Se il vostro è un sito per inattivi perché parlate del Giorno della Memoria?

La risposta è già implicita nella domanda: “parlate”.

Parlare non significa soltanto pronunciare parole. Persino chi non ha la facoltà della parola come i muti cerca in ogni modo di esprimersi e farsi capire. Le parole, oltre che suoni strutturali, hanno la capacità di dare forma ai pensieri e di esprimere sentimenti profondi.

Le parole vanno usate bene perché in loro c’è una potenza speciale. Non esistono parole dette o scritte che non producano un effetto. Tutti – più o meno – sappiamo leggere e scrivere, ma non sempre riusciamo a farlo bene e talvolta ce ne rendiamo conto nel peggiore dei modi.

Nella nostra attuale società civile, definita non a caso società della comunicazione, la vita di ognuno è piena di situazioni che richiedono di usare bene la lingua. La qualità della lingua dipende da ciascuno dei parlanti. Abbiamo la possibilità di perfezionare il nostro linguaggio, diventando, in questo modo, persone forti, potenti e in grado di arrivare lontano.

La lingua è molte altre cose, è lo strumento dove essa attinge dal deposito della conoscenza.

Non solo parlare, ma anche scrivere e leggere ci cambia il cervello. Lo scritto è di qualità quando diventa formativo, nel senso che costringe il lettore a guardare la realtà e i fatti da una prospettiva diversa. Un buon articolo sonda la nostra profondità, la svela, la tira fuori.

Si legge un articolo perché il piacere è legato all’interesse, che significa “essere dentro, in mezzo”. Quando mi legge dentro ciò che leggo, evoca i miei ricordi e quanto ho dentro il cuore. Rivela la mia identità nascosta, togliendo quel velo di menzogne di cui a volte la copriamo.

Come i farmaci, gli articoli che si scrivono e si leggono, possono avere controindicazioni ed effetti collaterali. Dipende molto dal giusto dosaggio e dal “medico” che ci consiglia di prendere le giuste medicine.

Che la lettura faciliti le abilità intellettuali è noto, ora però nuovi studi mettono in evidenza come certi testi intervengano nei processi cognitivi al punto da diventare una terapia.

Veniamo adesso al caso specifico della tua domanda. Da quando esiste il sito, ogni anno in occasione del Giorno della Memoria pubblichiamo un articolo sui Testimoni di Geova deportati nei Lager. Perché?

Hitler era un mediocre pittore e disegnatore. Ma soprattutto era amante fanatico di Wagner, che con la musica e i suoi testi scritti di divinità e cavalieri germanici, Valchirie e giganti, ha contribuito a plasmare la personalità di Hitler.

Wagner era un accesso sostenitore del nazionalismo germanico, un prolifico autore di scritti incendiari e un virulento antisemita, ancor prima di Hitler e molto tempo prima dell’ascesa del nazismo. Per Hitler la musica di Wagner era la sua religione.

Pur essendo fatti d’inchiostro gli scritti esercitano un potere reale. Hitler è un esempio di come lo scritto forgia la vita di milioni di persone con esito disastroso. Non tutti sanno che Hitler governò attraverso l’arte e per l’arte.

Nel nuovo Reich, le arti sarebbero state il bene supremo. L’interesse di Hitler per le arti era pari al suo razzismo. La notte del 10 maggio 1933, in tutta la Germania i nazisti si abbandonarono all’estasi di bruciare i libri i cui autori erano ritenuti contrari allo spirito tedesco. Purificavano le lettere germaniche col fuoco.

Avevano capito che le persone d’inchiostro sono fra le più potenti e pericolose. Iniziò così l’olocausto delle persone d’inchiostro e poi tristemente l’olocausto di milioni di persone reali. «Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini» (Heinrich Heine, poeta tedesco ebreo).

