Troppa autocritica fa male al cervello

Non giudicarti con troppa severità, esci dalla palude della tristezza cronica e non recriminare più sul tuo passato. Rivangare torti di questo o di quel fratello non serve più a niente se non di farti male.

Piangersi addosso senza mai arrivare concretamente a una soluzione non fa sentire altro che inutili e falliti. Una mente piena di risentimenti non può accogliere i suggerimenti che vengono dati per superare il problema. Devi per prima cosa svuotare la mente dai pensieri negativi e dai sentimenti nostalgici e poi riempirla di speranza.

Dicono che la guarigione arriva in fretta nel momento in cui cominci ad aver fiducia nelle tue possibilità, quando riesci a gioire delle piccole cose di ogni giorno. Si sta male perché si cerca di essere come non si è, e non perché si è come si vorrebbe. Hai una tua identità, una tua personalità, una tua natura, accettala, perché vorresti essere chi non sei?

Spesso diamo importanza a cose futili e non prestiamo attenzione alle cose importanti. I modelli di perfezione in congregazione esistono solo nella mente di chi ha troppe aspettative. Chi riesce a distogliere lo sguardo dalle cose che fanno soffrire si libera della condanna all’infelicità cronica.

Agli inizi del nostro percorso cristiano abbiamo accettato la verità che ci veniva insegnata perché guardavamo avanti. Questo ci ha permesso di fare progresso e di uscire dalle paludi mentali di un tempo. Siamo ritornati di nuovo come prima? Probabilmente non stiamo rivolgendo più lo sguardo al futuro. Tendiamo a guardare indietro. Senza questa consapevolezza si rischia grosso.

Un errore è quello di identificarsi troppo con gli errori. Se ci concentriamo troppo sugli errori non vediamo altro che errori dappertutto. Certe aspettative falsano la realtà se non si avverano come speriamo. A volte percepiamo gli altri fratelli come persone del mondo, se non peggio.

Può darsi che questo modo di vedere possa sfasare il cervello. Ricorda che anche altri in congregazione hanno le loro aspettative e a volte sono completamente diverse dalle tue. Si devono riconoscere altri punti di vista che non sono come i nostri. Nella vita non si resta sempre al palo, ma si cresce, indipendentemente dagli incidenti di percorso.

I modelli statici impediscono di andare avanti. Quello che ti è successo è unico nella tua vita. Non continuare a far ristagnare la tua vita sugli abbandoni, sui soliti temi che non ricostruiscono. Esci dalla realtà che ti sei costruito, nessuno è fatto in un modo che non possa cambiare. Troppe convinzioni superficiali sono un ostacolo ad accettare la realtà per modificarla.

Abbiamo un potenziale energetico e creativo che unito allo spirito di Dio può farci scalare le montagne di corsa e in poco tempo. Nella vita non sempre c’è bisogno di altri o di un Salvatore che ceda la sua vita per noi. Ci sono momenti in cui tu hai bisogno soltanto di te stesso. Goditi la vita. Non esistono solo preoccupazioni, problemi e responsabilità, ma anche felicità, gioia, altruismo, generosità.

«Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?» (Matteo 6:28-30)

Affidatevi alla vita, non preoccupatevi di quello che pensano gli altri, non fatevi domande inutili e soprattutto non datevi spiegazioni cerebrali che potrebbero stressare il cervello. L’esempio dei gigli servirà pure a qualcosa, o no?

LE PILLOLE DI MATRIX

Morpheus mette davanti agli occhi di Neo due pillole, una azzurra e una rossa. “E’ la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio, ti sto offrendo solo la verità, ricordalo, niente di più”.

Una pillola faceva addormentare e la persona si convinceva che tutto andava bene, in realtà viveva nella fantasia. L’altra pillola faceva svegliare e l’illusione della realtà crollava di botto. Questa pillola portava l’accesso ad un livello di realtà nascosto, più profondo di quello con il quale abbiamo a che fare solitamente, che potrebbe rivelare delle verità scomode. Essa donava uno sguardo nuovo e la possibilità di sperimentare una realtà più vera e profonda.

Spesso viviamo affossati nelle nostre credenze che ci impediscono di vedere la realtà per quella che è. Non riusciamo a cambiare prospettiva e diamo risalto a ciò che riteniamo significativo e su di esso costruiamo la nostra realtà.

Una equilibrata critica su se stessi ci aiuta a crescere e a migliorare come cristiani, ma se accogliamo il suo aspetto negativo, come un’autocritica non costruttiva, può essere devastante nell’ambito delle relazioni interpersonali. Questo significa che in base a come vediamo noi stessi, vediamo anche gli altri.

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