Ragiona meglio il singolo o il gruppo?

Viene chiamata intelligenza collettiva, cioè tanti cervelli messi insieme riescono a ragionare meglio di un singolo cervello.

Chi conosce la Bibbia sa che l’affermazione sopracitata è vera, infatti Proverbi 15:22 dice: “Quando non ci si consulta i piani falliscono, ma con molti consiglieri si ottengono ottimi risultati”.

Come l’unione fa la forza così l’intero delle intelligenze messe insieme è superiore alle sue parti. Lo attesta uno studio effettuato tra alcune delle più prestigiose università americane, fra cui la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania.

Lo studio ha coinvolto 700 persone suddivise in piccoli gruppi a cui sono stati assegnate delle attività da svolgere insieme. I ricercatori hanno scoperto che l’intelligenza collettiva di gruppo migliora le prestazioni.

Ad esempio, i gruppi i cui membri avevano livelli più elevati di “sensibilità sociale” erano collettivamente più intelligenti. “La sensibilità sociale ha a che fare con il modo in cui i membri del gruppo percepiscono le emozioni reciproche”.

Più persone cooperano insieme più è facile trovare le soluzioni. Il risultato è sorprendente anche da un altro punto di vista: un gruppo di persone intelligenti non è necessariamente un gruppo intelligente.

Nello studio, il risultato raggiunto o la soluzione intelligente trovata nei vari incarichi assegnati, non dipendeva dalle abilità dei singoli, ma da quanto bene riuscivano a interagire tra di loro i componenti di ciascun gruppo.

Il concetto biblico di collaborare come “Corpo” nelle varie attività teocratiche produce risultati sorprendenti rispetto alle decisioni prese o proposte da un singolo nominato. All’interno del popolo di Geova nessuno è migliore dell’altro.

Il corpo umano ha molte membra, ognuno con la sua importanza, tutti insieme costituiscono un solo corpo, come il Cristo lo è con la congregazione (1 Corinti 12:12). Due o più, sono meglio di uno, perché raggiungono migliori risultati e sono premiati per i loro sforzi (Ecclesiaste 4:9). Inoltre, Gesù garantì la sua presenza invisibile, non dove c’era soltanto un suo discepolo, ma “dove due o tre persone sono radunate nel mio nome, io sono là in mezzo a loro” (Matteo 18:20).

Nel I secolo, subito dopo la morte di Gesù, un gruppo formato dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, prese una decisione importante per lo sviluppo del cristianesimo. Lo Spirito Santo approvò quella decisione.

Purtroppo c’è sempre qualcuno che si considera più intelligente e più competente degli altri. In realtà chi ha questa presunzione è vittima del cosiddetto “effetto superiore alla media”, cioè quella predisposizione a credersi superiore alla media in molti campi.

Questo succede perché la nostra memoria mantiene un’immagine positiva di noi stessi. Ricordiamo meglio i fatti che rafforzano la nostra autostima. Anche nell’interpretare i fatti, tendiamo a non riconoscere le responsabilità dei fallimenti, anzi spesso le scarichiamo su altri.

Se però ci sono dei meriti da attribuire siamo i primi a farci avanti. Quando le cose ci vanno bene e ci convinciamo che i meriti sono nostri persino il futuro vediamo a colori, perché ci convinciamo che le cose andranno di bene in meglio perché frutto di una nostra superiorità mentale.

Un altro interessante aspetto emerso dallo studio è “che sia possibile migliorare l’intelligenza di un gruppo cambiandone regolarmente i membri, insegnando loro modi migliori di interagire o fornendo loro migliori strumenti di collaborazione elettronica”.

Perciò, alla domanda iniziale, se in congregazione ragiona meglio il singolo o il gruppo, voi come rispondereste?

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