«Quelle erano le storie che ti restavano dentro»

«C’è del buono in questo mondo, padron Frodo. E’ giusto combattere per esso».

«È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire il perché. Ma credo, padron Frodo, di capire, ora. Adesso so. Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa».
«Noi a cosa siamo aggrappati, Sam?»
«C’è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo».

(da Il Signore degli anelli, di J.R.R. Tolkien)

La Bibbia è il racconto della storia di Dio, dell’uomo e della creazione. Non esistono racconti più belli da cui imparare. La Bibbia è la Parola con la quale Dio si racconta. Leggiamo la Bibbia e la studiamo. Ma quante volte riusciamo a vedere Geova e Gesù nascondersi nelle storie della Bibbia? Le vicende umane raccontate nella Bibbia, sono anche le nostre storie e finché siamo vivi, quelle storie ci appartengono. La Bibbia è storia non dogma.

Dove sono finite quelle belle storie che ci raccontavano con tanto entusiasmo i vecchi sorveglianti viaggianti? Che fine hanno fatto quelle toccanti esperienze di servizio che ci raccontavano con calore e partecipazione i pionieri speciali di una volta? Quelli che non avevano un letto dove dormire, un cuscino dove poggiare la testa? Ci raccontavano storie commoventi ma anche divertenti. Storie che scuotevano le viscere, storie che ci trascinavano nel servizio continuo. Racconti di persone di questo mondo, storie di sofferenze, ma anche di cose incoraggianti: come hanno conosciuto la verità, il loro progresso, le prime opposizioni. Erano storie che ti restavano dentro. Storie mai dimenticate. Valeva la pena a quei tempi fare il pioniere, quando ancora si amava il servizio e le persone del territorio. Quante storie che ci capitavano, tante toccavano il cuore e ci facevano riflettere quanto ancora c’è del buono nelle persone.

 

“Dio creò l’uomo perché gli piacciono le storie”

Elie Wiesel, Le porte della foresta

 

Quanta nostalgia per queste storie. Sarà perché ho fatto il pioniere per anni. Forse perché ho conosciuto la verità tramite due missionari. Erano veramente una coppia “speciale”, che ho amato da subito. Lui era semplice, umile, mi ripeteva spesso di essere uno studioso con la licenza elementare. Erano felici di insegnare la Bibbia a una coppia giovane come eravamo io e mia moglie. La loro modesta cultura era compensata dal calore e dall’entusiasmo che ci mettevano quando insegnavano la Bibbia a noi, istruiti e ricchi di sapere intellettivo. Sono stati i migliori insegnanti che abbiamo mai avuto.

Lui è morto a causa di una trasfusione coatta, che non serviva. Aveva lottato con tutte le sue forze per non essere trasfuso. I carabinieri lo tenevano con forza mentre lo trasfondevano. Costretto a morire per una trasfusione inutile, lui che amava così tanto la vita e le persone. Mio caro fratello, “mi eri più dolce del miele”. Mi ripetevi spesso che ero “il migliore dei tuoi studenti”. Ora non più. Mi manchi tanto, così come mi manca tanto mia moglie. Ora sono avanti negli anni, malato e inattivo. Vivo ancora i miei ricordi più belli, vivo le storie intense che abbiamo vissuto insieme a tanti altri fratelli, veri e genuini.

Alcuni non ci sono più, altri sono avanti con gli anni, altri ancora hanno smesso di servire Geova. Anche se nessuno si fa vivo, io continuo a ricordarvi. Leggo la Bibbia con la passione di un tempo. Leggo le gesta di grandi uomini di fede, chiudo gli occhi e sono con loro, nel deserto, a Gerusalemme, sui monti della Giudea, nei villaggi della Samaria, presso il lago di Tiberiade…

I personaggi biblici sono d’inchiostro. Vivono d’inchiostro. Sudano inchiostro e piangono inchiostro e, quando si feriscono, sanguinano inchiostro. Eppure, si muovono attraverso il nostro mondo in carne ed ossa e vi esercitano un potere reale. Le persone d’inchiostro delle Scritture sono vive nel nostro mondo. Influenzano i nostri pensieri, le nostre emozioni e cambiano il destino delle persone. Sono queste le storie che ci restano dentro. Ma anche quelle attuali, dei nostri giorni, vissute e raccontate con calore e passione. Quelle erano le storie che ti restavano dentro.

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Commenti (1)

  • Maria

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    Quanto ti ama Geova caro fratello mio hai un angelo così forte per lui, una profondità e conosci così bene le sue qualità, riesci a commuovere ogni volta che leggo le tue riflexione, Anche a me mancano tanto quei tempi dove tutto e tutti erano più semplici ma più veri e anche la verità aveva un colore speciale. Ora tutto è così nuovo e di fretta a volte non riesco a essere dietro a tutto ciò ed è soltanto riconoscendo i miei limiti le dico a Geova che voglio essere come te e imitare a Gesù amare gli altri con più spontaneità e semplicità, ma la mia mente si e’ bloccata e il mio cuore fa fatica a correre così tanto. Quanto mi piacerebbe tanto a me come a mio marito esserti vicini ormai dialogare a questi livelli e’ difficile o se corre troppo si ascolta poco col cuore o si giudica subito a chi si sprime in modo profondo e senza fretta.

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