I testimoni di Geova tedeschi non furono risparmiati da questa ondata di odio per gli stampati. Considerati da subito oppositori del regime nazista, il 28 giugno 1933 la sede di Magdeburgo è occupata da una trentina di Squadre di Assalto, che distruggono la tipografia, chiudono lo stabilimento e issano la svastica sopra l’edificio.

Libri, Bibbie e pellicole per un peso totale di 65 tonnellate furono presi dallo stabilimento, caricati su venticinque autocarri e bruciati pubblicamente alla periferia di Magdeburgo. I 180 componenti del personale furono costretti ad andarsene. Le preziose macchine stampavano milioni di pubblicazioni per la distribuzione.

Uniforme con triangolo viola a Dachau

Il numero del 1° giugno 1934 de L’Età d’Oro riferì che il probabile valore totale della proprietà (mobili, letteratura, ecc.) distrutta andava dai due ai tre milioni di marchi. Nello stesso mese, i primi Testimoni di Geova sono inviati in appositi Campi per essere rieducati. Ebbe inizio la persecuzione nazista dei testimoni di Geova, una delle barbare persecuzioni di cristiani della storia.

Passare dall’inchiostro al sangue è facile con leggi, decreti e norme restrittive ingiuste che giustifichino le azioni deprecabili. Questo è ciò che fecero i nazisti, per opprimere e sopprimere persone inermi. Il rogo serviva a far dimenticare tutto ciò che era contrario alle loro idee. Scrivere per ricordare serve a capire la storia di fede dei nostri fratelli. Una storia, quella della saldezza, sempre attuale, anche per i Testimoni inattivi.

Così scrivemmo nell’articolo Amnesia killer e dimenticanze sospette:

L’umanità non esisterebbe senza la memoria.

Paolo esorta i cristiani a “continuare a ricordare i giorni precedenti nei quali, dopo essere stati illuminati, sosteneste una grande lotta nelle sofferenze”. (Ebrei 10:32)

In passato gli israeliti commisero spesso il peccato di dimenticarsi. “E ripetutamente mettevano Dio alla prova, e addolorarono anche il Santo d’Israele. Non si ricordarono della sua mano, del giorno che li redense dall’avversario”. (Salmo 78:41, 42)

Non ricordare quello che Dio ha fatto a ciascuno di noi è grave. Lo è ancor di più quando abbiamo dimenticanze sospette per giustificare il nostro abbandono a Geova, dimenticando di proposito ciò che non ci discolpa.

Prima di criticare sui social, rammemora tutto il bene che hai ricevuto da Dio. Non avere amnesie killer. Dio ha la memoria più lunga della tua, con lui il giochetto della dimenticanza sospetta non funziona. “La persona accorta impara dalla propria esperienza, quella saggia dall’esperienza altrui”. Ricordalo.

Infine, per approfondire ulteriormente le ragioni per cui scriviamo, ti indirizziamo all’articolo Scrivere è donare. Ne riportiamo uno stralcio:

Nel campo della comunicazione spirituale non ci si può permettere di comunicare male i pensieri di Dio.

A volte non basta conoscere una religione per saper comunicare la religione. Ci vuole un’adeguata preparazione, una tecnica che si può imparare pur non possedendo il talento dello scrittore.

Nessuno è obbligato a leggere un nostro articolo, si è liberi con un click di voltare pagina o cambiare sito per non ritornarci più. Ci sono, però, lettori sensibili che vogliono leggere tutto, scritture o riferimenti compresi fino alla fine, in modo da poter dare un giudizio imparziale. […]

Da parte nostra ci preoccupiamo di valutare cosa possa essere il meglio per i fratelli lontani.

Nel nostro piccolo, i nostri articoli su questi fratelli spirituali deportati nei lager, ci permettono di essere “testimoni dei Testimoni di Geova”. Quest’anno il Giorno della Memoria 2021 si celebra mercoledì 27 gennaio. Al riguardo può interessarti il video Fedeli nonostante la persecuzione pubblicato sul sito jw.org

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