“Svegliati, tu che dormi”

“Geova ha versato su di voi uno spirito di profondo sonno e ha chiuso gli occhi dei profeti e la testa dei visionari”. (Isaia 29:10)

 Paolo usò la metafora del sonno in Efesini 5:14, in Romani 13:11 e in 1 Tessalonicesi 5:6, 7.  Nel suo libro, Risveglia la tua chiesa o Dio, Francesco Turrettini (1623 -1687), conosciuto come uno dei più grandi teologi riformati, scrisse: “Il sonno è causato normalmente dai vapori che, salendo dallo stomaco nel cervello, lo riempiono talmente che i nostri sensi, appesantiti, non sono più in grado di compiere il loro dovere. Similmente, appena i neri vapori dei desideri dannosi salgono nel nostro cuore, lo riempiono al punto da assopire le nostre facoltà di percezione. Come il sonno arriva con l’avvicinarsi della notte, così il sonno spirituale viene con le tenebre del peccato e della sua ignoranza, avvolgendo il cristiano fino a farlo diventare tenebre. (Efesini 5:8) In questo modo, il Diavolo li addormenta e li culla facendo vedere gradevoli illusioni e piacevoli sogni. Al loro risveglio si rendono conto di essersi riempiti di solo vento”.

Un cristiano appesantito dal sonno non è in grado di difendersi come uno che sta attento, così accade a chi dorme nell’errore. Finché Sansone rimase sveglio, nulla poterono i filistei contro di lui. Non appena si addormentò sul seno di Dalila cadde nelle loro mani. Ci addormentiamo quando la nostra fede si indebolisce, lo zelo si rilassa e l’amore diminuisce. Rispetto alla morte, il sonno è temporaneo, lega i nostri sensi momentaneamente, senza privarcene del tutto. Nell’estremo Sud dell’Argentina, dove la temperatura scende spesso molto al di sotto dei 15 gradi sotto zero, si comincia a sentire ciò che qui la gente chiama sueño blanco, un torpore che fa addormentare e che porta alla morte. Si deve prestare molta attenzione a non perdere il calore della verità, intorpidendo la propria fede, perché piano piano, un sonno bianco, può sopraggiungere e condurre fino alla morte spirituale. Il torpore ha relazione anche con l’ottusità, con la lentezza nell’intendere.

Attenzione a prendere per scontato che appartenendo a una religione impegnata a fare il bene, va sempre tutto bene. Con questa mentalità, alcuni hanno abbassato la guardia, pensando che sia impossibile che in congregazione possa capitarci del male. Le zizzanie crescono nel campo di Geova insieme al grano. Nella parabola del grano e delle zizzanie Gesù disse che il nemico venne per seminare la zizzania mentre tutti dormivano. (Matteo 13:25) In questo caso il zizzaniere non suscita scalpore e non crea clamore, sparlando di uomini e di dottrine, ma agisce addormentando le coscienze, introducendo nella mente e nel cuore qualcosa che appare insignificante, una cosa da nulla, fino a intorpidirne la volontà. Il torpore religioso rende più creduloni che credenti.

In psicologia, il torpore è un disturbo della coscienza, caratterizzato dalla diminuzione della vigilanza e dell’attenzione. Il soggetto appare sonnolento, rallentato nei pensieri e nel modo di reagire all’ambiente. Spesso non è consapevole di quanto gli succede intorno. Inoltre, presenta disturbi della concentrazione e della memoria. Fa difficoltà a capire. Esempi tipici sono il torpore da sedativi, da assunzione di bevande alcoliche e aggiungiamo noi, da discorsi pubblici noiosi, e da uditorio sotto l’effetto di narcotici. Cosa grave è il torpore spirituale in cui sono caduti certi nominati e certi fratelli non più proclamatori. I primi sembrano zombie che vagano nelle congregazioni; i secondi sembrano affetti da cataplessia.

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Commenti (1)

  • Maria

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    Grazie a voi tutti fratelli siete ossigeno per il cuore💞

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