TRAUMI che riaffiorano

Abbiamo notato che alcuni di fronte a certi articoli che pubblichiamo reagiscono in una maniera che ci induce a pensare, che forse, a distanza di anni, invece di elaborare e superare certe esperienze traumatizzanti vissute in congregazione, solo parlarne provoca in loro una forte tensione emotiva.

Probabilmente, si tratta di situazioni spiacevoli irrisolte che, in alcuni casi, sono divenute parte della loro personalità cui è difficile staccarsene. C’è una specie di blocco che pare insuperabile. Venirne fuori è molto complicato se non si “cambia aria”.  

Particolari eventi traumatici possono alterare il “cablaggio” chimico del cervello rendendo la persona molto più sensibile ad alcune parole o a certi argomenti.

Naturalmente la reazione a un trauma varia da persona a persona. Non sempre la maggioranza di coloro che hanno un’esperienza traumatica sviluppano sintomi psichiatrici e, anche quando sono presenti dei sintomi, non assumono necessariamente una forma grave. Con il tempo alcuni riescono a controllare i sentimenti legati al trauma e a stare meglio. Altri continuano a lottare pazientemente con i ricordi di un evento traumatico.

Le corde di un violino per essere suonate bene devono essere tese fino a un certo punto, altrimenti se sono lente non producono nessun suono o se sono troppo tese si possono spezzare. La giusta tensione sta in un punto fra i due estremi.

Comunque è saggio non parlarne con persone che non capiscono certi sentimenti o che hanno la tendenza a giudicare negativamente. La Bibbia esorta i cristiani a parlare “in maniera consolante alle anime depresse” e ad essere “longanimi verso tutti”. (1 Tessalonicesi 5:14) Chi ha subìto un trauma può ricevere aiuto dal “Padre delle tenere misericordie” e “Iddio di ogni conforto”.

In che modo potete ricevere aiuto?

L’aiuto va chiesto e quando viene dato non va rifiutato. Quanto accaduto a voi è capitato anche ad altri fratelli, Non siete i soli. Quelli che hanno superato questo problema di solito sono felici di aiutare altri. Non scartate a priori chi vi parla in maniera propositiva di questi argomenti.

Alcuni di questi fratelli che scrivono hanno vissuto certi eventi traumatici e hanno gettato su Geova le loro preoccupazioni, perché sono sicuri che egli ha cura di loro. (1 Pietro 5:7) Più e più volte le Scritture sottolineano il vivo interessamento di Dio nei confronti di ogni suo servitore. I loro sentimenti sono simili al salmista, che scrisse: “Se Geova non fosse venuto in mio aiuto, la mia vita avrebbe presto avuto fine. Quando dicevo: “Sto per cadere”, il tuo amore leale, o Geova, mi sosteneva. Quando ero sopraffatto da inquietanti pensieri, tu mi consolavi e mi coccolavi”. (Salmo 94:17-19).

Nonostante ciò, alcuni momenti sono turbati da “inquietanti pensieri” e grazie alla preghiera ricevono “la pace di Dio che sorpassa ogni pensiero” e che custodisce oltre al cuore anche le facoltà mentali. (Filippesi 4:7) Inoltre, leggere la Parola di Dio e meditare su di essa, li ha aiutati a comprendere che se, per assurdo, nessuno nell’universo dei testimoni di Geova si accorge di loro, Geova è sempre presente e si interessa amorevolmente dei loro pensieri, soprattutto nei momenti di disperazione.

A causa delle difficili condizioni del mondo, sarebbe aumentata l’illegalità. Gesù, aggiunse a questa previsione il fatto che “l’amore della maggioranza si raffredderà”. (Matteo 24:7, 12) Purtroppo, non è escluso che alcuni cristiani sarebbero venuti meno anche loro nell’amore verso Geova e i propri fratelli. E questo può essere traumatizzante per alcuni fedeli.

Comunque è confortante sapere, che Gesù, dopo aver descritto certi eventi traumatici e il successivo inizio di una “grande tribolazione”, disse anche: “Alzatevi e levate in alto la testa, perché la vostra liberazione si avvicina”. (Matteo 24:21-31; Luca 21:28) In Isaia 65:17 si legge “Io creo nuovi cieli e nuova terra; e le cose precedenti non saranno ricordate, né saliranno in cuore”. Le cicatrici psicologiche dei traumi subiti possono sembrare permanenti, ma questa scrittura ci assicura che un giorno non ci turberanno più.

I fratelli che scrivono sul nostro sito vi rivolgono con caloroso affetto questo invito:

“Spera in Geova, sii coraggioso e sia forte il tuo cuore. Spera in Geova!” (Salmo 27:14)

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