Posts Taggati ‘timore’

I Babau

Una riflessione sugli spauracchi

Nei tempi biblici lo SPAURACCHIO era raffigurato con un palo o un mucchio di sassi simile a una figura umana, situato in un campo per allontanare gli uccelli, molto simile allo spaventapasseri. Per indicare che gli idoli non sono altro che delle falsità, la Bibbia li paragona a spauracchi posti in un campo di cetrioli che non possono fare nulla perché non hanno il potere di fare nulla (Geremia 10:5).

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Il timore di non identificarsi con Geova

Essere sé stessi è una condizione necessaria per evitare di spegnersi spiritualmente. Rappresenta anche un dovere morale che illumina la propria identità, e che manipolarla o annullarla produce solo sofferenza. Perdere sé stessi non è altro che un tentativo di rifiutare ciò che la nostra natura trova di essere.

Essere testimoni di Geova va accolto non accettato. L’accoglienza ha relazione con la delicatezza, il rispetto, la gratitudine, mentre l’accettazione, a volte, è manifestata in maniera indifferente. Non si costruisce la propria identità da soli. Siamo stati creati a somiglianza di Dio e non di qualcun altro.

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Non aver paura di fallire

Il tdG che desidera vivere in un ambiente spiritualmente sano deve accettare l’idea che nel suo percorso di vita un fallimento ci può stare. L’importante è imparare a trasformare i fallimenti in una positiva esperienza.

“Infine si presentò quello che aveva ricevuto un solo talento e disse: ‘Signore, sapevo che sei un uomo esigente, che mieti dove non hai seminato e che raccogli dove non hai sparso. Perciò ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sottoterra. Ecco ciò che è tuo’”. (Matteo 25:24,25)

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Una voce calma e sommessa ti dice: “Torna indietro”

La storia del profeta Elia ci insegna che Geova prima di affidarci un incarico o chiederci di fare qualcosa, ci prepara e a volte ci mette alla prova per comprendere meglio il senso di ciò che vuole e lo fa con un tono calmo e sommesso (1 Re 19:9, 11-16).

Il profeta Elia «era una persona forte, di grande fede», eppure si spaventò a morte quando la regina Izebel lo minacciò, dopo che scoprì cos’era successo ai profeti di Baal. Dopo che Geova gli provvide miracolosamente da mangiare, Elia viaggiò nell’impervio deserto per 40 giorni e 40 notti senza toccare più cibo e dopo 320 chilometri arrivò al monte Horeb, nello stesso posto dove Dio parlò a Mosè. Stanco e depresso, Elia entrò in una caverna per dormire.

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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