Chi ubbidisce a Dio e non agli uomini difficilmente commetterà un abuso spirituale

Ogni religione asserisce di basarsi sull’autorità di Dio e fa di tutto per ricordarlo ai suoi appartenenti. Diffidate di quelle religioni che continuamente danno enfasi al potere. Se hanno necessità di farlo è perché la loro autorità viene contestata o è fittizia. Inoltre, è quella dove si commettono maggiormente abusi spirituali.

Un pastore religioso che per farsi valere con i fedeli insiste sulla sua autorità ha dei seri problemi. Gli scribi e i farisei erano noti per la rivendicazione della loro autorità. Gesù, invece, offriva alle folle una speranza, non dava comandi. Spesso la credibilità di un consiglio dipende da ciò che un anziano insegna e se la sua vita è un esempio di quanto dice.

Dio conferisce autorità ai suoi rappresentanti e li addestra con la sua Parola per poter realizzare il suo proposito e il gregge è felice di farsi guidare da uomini fidati. I cristiani ubbidiscono non perché ricevono una ricompensa, ma perché sono convinti della giustezza e della bontà dell’autorità divina. Se si serve Dio per compiacerlo e in funzione di una ricompensa sotto forma di privilegio all’interno della congregazione, vuol dire servire il privilegio e non Dio.

I credenti non vanno nemmeno valutati per la quantità di tempo che ognuno impiega per servire Dio in opere pie. A volte sentiamo dal podio di non fare abbastanza nell’opera di Geova. Abbiamo sentito anziani e qualche sorvegliante di circoscrizione, scandire ora per ora il tempo che ogni cristiano impiega per vivere la giornata. Anche le ore per il sonno e (aggiungiamo noi) anche quelle che impieghiamo persino per evacuare.

Sono aspetti esteriori di una falsa spiritualità, che ha lo scopo di controllare quanto utilizziamo correttamente il tempo nella nostra vita privata. Seguendo il loro ragionamento e i loro calcoli, quasi tutti i cristiani avrebbero il tempo per fare i pionieri. Come se il servizio che ogni Testimone dedica a Geova che non sia equiparato al tempo di un pioniere non abbia valore.

Atteggiamento tipico di chi ha bisogno di un ricovero psichiatrico. Il messaggio che si vuole mandare è sempre lo stesso: fai poco, potresti fare di più. Come se fare di più ti garantisce un punteggio alto nella graduatoria della vita eterna. Ma questi nominati conoscono il valore del sacrificio di Gesù? Sanno che la vita eterna si riceve grazie a questo sacrificio e non rispetto al tempo che si dedica predicando? Non è un abuso creare sensi di colpa perché si fa poco nel servizio a Dio?

Quando Pietro pronunciò le famose parole: “Dobbiamo ubbidire a Dio e non agli uomini”, a chi le rivolse? Furono rivolte al Sinedrio, la massima autorità in materia religiosa. E’ come dire oggi al Corpo Direttivo: “Dobbiamo ubbidire a Geova piuttosto che a voi”. Il Sinedrio, in quell’occasione si stava sbagliando, come si sbagliò nella vicenda di Gesù, condannandolo a morte e macchiandosi del più infame crimine della storia.

Ecco cosa è capace di fare una guida religiosa suprema. Diffidate dell’infallibilità dei capi religiosi e di coloro che credono di possedere l’esclusiva interpretazione delle Scritture. Le parole di Pietro vogliono significare, che è giusto ubbidire e sottomettersi solo a uomini la cui autorità viene da Dio e il cui comportamento riflette quello di Dio.

Cari anziani e sorveglianti e tutto il resto della truppa, se il vostro modo di agire non è conforme a quello di Dio, scordatevi l’ubbidienza e la sottomissione, che naturalmente va data con tutto il cuore a quei fratelli che meritano la nostra fiducia in quanto vivono la loro vita in maniera del tutto cristiana. Non a parole ma con i fatti.

Abusi spirituali – ottava parte

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