Quando le cose non cambiano

Ho tentato in tutti i modi di risolvere i problemi che ormai da troppo mi affliggevano. Li ho negati, repressi, ma non c’è stato nulla da fare. Mi sentivo alla frutta, anzi uno schifo.

Non sapevo più come uscirne, finché un giorno, più ossessionato che speranzoso, ho pensato di rivolgermi a un guru del mestiere, uno di quelli che mi avrebbe riempito la testa di cose aliene, un professionista della salute mentale.

Siccome avevo problemi anche con Dio, ero indeciso se chiedere assistenza celeste anche a un coach spirituale: un prete, un pastore, un anziano di congregazione… Alla fine ho deciso di non decidere e la mia mente si è incasinata più di prima…  

Noi di inattivo.info non siamo esperti specialisti in consigli e terapie. Anzi, dopo anni di esperienza e dopo aver trattato tematiche di ogni genere nel campo degli inattivi, siamo arrivati alla conclusione che alcune richieste di aiuto sono un modo per negare, sia nei rapporti fraterni sia con se stessi, che ci sono cose che non si possono cambiare.

Invece di vivere pienamente la loro vita, alcuni preferiscono rimanere scontenti, non realizzati, impediti, incompresi, in pratica dei disabili dello spirito. Il bello – o il peggio, a seconda dei punti di vista – è che continuano ostinatamente a cercare soluzioni che non esistono.

Aggrappandosi alla convinzione che ci sia un rimedio miracoloso ai loro mali, costoro vogliono scoprire a tutti i costi in che cosa abbiano sbagliato loro in prima persona, i loro responsabili o altri conservi in fede.

Alcuni di questi sono simili a Diogene di Sinope, detto il Socrate pazzo. Rinchiusi in una botte on line, di tanto in tanto, con una lanterna poggiata sulla tastiera, escono disperatamente per cercare  l’uomo dei loro ideali, quello che non si lascia reprimere dalle convenzioni sociali e religiose, che non è schiavo delle regole e della sorte capricciosa.

A volte lo trovano in certi siti internet e in coloro che scrivendo alimentano false speranze. Noi non facciamo parte di questa schiera e forse per questo motivo i lettori si limitano a scriverci. Evidentemente non “solletichiamo le loro orecchie”, non diamo risposte come vogliono sentirsele dire. Anzi, più delle volte non siamo d’accordo con quanto ci scrivono, specialmente quando danno di stomaco sul Corpo direttivo o sull’organizzazione dei testimoni di Geova.

Non fatevi fregare da certi sentimenti e non assillatevi a cercare nei peggiori bar di Caracas l’assassino della vostra esistenza. Non siete ancora morti e nemmeno siete dei falliti. Non avete bisogno di questo o di quello, non dovete sforzarvi di mettere in pratica terapie e consigli di auto-aiuto e nemmeno affrontare il mostro di turno, come Don Quijote de la Mancha affrontava i suoi nemici: gli ammazza pecore e i mulini a vento.

Dovete, piuttosto, accettare il fatto che la vita è difficile e che le frustrazioni non sono fini a se stesse, ma servono a individuare le cose che non potete cambiare. Oltre a esortarvi ad accettare la realtà che non potete cambiare, vogliamo dirvi semplicemente che a volte un approccio da sano menefreghista, è molto più efficace per gestire i problemi irrisolvibili della vita.

FREGARSENE non significa essere indifferenti; significa sentirsi a proprio agio per quello che si è, con la propria diversità.

Chiariamo una cosa. Non c’è assolutamente nulla di ammirevole o sicuro nell’indifferenza. Gli indifferenti sono patetici e spaventati. Sono poltroni che danno importanza a quello che la gente pensa dei loro capelli, senza neanche prendersi il disturbo di lavarli o pettinarli.

