleviare le sofferenze altrui, ci sentiamo più felici, più ottimisti, meno soli e abbiamo meno pensieri negativi. Mostrare compassione fa bene anche a noi (Efesini 4:31, 32).

Se siamo pronti a mostrare compassione, è più probabile che anche noi riceveremo aiuto e sostegno quando ne avremo bisogno.

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