Pulizie di Primavera

La pulizia corporale e spirituale fa parte dell’adorazione pura e incontaminata che si rende a Dio (2 Corinti 7:1; Giacomo 1:27).

Quando arriva la stagione primaverile e con essa le belle giornate, molte massaie armate di detersivi, scope e spazzoloni, rendono le loro case linde e ordinate. Ormai è un rito che va avanti da secoli. In questi tempi di Coronavirus le autorità sanitarie continuano incessantemente a consigliarci di lavare spesso le mani per evitare il contagio. Stiamo vivendo nell’era del sapone e dell’amuchina.

Rintanati tra le mura di casa, puliamo gli angoli più nascosti e ci rendiamo conto come nel corso degli anni abbiamo ingombrato cantine, box, sgabuzzini, armadi e cassettoni di oggetti inutili.

La pulizia, più esattamente la purezza, è una qualità di Geova e da lui trae origine. Per questo motivo, una persona devota a Dio deve essere moralmente e fisicamente pulita. La creazione stessa non causa inquinamento irreversibile.

La terra, con i suoi numerosi cicli ecologici, è una meraviglia “autopulente” ed è fatta in modo che ci si possa condurre una vita sana e pulita. Un lavoro così pulito poteva essere fatto solo da un Progettista dalla mente pura.

Pure la Legge mosaica dava precise istruzioni sulla pulizia. Tutti gli israeliti si dovevano dimostrare santi. (Levitico 19:2) Inoltre, le leggi morali, sanitarie e dietetiche che Dio diede ricordavano la loro separazione dal resto degli altri popoli e la santità a Dio.

La Pasqua ebraica ricorda la liberazione dalla schiavitù d’Egitto. E’ anche chiamata chag ha aviv (festa della primavera). Si pensa che le “pulizie di primavera” abbiano origine da questa festa.

Donne che si dedicano alla ricerca del chamez (cibo lievitato) per pulire a fondo anche gli angoli più nascosti. La pulizia della Pasqua ebraica richiede pulizie accurate per eliminare la presenza anche minima di cibi lievitati o anche la minima presenza di essi. (Ebraismo, Dizionari delle Religioni, S.Brunetti Luzzati, R. Della Rocca, Electa editore).

Che dire degli ingombri mentali? È il caso di fare una cernita delle cose indispensabili e delle cose inutili? Per alcuni è difficile scovare tali pensieri nei posti reconditi della mente, a volte anche quello che serve.

Per crearci uno spazio dobbiamo prima liberarci di tutte le paranoie che abbiamo nella nostra testa e poi fare ogni sforzo per mantenere pura la mente, perché rimanere puri non è facile. L’adulterio di Davide con Betsabea mostra che anche uomini impiegati da Geova in incarichi importanti possono cadere nel peccato se non disciplinano la propria mente. Il cambiamento mentale è possibile solo grazie a strenui sforzi e a fervide preghiere (Salmo 51:10).

Sei inebetito e allucinato a causa del disordine mentale?

Il termine greco tradotto “ordinato” può riferirsi a una buona condotta e un cristiano disordinato non è un esempio, anzi potrebbe pure perdere la compagnia fraterna (2 Tessalonicesi 3:6-12). Una morale in ordine è sempre meglio di una morale in disordine.

“Continuiamo a camminare ordinatamente in questa stessa condotta” (Filippesi 3:16).

Progredire significa “andare avanti, procedere”. Chi progredisce si interessa di nuove idee, scoperte, opportunità. Il cristianesimo non ha natura stagnante. Per fare pulizia nella propria mente ognuno deve fare progresso, deve essere disposto ad esaminarsi, a riconoscere le proprie debolezze e a cercare le opportunità per fare di più o per migliorare la qualità di ciò che sta facendo.

Se stai facendo i passi per tornare a Geova, ricorda che:

Le nuove abitudini si scontrano spesso con le vecchie abitudini.

Non arrenderti!

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