Gli indifferenti danno importanza a quello che la gente pensa delle loro idee, anche se hanno l’abitudine di nascondersi dietro il sarcasmo e uno scherno moralistico. Sono convinti di essere dei fiocchi di neve, unici e speciali. Come in Blade Runner, “hanno visto cose che voi umani neanche immaginereste”.

Se siete disposti ad accettare ciò che non potete cambiare, siamo certi che la smetterete di assillarvi inutilmente aspettando Godot. Certi raggiungimenti sono irrealistici. Finché non digerite questo fatto sarete sempre tristi e incavolati neri. Smettete di rivangare torti subiti e ricostruitevi una nuova esistenza. Soprattutto fatevene una santa ragione.

Basta menare il torrone! Smettete di sentirvi colpevoli o di dare la colpa a qualcuno. Piantatela di crogiolarvi nelle vostre debolezze: accettatele e smettetela con i piagnistei e le lamentele. Provate a farlo, rimarrete stupiti di come siete meno responsabili di quanto crediate.

Imparate a usare i vecchi metodi che avete messo da parte per inseguire pie illusioni. A volte la causa della vostra infelicità dipende dalle eccessive responsabilità che vi attribuite o che addossate ad altri. Quando le cose non si possono cambiare, smettetela di girare sul web come delle anime in pena, come gli eretici nella città di Dite, che giacciono in sepolcri infuocati.

Il mondo va avanti anche con i vostri problemi. Anzi, alla stragrande maggioranza non gliene può fregare di meno. Non siete l’ombelico del mondo e probabilmente non lo sarete mai. L ’unico libro che possa veramente insegnare a cambiare il modo di pensare altrui è un manuale di lobotomia. Naturalmente stiamo esagerando, il libro esiste e voi sapete qual è.

Invece di false promesse e di felici conclusioni che vi propinano nel web, noi vi indirizziamo al Libro dei Libri, il libro lanterna per i vostri passi e per la vostra neurogenesi. L’unico – secondo noi – che può aiutarvi a fare i passi concreti per superare le emozioni negative e per sfruttare al massimo ciò che potete controllare.

Imparate ad accettare che non si può sempre dare il massimo e che ci si deve accontentare di quello che passa il convento. Non siete la Juve dei nove scudetti di fila, tantomeno CR7, quello dei 5 palloni d’oro. O per dirla con parole evangeliche: non tramuterete mai l’acqua in vino o camminerete sulle acque della Galilea. Imparate a volervi bene e apprezzate gli sforzi che fate per migliorarvi e per accettarvi così come siete.

Definite i limiti di ciò che per voi è possibile fare e siate realisti sui modi che scegliete per raggiungere certi obiettivi. Rispettatevi per il modo in cui affrontate le avversità e non per il vostro successo globale.

Se alla fine, invece di esser felici, vi sentite più tristi di prima, non autoconvincetevi che siete dei falliti o che il cielo vi abbia presi di mira. Assicuratevi che nella vita non esistono situazioni che non si possono sopportare se si conserva un po’ di umorismo, se si adattano i propri desideri alla realtà, se si controllano le abitudini deleterie e si fa ciò che si ritiene più giusto.

Seguite il consiglio di un vecchio saggio dell’antichità, una vera star sapienziale: “La conclusione dell’argomento, dopo aver ascoltato ogni cosa, è: temi il vero Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è tutto ciò che l’uomo è tenuto a fare”. (Ecclesiaste 12:13)

A tutti coloro che inseguono affannosamente sul web i guru del sapere spirituale e tutti gli sciamani che vi propongono le loro verità come dogmi infallibili, sapete cosa vi diciamo noi di inattivo.info? Mandate tutto e tutti al Diavolo. Andate oltre tutto quello che vi sta intorno.

Come disse qualcuno: “non prestare attenzione a false storie [e a tante fesserie]. Tali cose infatti non portano a nulla di utile; danno solo adito a speculazioni, invece di provvedere qualcosa che venga da Dio riguardo alla fede”.

Un articolista, che da tempo tenta di indurvi a fregarvene dei problemi… con un sano spirito biblico

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