Posts Taggati ‘prove’

Perseveranza vs pigrizia

La perseveranza è un aiuto a tener fede al raggiungimento di una meta. Perseveranza e speranza sono legate fra di loro, perché tutt’e due sono rivolte al futuro. La speranza ha bisogno della perseveranza per superare qualsiasi ostacolo e diventare realtà. La pigrizia, invece, è negligenza nel fare e nel prendere iniziative. Tipico del pigro è cercare scuse per sottrarsi alle sue responsabilità. Il perseverante esplora nuove vie per raggiungere l’obiettivo, anche quelle che possono apparire insensate e illogiche, mentre il pigro è un fannullone innamorato della poltrona.

 Il perseverante impara, dunque, a vivere la vita e le sue vicende senza lasciarsi condizionare negativamente. È uno stile di vita che caratterizza il cristiano che sa rimanere fermo nelle contrarietà. La perseveranza ha anche relazione con la fortezza, la capacità di resistere alla persecuzione e alle grandi sofferenze.

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Riconciliati con Dio

“Su riconciliati con lui e tornerai felice, e avrai nuovamente il tuo benessere”. – Giobbe 22:21. (BJ)

Non sempre le afflizioni hanno un risvolto negativo e dannoso. Quale danno può recare il fuoco all’oro? Può solo purificarlo. Dio opera in modo strano: sa trarre l’ordine dalla confusione e l’armonia dalla discordia. A volte usa uomini ingiusti per fare le cose giuste. Spesso Dio libera quando non c’è alcuna speranza e salva i credenti nel modo in cui pensavano che li stesse distruggendo. Se persino le cose peggiori procurano del bene al cristiano, cosa opereranno le cose migliori per lui?

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Nel deserto della vita impari a fidarti di Dio

A volte è nel deserto che l’uomo perso ritrova la sua anima

Nella Bibbia si trovano due scenari simili e contrapposti: il giardino di Eden e il deserto di Gesù. In entrambi è presente il tentatore. La prima coppia è perfetta come lo è Gesù. In Eden c’è abbondanza di cibo tra gli alberi, tranne uno l’albero della conoscenza. Nel deserto Gesù viene tentato col cibo. In entrambi i casi, la tentazione implica gli organi di senso. Il tentatore cerca di manipolare la facoltà di ricevere informazioni dal mondo esterno. Eva “vide che l’albero era buono come cibo e che era qualcosa che metteva voglia agli occhi, sì, l’albero era desiderabile da guardare”. (Gen 3:6)

A Gesù, che ebbe fame, poiché non toccava cibo da quaranta giorni, il tentatore lo prova dicendogli di trasformare le pietre in pani. (Mat 4:3) Con Eva ci riesce, con Gesù no, perché lui stesso è “il pane della vita”, infatti, in un’occasione moltiplicò i pani per sfamare la folla. Visto il contesto dove furono provati, era più facile a Eva resistere che a Gesù. Invece avvenne il contrario.

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Chi persevera non si arrende

Alcune volte la sorte ci pone davanti degli ostacoli che non dipendono da noi. Altre volte siamo noi a porre dei limiti davanti alla nostra vita.

La perseveranza deriva dalla gioia ed è una qualità che ha a che fare con le prove. Benché le prove non siano piacevoli, costituiscono un motivo di gioia, poiché il sopportarle con integrità costituisce una vittoria, una prova dell’approvazione di Dio. La perseveranza impegna l’uomo a lottare per il conseguimento del bene senza arrendersi agli ostacoli e senza farsi abbattere dalla stanchezza e dallo sconforto.

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