Se non siamo soddisfatti della fratellanza

Se non siamo soddisfatti delle nostre relazioni fraterne, forse dovremmo cambiare non solo il linguaggio verbale ma anche l’atteggiamento.

Ognuno di noi utilizza il suo stile, che generalmente è suddiviso in assertivo, aggressivo e passivo. Ogni stile è il risultato di come ognuno si approccia con il mondo esterno. Non è una scelta consapevole, si forma nel tempo e in base a che tipo di rapporto abbiamo con i nostri simili.

I cristiani hanno un approccio amorevole e benigno gli uni con gli altri. Ciò è nella natura del cristianesimo ma non in quella umana imperfetta. Ed è naturale che essi compiono uno sforzo per essere comprensivi fra loro e per vivere una relazione spirituale più soddisfacente.

Spesso i problemi si complicano quando sono coinvolte le emozioni e i sentimenti, che impediscono di essere lucidi e distaccati. Essi toccano la parte più intima e vulnerabile della persona coinvolta. Perciò, non sono i fratelli i nostri nemici ma le nostre emozioni. Comprendere appieno questa dinamica e correggersi è la strada giusta per migliorare la qualità dei rapporti fraterni.

Un cristiano mite e ragionevole è socievole e aperto al confronto, perché si dimostra rispettoso delle opinioni altrui. La fiducia che nutre in Dio e nei consigli della Bibbia contribuisce ad accrescere una sana relazione con altri.

E non solo, chi ha fiducia in se stesso aiuta altri ad vere fiducia in loro stessi, perché il suo approccio è comunicativo e costruttivo. Ogni cristiano ha il dovere di riconoscere agli altri eventuali divergenze e gestirle in modo che diventino positive per entrambi.

Un comportamento mite e umile promuove l’apertura e il dialogo. Inoltre, il fatto di aver permesso ad altri di esprimersi rafforza l’autostima e aumenta il senso delle proprie qualità.

Aggressività a relazionarsi

In genere una tendenza aggressiva e impositiva ottiene i risultati e riesce a realizzare i desideri. Ma a che prezzo? L’aggressivo è convinto- sbagliando – di essere invincibile e di avere il potere su altri. Invece, è un debole, un ansioso e nasconde il timore di non farcela.

A lungo andare ci rimette non solo la sua salute, ma anche la sua condizione spirituale e sociale. Nessun vuole avere a che fare con un tipo del genere e se gli altri lo isolano per proteggersi è soltanto colpa sua. Evitate perciò di pensare erroneamente che i nostri fratelli vi vogliono fregare o che hanno motivazioni sbagliate. Di sbagliato ci siete solo voi.

Passività a relazionarsi

Il cristiano passivo ha difficoltà a esprimersi e tende a nascondere i suoi pensieri perché prova imbarazzo. Questi fratelli hanno il timore di essere giudicati male dagli altri e spesso non contraddicono. A volte si sentono inutili o incapaci e agiscono passivamente a tutto quanto ruota intorno a loro.

A lungo andare questo approccio può portare a conseguenze negative con l’insorgenza di patologie di origine psicosomatica. Per venirne fuori è necessario che abbiate fede nella fratellanza. Nessuno ha interesse a condannarvi e a giudicarvi.

Ogni fratello ha il diritto di non essere perfetto e di cambiare opinione. Le circostanze della vita possono indurci a cambiare idea su certe questioni. Il mondo cambia velocemente e con esso anche le idee più radicate.

A volte siamo costretti dalla vita a cambiare il nostro modo di pensare. Nessuno sa tutto e ogni fratello ha il diritto di non sapere o di avere difficoltà a comprendere certi fatti o verità. Inoltre, ogni fratello deve sentirsi libero di avere l’approvazione della fratellanza ancor prima di potersi relazionare con essa.

Ogni cristiano ha anche il diritto di essere autonomo nel pensiero e nell’azione, assumendosi le responsabilità che ne derivano. Deve avere il diritto di scegliere senza che sia costretto a giustificarsi.

Ci sono problemi che per alcuni è difficile affrontare e non devono essere coinvolti in certe vicende che riguardano altri e che potrebbero indebolirli o stressarli. Non si tratta di mancanza di amore altruistico, ma di essere equilibrati riguardo a quanto si può dare agli altri. Ci sarà pure un motivo per cui solo gli anziani sono autorizzati a trattare certi problemi in congregazione.

Sbagliando s’impara, ma chi rompe paga!

Siamo imperfetti e non pretendiamo la perfezione dai nostri fratelli. Ma se un fratello commette un errore è giusto che faccia di tutto per riparare i danni che ha causato. Comportarsi in maniera cristiana è la cosa migliore ma anche la più complicata. Ognuno ha diritto all’errore, ma non deve pretendere la perfezione dagli altri.

Se prima eri insoddisfatto dei fratelli, ora che sei lontano da loro sei più soddisfatto? Può darsi di sì, può darsi di no. Dipende quali soddisfazioni ti soddisfano.

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