Sei un testimone di Geova introverso?

Degli introversi in congregazione si parla poco. Forse perché pensano e si comportano in modo differente, e molto spesso, anche se lavorano con serietà e intelligenza, tendono a essere sottovalutati.

Il Testimone introverso è bravo ad ascoltare e i suoi punti di forza sono tanti. Questo articolo è rivolto anche ad altri fratelli che cooperano insieme agli introversi nelle varie attività spirituali.

Il vocabolario on line Treccani descrive l’introverso come ripiegato, rivolto in dentro, che ha forte tendenza a chiudersi nel mondo dei sentimenti e della fantasia.

A volte applicata anche agli “inattivi”, è un cliché, che non corrisponde esattamente alla persona solitaria come noi la immaginiamo. Non sono una categoria di disturbati che hanno tendenze al suicidio in quanto taciturni. Per fare un esempio, provate a scrivere sul motore di ricerca nella home page del sito jw.org, vi appariranno una sequenza di parole negative riferite all’introverso.

L’introverso, in realtà non è nemmeno un asociale come potrebbe sembrare. Anzi, molti introversi sono abili comunicatori, solo un po’ meno “chiassosi” nell’esprimere le emozioni.

Spesso, a determinare la riuscita in congregazione è quello di rimanere fedeli alla loro natura. Il carattere estroverso non è migliore di quello introverso, anche quando l’estroso suscita più simpatia. Così come introverso non è sinonimo di timidezza o di ipersensibilità. È vero che gli estroversi hanno più visibilità, ma gli introversi sono ovunque.

Ogni essere umano ha la necessità di interagire con altri e questo vale per introversi ed estroversi. Una delle poche differenze tra i due riguarda la modalità di ricarica: l’estroverso ha bisogno degli altri, l’introverso di un momento di solitudine.

Schemino tratto dal libro «Introversi e felici» di Silvia Löhken

Molti introversi non amano incensarsi e sono abbastanza critici verso gli autocelebrativi. Questo pone un problema a chi deve promuoverli. Non è necessario vantarsi dei propri meriti o della persona. L’introverso deve comunque attirare l’attenzione su ciò che ha fatto e non su sé stesso. Importante è l’interazione, non solo in congregazione ma anche in predicazione. Comunicate le cose che più vi interessano.

Abbiate il coraggio di evidenziare come stanno le cose anche di fronte agli anziani. Assumersi le responsabilità significa acquistare visibilità. Gli altri si devono rendere conto di voi di fronte all’assegnazione di parti e incarichi. Sfruttate i canali comunicativi. In particolare Zoom e il telefonino, anche quando una telefonata comporta stress. Fatelo in modo rapido e diretto.

Se dovete commentare all’adunanza, mettetevi per iscritto quanto dovete dire. Con la testimonianza telefonica assicuratevi di non disturbare l’interlocutore, magari si può chiedere se è il momento adatto per ascoltarvi oppure richiamare in un altro momento. Concordate l’appuntamento.

Se un introverso ti apre la porta, aveva preparato da tempo un posto per te. (istintomaximo, Twitter)

Se siete voi a ricevere la telefonata da parte di un anziano, non agitatevi. Date un limite temporale per parlarvi. Ricordate: è il telefono che deve servire voi e noi voi il telefono. Se desiderate mandare un messaggio, prendetevi il tempo di riflettere su quanto scrivete. Non riflette troppo a lungo sulle parole. Lo stile à meno formale rispetto a quando parliamo di persona.

Comunque usate messaggi ed email quando dovete prendere decisioni che richiedono nero su bianco come le riunioni o un appuntamento di servizio. Ricordate che queste sono occasioni da sfruttare per socializzare. Fanno parte dei rapporti con i fratelli e della crescita spirituale.

Non scoraggiatevi e siate perseveranti. Siate attivi con regolarità. Dedicatevi alle attività teocratiche con passione e a lungo. Non abbandonate i gruppi o le occasioni per stare insieme ai fratelli. Costituite nuovi contatti e manteneteli, soprattutto su Whatsapp. Scrivete cose pregnanti e non rispondete troppo tardi.

Di cosa potete parlare? Di esperienze vissute in prima persona o insieme a un fratello. Argomenti che interessano altri e farli approfondire da chi è esperto. Anziché instaurare tanti contatti superficiali, selezionate i fratelli “affidabili” e puntate sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Siate buoni ascoltatori, mantenete la calma e la padronanza delle vostre emozioni. Filtrate le informazioni con un pensiero analitico. Non fidatevi delle superficialità. Cercate punti in comune. Fate un’appropriata conclusione senza sentirvi obbligati a dover dare spiegazioni. Fate una cosa per volta.

Siate sempre in anticipo alle adunanze e sfruttate il tempo per scambiare alcuni convenevoli. Rimanete nelle salette di Zoom dopo l’adunanza. Ricordate: il cristianesimo è dare e avere. Evitate l’eccessiva cerebralità. Argomentare con logica contro le emozioni sarebbe fantastico. Ma non è possibile perché siamo imperfetti. Se possibile evitate il lato emotivo della conversazione rimanendo flessibili e incoraggianti.

Preparatevi bene le qualità oratorie quando vi viene assegnato un discorso. Imparare a parlare in pubblico accresce l’autostima e la sicurezza in voi. Siate voi stessi, rilassati, chiari e semplici nell’esposizione. Non mettete voi stessi al centro dell’attenzione ma ciò che volete dire. Siate concreti e pratici. Evitate le luci della ribalta. Abituatevi a commentare. Non datevi alla fuga. Rispettate i ruoli e i compiti degli altri in congregazione. Fair play e allenze appropriate favoriscono la riuscita. Rimanete sempre tranquilli e sicuri, in una discussione, i logorroici, i prevaricatori, gli aggressivi e i pessimisti se ne faranno una ragione. Vivete una vita intensa ed attiva da Testimoni introversi.

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