Posts Taggati ‘afflizioni’

Dal cantico 44: «Mi aiuterai, mi rialzerai / e il cuore mio tu fascerai».

La preghiera di chi è afflitto è il titolo del cantico 44, tratto dal Salmo 4:1 “Quando ti invoco, rispondimi, o mio Dio giusto. Procurami una via di fuga dalle mie angosce. Concedimi il tuo favore e ascolta la mia preghiera”.

Il salmista si rivolge a Geova in preghiera chiedendogli di procurargli una via di fuga, non dalla congregazione, ma dalle angosce che lo affliggono. Capita che qualcuno ci offenda, in questo caso il salmo 4:4 ci consiglia: “Adiratevi, ma non peccate. Sfogatevi nel vostro cuore, nel vostro letto, ma tacete”.

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Riconciliati con Dio

“Su riconciliati con lui e tornerai felice, e avrai nuovamente il tuo benessere”. – Giobbe 22:21. (BJ)

Non sempre le afflizioni hanno un risvolto negativo e dannoso. Quale danno può recare il fuoco all’oro? Può solo purificarlo. Dio opera in modo strano: sa trarre l’ordine dalla confusione e l’armonia dalla discordia. A volte usa uomini ingiusti per fare le cose giuste. Spesso Dio libera quando non c’è alcuna speranza e salva i credenti nel modo in cui pensavano che li stesse distruggendo. Se persino le cose peggiori procurano del bene al cristiano, cosa opereranno le cose migliori per lui?

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Può una canna rotta tornare a fiorire?

In un giardino straordinario, il bambù era il più bello da vedersi per il suo crescere nobile e grazioso. Si distingueva per la sua modestia e gentilezza. Un giorno, mentre lo contemplava, il maestro lo piegò fino a fargli toccare terra. Vista la sua flessibilità e resistenza, decise di tagliarlo. Il vento trattenne il respiro, si udì un sussurro e il giardino rimase in silenzio.

Un tremito di orrore pervase il bambù, che rassegnato piegò mestamente il suo capo. “Bambù, mio caro, dovrò strapparti le foglie e i rami” disse il maestro. “Dovrò dividere in due il tuo cuore e strapparlo, altrimenti non posso usarti”. Lo portò poi sulle spalle in mezzo ai campi aridi dove in mezzo c’era una fonte d’acqua fresca e frizzante.

Unì le due estremità di bambù tagliato, una alla sorgente e l’altra al canale in modo che arrivasse l’acqua in tutto il terreno secco. Il riso fu piantato, i giorni passarono, le pianticelle crebbero e finalmente venne il tempo della raccolta. Il bambù, un tempo bello a vedersi, divenne più glorioso nella sua umiltà. Pur con il cuore spezzato in due, ora è felice di essere stato usato dal suo maestro per diventare una canale di vita abbondante, acqua vivificante per terreni aridi.

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