Saper raccontare la propria storia

Di tanto in tanto capita di leggere sui social o sui giornali le storie di ex testimoni di Geova e di testimoni inattivi. Più che la storia in sé, quello che colpisce è la sensazionalità della notizia che si vuole trasmettere.

I mass media la usano come strategia editoriale. Il titolo, molte volte viene gonfiato e non corrisponde al testo della notizia che si legge. Esso serve solo per catturare l’interesse del lettore e spingerlo a leggere o quanto meno a dare “un’occhiata”.

Questi titoli, in particolare quelli on line, sono chiamati clickbaiting, (“esca da web”) e hanno l’obiettivo di attrarre il maggior numero di click. In italiano li chiamano acchiappalike.

Di solito ci riescono con il rumore e con l’appello alle emozioni. Spesso queste storie sono insignificanti e irrilevanti in confronto agli eventi mondiali e vengono volutamente travisate ed esagerate per colpire una persona o un gruppo.

Spingere i curiosi e i creduloni a cliccare con “l’inganno”, costituisce un imbroglio i cui contenuti sono compromessi da notizie di bassa qualità. Prima o poi certi siti vengono scoperti e la loro reputazione di affidabilità va a farsi friggere.

SI PUO’ RACCONTARE LA PROPRIA STORIA IN MANIERA OBIETTIVA, SENZA RICORRERE AL SENSAZIONALISMO?

Raccontare vuol dire trasformare i pensieri in parole. Non tutti riescono a farlo correttamente. I pensieri navigano velocemente nella nostra testa e non rispettano regole logiche. Quando parliamo impieghiamo più tempo a codificare i pensieri e a esprimerli, perché le parole sono sottoposte al dominio del linguaggio, che li assoggetta a norme e a regole grammaticali.

Il racconto non è fatto per sé stessi ma per altre persone che ascoltano. L’errore più comune è quello di pensare che chi ci legge o ci ascolta lo faccia come noi immaginiamo.

Quando si pensa, si pensa per sé stessi; quando si racconta, ci si rivolge a un’altra persona.

I pensieri devono essere adattati a chi ci ascolta, devono essere capiti. Per noi di inattivo.info è una sfida quella di portare il Testimone “inattivo” a raccontarsi in chiave propositiva. Chi si racconta on line, spesso lo fa con l’obiettivo di screditare o di trovare sodali che giustifichino la loro scelta.

L’esperienza di raccontare la propria storia può modificare il ricordo stesso della storia. Esiste una discontinuità tra il ricordo pensato con quello raccontato. Il ricordo della propria storia cambia a distanza di tempo, perde l’intensa emotività provata in passato.

 Scrivere: una risorsa fantastica

Chi ha difficoltà a esprimere i pensieri sia in forma orale che scritta, non è una persona con problemi intellettivi, fa solo fatica a parlare in modo ordinato, spesso saltando i passaggi che aiutano a capire meglio.

C’è in queste persone una pretesa inconsapevole di essere subito capiti, che scavalchi la loro fatica di doversi spiegare. Vestire di parole un’emozione, un sentimento, un’opinione, non è cosa facile. Certe volte chi ascolta ha veramente bisogno di un vocabolario, una sintassi e la capacità di tollerare una sgradevole e sciatta comunicazione.

Imparare a scrivere è un’abilità molto raffinata e complessa. Sono necessarie grande attenzione, pazienza, costanza e un notevole allenamento. Solo quando il procedimento è diventato automatico è possibile scrivere per formulare i pensieri e raccontare la propria storia.

  • In Atti 17:21-31 si trova un esempio efficace di come sapersi raccontare.

La scrittura è uno degli strumenti più potenti per arricchire la riflessione, il pensiero e per dare ordine alla comprensione del testo. State attenti allo stato emotivo in cui vi trovate quando scrivete.

Se scrivete di getto quando siete arrabbiati o confusi, ciò che più risalta non è la storia ma le vostre emozioni. Non siate impulsivi nel rispondere a un commento che vi irrita. La scrittura è un’azione che aiuta a controllarsi, soprattutto se prima di buttarvi sulla tastiera, scrivete a penna su un foglio di carta ciò che volete dire.

Saper scrivere e farlo correttamente in maniera propositiva e incoraggiante, è una risorsa ineguagliabile per conoscersi e per esprimere il proprio mondo interiore a chi vi legge o a chi vi ascolta.

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